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15 septembre, 2011

Festa di Maria Santissima Addolorata Discorso di Sua Eminenza Cardinale Paolo Romeo Arcivescovo di Palermo

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Comunicato Stampa n. 57 del 15 Settembre 2011
Festa di Maria SS. Addolorata al Molo – Discorso di S.E. Card. Paolo Romeo

FESTA DI MARIA SS. ADDOLORATA AL MOLO

DISCORSO DI S.E. CARD. PAOLO ROMEO ARCIVESCOVO DI PALERMO

Cantieri Navali, 15 settembre 2011

1. So bene quanto la consueta sosta del simulacro della Beata Vergine Maria Addolorata, qui ai Cantieri navali della nostra città di Palermo, sia un momento atteso da parte di tutti voi, figlie e figli miei carissimi. Ma vi assicuro che anch’io, come Padre e Pastore di questa nobile Chiesa, giungo in mezzo a voi con emozione e trepidazione, sapendo di incontrarvi proprio dove sono puntati gli occhi di quanti vivono con angoscia l’incertezza del loro futuro di lavoro in cui impegnarsi con responsabilità e con onestà.
Dinanzi alla Madre ci troviamo tutti in un clima di dialogo e confidenza con lei. A lei non possiamo nascondere nulla. Maria fa questa sosta ai Cantieri ma questa sosta vuole essere in primo luogo un richiamo alla sosta che lei desidera fare nei nostri cuori, nella nostra vita, nelle nostre giornate.
“Ecco tua madre”. Con queste parole rivolte a San Giovanni, Gesù ha consegnato Maria a tutta l’umanità. Gesù ci ha consegnato sua Madre. L’ha consegnata a noi uomini perché, pur rimanendo segnati dal limite e dalla fragilità del peccato, potessimo sentirci sempre suoi figli, e potessimo sperare di ritrovare in lei una Madre che ci conforta, che ci sprona, che ci accompagna nel cammino verso il suo figlio Gesù.
“E dal quel momento il discepolo la prese con sé”. Gesù ci ha consegnato Maria perché noi la prendessimo fra le nostre cose, perché le facessimo fare questa sosta benedetta e preziosa nel nostro cuore, una sosta che è per noi promessa di salvezza. Così, come Madre dell’umanità, rinsalda i vincoli di solidarietà fra tutti noi, suoi figli.
2. Questa sosta dell’Addolorata oggi assume anche un valore particolare.
Maria sosta presso la croce di Gesù, accanto alla sofferenza del suo figlio, senza mai abbandonarlo. È impotente dinanzi al dramma che si sta consumando sul Calvario, ma è presente. E fa sentire anche in quel drammatico momento tutto il suo amore, incondizionato, pieno, generoso e commosso. La sua presenza dà sostegno al sacrificio del figlio che sigilla con il suo sangue la nuova ed eterna alleanza.
È proprio così anche per noi, carissimi fratelli e sorelle! Maria sosta ancora una volta in questo luogo, accanto alla sofferenza di tutti quegli operai che oggi trepidano per il loro futuro lavorativo, accanto ai giovani che vedono mortificata la loro capacità di creare una famiglia, accanto al rischio e alla realtà di nuove povertà che generano emarginazione e sconforto, che ledono e offendono l’uomo nella sua dignità.
Maria sosta accanto a noi. Accanto a voi, carissimi operai di questi gloriosi Cantieri navali! Questa sosta certo non risolverà i problemi che vivete, così come lo stare di Maria “presso la croce” del figlio non servì ad eliminare la sua sofferenza fisica.
Eppure in quel suo “stare presso la croce” è stata certamente grande la consolazione che Gesù ebbe dalla presenza di Maria accanto a sé! E’ stata benefica la sua presenza in preghiera, la sua determinazione ad accogliere pienamente la volontà di Dio che si compiva nell’offerta del figlio Gesù.
Maria sosta in mezzo a voi perché conosce bene le nubi della crisi che stiamo attraversando, evidenti soprattutto nel buio e nelle tenebre dell’incertezza economica in cui versa la nostra società. Maria ben comprende che queste nubi minacciano la serenità della vita e sa bene che in queste condizioni di lavoro precario è facile perdere la speranza, ed è altrettanto facile rivolgersi alle chimere e alle false soluzioni, che non fanno altro che farci precipitare nel vortice dei vizi e nel degrado di quei valori essenziali per ogni pacifica e costruttiva convivenza sociale.
È facile, e Maria lo sa bene, abbandonare il punto fermo della fede.
