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16 août, 2012

Padre Giovanni Vannucci frate servo di maria e autentico esempio per tutti coloro che vivono una fede ai margini…e che sono in ricerca della pace del cuore. una pace che il nostro cuore puo’ trovare se si mette in sincronia con la spiritualità vissuta da un frate come padre giovanni vannucci. .

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Circa quarant’anni fa, in un gruppo di amici, venne rivolta a P. Giovanni Vannucci la domanda, ancora molto attuale: “Per essere “Chiesa” in questo momento che cosa si dovrebbe fare?”

“Io devo “essere Chiesa” personalmente, aveva risposto il Padre, avere quindi una coscienza aperta a tutte le manifestazioni di Verità, di Bellezza, di Libertà e parteciparvi intensamente e rispettosamente senza credere a una mia infallibilità personale, e cercando di modificare il mio modo di pensare a contatto con il pensiero degli altri”.

 

“Siamo noi che dobbiamo essere Chiesa! San Paolo usa una bellissima metafora: “Noi siamo il corpo di Cristo che viene costruito dallo Spirito Santo nel corso dei secoli (cfr.1Cor 12, 12ss). Dal papa ai vescovi e ai semplici fedeli ciascuno di noi è una cellula del Corpo di Cristo. Se una di queste cellule si chiude in se stessa, diventa cancerosa. Allora bisogna che le cellule sane mandino delle forze per limitare e circoscrivere il male che c’è nella cellula divenuta cancerosa per essersi isolata compiendo un suo cammino individuale e non più in comunione con le altre cellule”.

 

Sarebbe troppo bello se questo si potesse davvero attuare nella Chiesa…Il male è che si è creata e dura ancora oggi una mentalità dogmatica di chiusura che impedisce una manifestazione del genere. E’ forse dovuta alla non fiducia per persone non preparate, non abbastanza mature, non abbastanza addentro ai problemi religiosi…e che si sentono perciò escluse da quella partecipazione diretta, che invece c’era forse alle origini”?…

 

“Il tuo è un discorso chiaro, ma perchè non si limiti ad una visione solo storica della Chiesa ti invito a pensare ad una meravigliosa pittura di Giotto che riprende una leggenda francescana (direi che è una verità cristiana): c’è il papa che dorme e il fraticello Francesco, che rappresenta la santità, sorregge la chiesa che crolla, mentre il papa dorme tranquillo circondato dai suoi cardinali. E’ uno dei quadri più simbolici, più metaforici, più veri. E’ sempre stato così nel corso dei secoli. Se si toglie la santità dalla Chiesa cattolica, questa crolla immediatamente.

Se guardate nella storia della Chiesa cattolica trovate dei bravi politici, dei bravi conquistatori, dei bravi commercianti e anche dei papi e dei vescovi spregiudicati e condottieri. Ma quello che interessa a noi è la perenne presenza e assistenza dello Spirito di Cristo, attiva nei Santi”, quelli autentici, naturalmente.

 

Padre Giovanni invitava a modificare un po’ la visione tradizionale che ci è stata data della Chiesa perchè Cristo dice: “Il primo tra di voi sia l’ultimo, chi vuol comandare tra di voi sia il servo di tutti” (Lc13, 1-20). Il Giovedì santo viene fatta la cerimonia della lavanda dei piedi che rievoca ciò che ha fatto Cristo (Gv 13, 1-20). Giovanni non riporta l’istituzione della Cena, ma riporta la lavanda dei piedi con Pietro che non capisce e protesta. Lui il Maestro che lava i piedi ai discepoli?. “No! Mai”.,

E Gesù: “Se non capisci questo, non potrai aver parte con me”. E aggiunge: “Io ho fatto questo, e mi chiamate maestro e Signore, e dite bene, perchè anche voi vi laviate i piedi reciprocamente, e chi vuol essere il primo sia colui che lava i piedi agli altri”.