3. Così, in primo luogo, Maria, nostra Madre, ci invita a mantenere salda proprio questa nostra fede, come ella fece ai piedi della croce, e ci spinge a guardare oltre, a guardare alla risurrezione, alla vittoria finale del bene sul male, all’amore di Dio che non può mancare nemmeno nelle condizioni più estreme di precarietà e di povertà. Sotto la Croce, umanamente, Maria avrebbe avuto tanti motivi per rimanere delusa, per leggere il fallimento delle promesse di Dio. Eppure la sua fede rimane viva: Maria sa bene che i progetti di Dio sono sempre più grandi dei nostri. Per questo attende con pazienza che sia lui a compierli.
Nell’obbedienza alla Parola, interiorizzata e accolta con fede, Maria ha sempre saputo guardare oltre! E così Maria ci invita a non sentirci dannati, né condannati, ma amati da Dio, invitati a camminare sui sentieri del Signore, sicuri che se facciamo tutto quello che Gesù ci chiede, allora “fiorirà la giustizia e abbonderà la pace” (cf. Sal 72,2) fra tutti gli uomini. Maria ci invita a metter mano tutti ad una grande dose di ottimismo che per noi cristiani è una speranza nutrita del nostro agire concretamente orientato al bene.
4. Dall’altra parte, mi piace pensare che proprio lei, da donna operosa e madre di famiglia, chiede oggi che da tutte le parti si moltiplichino gli sforzi di quanti hanno responsabilità istituzionali per attivare soluzioni concrete che ricerchino il bene e la dignità di voi lavoratori, e che dunque ricerchino il bene e la dignità della nostra Città!
Domenica scorsa, ad Ancona, nella celebrazione eucaristica conclusiva del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, in un area cantieristica ormai da anni deserta e senza commesse, il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto ricordare che qualsiasi sviluppo deve essere illuminato dalla rivelazione di Dio che promuove la vera dignità dell’uomo.
“La storia – ha affermato il Papa – ci dimostra, drammaticamente, come l’obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane. Il pane – ha proseguito – è “frutto del lavoro dell’uomo”, e in questa verità è racchiusa tutta la responsabilità affidata alle nostre mani e alla nostra ingegnosità; ma il pane è anche, e prima ancora, “frutto della terra”, che riceve dall’alto sole e pioggia: è dono da chiedere, che ci toglie ogni superbia e ci fa invocare con la fiducia degli umili: “Padre (…), dacci oggi il nostro pane quotidiano” (Mt 6,11).
Sono sicuro che una visione veramente illuminata dalla fede e un comune impegno per l’ammodernamento dei Cantieri navali di Palermo possa riaprire gli orizzonti della speranza, per renderli capaci di gestire nuove commesse, e dunque all’altezza di garantire più lavoro e più dignità di vita.
Lo sguardo di Maria è come un appello perché i suoi figli abbiano la possibilità di lavorare dignitosamente in un’area cantieristica rinnovata e dunque di maggiore rilievo nell’ambito nazionale e internazionale. Si risolvano dunque quelle pastoie burocratiche che ritardano l’attuazione dei progetti già economicamente finanziati per l’ammodernamento di questo importante e storico settore lavorativo della nostra Città! Pastoie che offendono pericolosamente la dignità di tanti uomini onesti e ostacolano la progettazione dignitosa delle loro famiglie!
5. Insieme con voi, carissimi fratelli e sorelle, come Padre di questa comunità ecclesiale elevo ancora una volta la mia preghiera alla nostra Madre Addolorata, perché con la sua intercessione ci aiuti tutti, nella missione e nella responsabilità che ci è propria a “fare ognuno qualcosa”, come, facendo eco degli insegnamenti del Vangelo, in questa nostra Città, invitava a fare il Servo di Dio Padre Pino Puglisi, di cui oggi ricorre il diciottesimo anniversario dell’uccisione per mano mafiosa. Della sua figura e dell’esempio luminoso che ancora oggi ci interpella come Chiesa, faremo memoria questa sera alle 18, nella celebrazione eucaristica in Cattedrale, alla quale siamo tutti invitati.
Maria, Madre Addolorata, prega per noi!
ArcidiocesiNews – Agenzia Stampa del Centro Pastorale per le Comunicazioni Sociali
dell’Arcidiocesi di Palermo. Via Matteo Bonello, 2 – 90134 Palermo.
Direttore: diac. Pino Grasso tel. 339/2800330
Sito Internet: www.diocesipa.it e-mail: ufficiostampa@diocesipa.it

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Tél : 0476511106

15 settembre Beata Vergine Maria Addolorata . I Sette Dolori di Maria .

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15 Settembre Beata Vergine Maria Addolorata. I Sette Dolori di Maria

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La Vergine Maria viene venerata nel mondo cristiano con il culto di iperdulia, cioè una venerazione maggiore rispetto a tutti i Santi; nel calendario della Chiesa Cattolica ci sono ben ventiquattro celebrazioni mariane, partendo dal 1° Gennaio, in cui si ricorda la Beata Vergine Maria Madre di Dio, arrivando fino al 10 Dicembre, dedicato alla Beata Vergine Maria di Loreto. Inoltre l’intero mese di Maggio è tradizionalmente dedicato alla Madonna, l’Immacolata è preceduta da una devota novena e il mese di Settembre vede ben cinque festività mariane; insomma il culto della Madonna è così diffuso nella Chiesa che non esiste un mese dell’anno senza una festività dedicata alla Madre di Dio. Ma una delle celebrazioni più sentite è sicuramente quella odierna, dedicata alla Beata Vergine Maria Addolorata; i fedeli si sono sempre sentiti vicini alla figura dolente della Madre di Dio, condividendo con Lei i dolori quotidiani. Difatti al contrario di altre prerogative …

… mariane, che ne celebrano la Santità, come l’Immacolata Concezione, l’Annunciazione, la Maternità Divina ecc. questa figura dell’Addolorata è la più umana tra tutte le qualità della Santa Vergine e quindi la più vicina a tutti noi; veder morire un figlio è un dolore inconsolabile e tutti i fedeli si sentono vicini alla Santa Madre che ha subito questa grave perdita, condividendo con Lei i propri dolori. Maria però, si distingue per la dignità con cui affronta il terribile lutto, soffre in silenzio e vede avverarsi la profezia di Simeone, pronunciata oltre trent’anni prima:

“E anche a te una spada trapasserà l’anima”; per questo Maria diventa la consolatrice degli afflitti e a Lei si rivolgono i sofferenti di questo mondo, certi di un suo sguardo amoroso e di un abbraccio ricolmo d’amore. Ma la Madonna è anche corredentrice della Grazia del genere umano, così come si è offerta a condividere il tragico destino del Figlio, allo stesso modo condivide la trionfale Resurrezione e rimane con noi per indicarci la via della salvezza e della gioia.