 

“Vedete che cosa ha fatto Cristo? Ha preso la gerarchia dell’imperatore romano e l’ha capovolta. Il primo deve essere l’ultimo, quindi non c’è un “alto” nella Chiesa e se proprio deve esserci sarà il debole, il malcapitato, l’oppresso…ma devono essere le radici a comandare. L’ “alto” deve essere nascosto nel sottosuolo ad attingere quelle energie che ci vengono da Cristo per servire poi anche colui che è al vertice della piramide cristiana: l’uomo più disgraziato, il Crocifisso e l’uomo più crocifisso.

Se voi trovate un albero con le radici scoperte, le rimettete sotto terra. Si dà proprio il caso che a volte si sia costretti ad aiutare i gerarchi a rientrare sotto terra, ad attingere la linfa dalla terra perchè altrimenti l’albero della Chiesa non fiorisce. Non faccio un discorso rivoluzionario, si premunisce Padre Giovanni, ma un discorso cristiano”.

 

“Della conformazione della Chiesa siamo responsabili tutti! Chi è al primo posto, chi fa carriera, comanda volentieri… Il potere non consuma, ma ingrassa…Così, chi è sottoposto,

diventa con facilità, per pigrizia, ossequiente, obbediente, per essere lasciato tranquillo.

Se la vita è una continua trasformazione, noi nella vita ci dobbiamo sentire viventi; vivente non è colui che si limita ad accettare, ma colui che ripone in discussione le cose che gli sono proposte soprattutto quando sono contro la sua coscienza. Non è la stessa cosa che nella Chiesa ci sia una falange di uomini obbedienti al posto di uomini vivi”.

 

“Quando una Chiesa è strutturata in un determinato modo e costruisce i suoi confini ben precisi e dice: fin qui c’è lo spazio sacro e al di là inizia lo spazio profano, si presenta come una costruzione di uomini.

Una Chiesa così strutturata che ti mette fuori, da che cosa ti mette fuori? Da una struttura incompleta, imperfetta e insufficiente, ma non ti mette fuori dal mistero divino. Quindi tu rimani sempre conglobato nel mistero divino, se sei un ricercatore autentico. Che cosa devi fare? Come devi essere?” (cfr “Fraternità” N° 20 -Gennaio-giugno- 2011).

 

NB. Queste riflessioni tolte dalle opere di P.Giovanni Vannucci sono dedicate a coloro che nella Chiesa si trovano in difficoltà di comunicazione e spesso molto o del tutto emarginate. M.M.

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Lo stupore della vita

Guardiamo la vita con lo stupore di essere vivi, in un universo fervente di vita.
I sogni di oggi sono il futuro che muove il presente, la vita che si esprime in non immaginate forme.
Dalle mani del Padre la vita fiorisce Inesauribile e illimitata.
Nel cuore della pietra Dio sogna il suo sogno, e di vita la pietra si riveste.
Nel profondo della terra Dio sogna il suo sogno, e di verde e di frutti si riveste la terra.
Nel cuore degli esseri Dio sogna il suo sogno, e di amore e di tenerezza s’adorna il creato.
A novità crescente, tu, o senza limiti, esorti il cuore, l’inviti a venire nella tua dimora, tu che dimora non hai.
Sempre oltre, sempre oltre è la tua tenda, il tuo infinito cammino sia il nostro, o Signore.
Padre Giovanni M. Vannucci

Padre Giovanni Vannucci (26/12/1913 – 17/06/1984) frate Servo di Maria critico e originale, ricercatore delle parole perdute, percorse la via mistica, che abbraccia e coordina in sinfonica armonia tutte le verità disseminate nelle molte religioni – rispettando comunque in ogni tradizione la sua originalità – per giungere a cogliere, lui « pellegrino dell’ Assoluto » nell’Eremo delle Stinche (Firenze), l’unica rivelazione universale, principio e fine di ogni religione. (Monte Senario, Quaderni di spiritualità, n. 23 – Maggio-Agosto 2004).

in Lotta come Amore: LcA dicembre 2004, Dicembre 2004

 

Padre Giovanni Vannucci frate servo di maria e autentico esempio per tutti coloro che vivono una fede ai margini...e che sono in ricerca della pace del cuore. una pace che il nostro cuore puo' trovare se si mette in sincronia con la spiritualità vissuta da un frate come padre giovanni vannucci. .  servi-di-maria-foto-di-padre-Giovanni-vannucci

 

 

 

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