La devozione alla Beata Vergine Addolorata, prende spunto dai passi del Vangelo che raccontano della presenza di Maria sul Monte Calvario, ma solo a partire dall’XI secolo si cominciò a celebrare insistentemente questa festa; testimonianza di questa venerazione è lo “Stabat Mater”, attribuito a Jacopone da Todi e da questa devozione ebbe origine la festa dei “Sette dolori di Maria”. A metà del XIII secolo nacque a Firenze l’Ordine dei “Servi di Maria”, fondato dai Ss. Sette fondatori ed ispirato dalla Vergine. L’Ordine che si distinse nei secoli per la forte venerazione mariana e la diffusione del culto dell’Addolorata, ebbe il permesso dalla Congregazione dei Riti, di celebrare la Messa votiva dei sette dolori di Maria, era il 9 Giugno del 1668; i frati di quest’Ordine portavano sempre l’abito nero, in segno del dolore provato da Maria. Il 9 Agosto 1692 Papa Innocenzo XII autorizzò la celebrazione dei sette dolori di Maria alla terza Domenica di Settembre; successivamente il 18 Agosto 1714 la Sacra Congregazione approvò la celebrazione dei Sette Dolori di Maria, il Venerdì precedente la Domenica delle Palme, più recentemente Papa Pio VII, il 18 Settembre 1814 estese la festa a tutta la Chiesa, inserendola nel Calendario Romano alla terza Domenica di Settembre ed infine Papa Pio X nei primi anni del Novecento fissò la celebrazione dell’Addolorata al 15 Settembre, il giorno successivo dell’Esaltazione della Santa Croce.

I Sette Dolori di Maria corrispondono ad episodi narrati nel Vangelo:

1) La profezia dell’anziano Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

2) La Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto “Giuseppe destatosi, prese con sé il Bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto”.

3) Il ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme “Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo”.

4) Maria addolorata, incontra Gesù che porta la croce sulla via del Calvario.

5) La Madonna ai piedi della Croce in piena adesione alla volontà di Dio, partecipa alle sofferenze del Figlio crocifisso e morente.

6) Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto deposto dalla Croce.

7) Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione.

La Liturgia ha composto anche le Litanie dell’Addolorata, mentre la devozione popolare ha creato la “Via Matris”, che come la “Via Crucis” ripercorre le sofferenze di Maria. Al celebre testo “Stabat Mater” si sono ispirati anche i più celebri musicisti della storia, tra loro Rossini, Pergolesi e Verdi; inoltre nel mondo dell’arte, la Vergine Addolorata è stata più volte raffigurata nel corso dei secoli, tra le opere d’arte più celebri ricordiamo la “Pietà” di Michelangelo, custodita in San Pietro ed il dipinto “Compianto del Cristo Morto” di Giotto. In virtù di quest’ampia devozione, molte città hanno una cappella o una Chiesa dedicata all’Addolorata, inoltre nel sud Italia, fino a qualche decennio fa, il nome Addolorata è stato abbastanza in uso; anche in Spagna e nei paesi dell’America latina troviamo ancora oggi, nomi femminili come Dolores.

Emanuele

Fonte: www.santiebeati.it

Nota :

sin dal Medioevo i Servi di Maria celebravano il 21 settembre la Festa della Dedicazione della chiesa del Monte Senario, dove la Madonna Addolorata nel 1240 apparve ai Santi Sette Fondatori; di conseguenza, molte chiese e santuari dedicati all’Addolorata venivano consacrati volutamente in quel giorno. Inoltre sempre sin dal Medioevo il 21 settembre si ricordano, in molte località, diverse apparizioni mariane, in alcune delle quali la Madonna si è manifestata come l’Addolorata. La festa liturgica al 15 settembre fu fissata da Pio X nel 1913, sostituendo l’antica data che fissava la festa liturgica della Madonna Addolorata alla III domenica di settembre. Un rescritto del 1924 della Sacra Congregazione dei Riti confermava che nelle chiese in cui è eretta canonicamente la Confraternita dei Sette Dolori aggregata all’Ordine dei Servi di Maria e nelle chiese proprie dell’Ordine è possibile “celebrare solennemente la festa dell’Addolorata nella III domenica di settembre o in qualunque altro giorno di settembre secondo la consuetudine dei luoghi”. Con la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II la Memoria della B. V. M. Addolorata (15 settembre) fu assegnata all’Ordine dei Servi di Maria , al Terz’Ordine e alle Confraternite dell’Addolorata aggregate alle Comunità dell’ Ordine dei Frati Servi di Maria con il grado di Solennità, essendo Patrona Principale e Fondatrice dell’Ordine; inoltre fu confermata la possibilità di celebrare la processione dell’Addolorata nella III domenica di settembre o in qualunque altro giorno di settembre secondo la consuetudine dei luoghi.

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