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19 octobre, 2013

Con Maria i frati Servi di Maria continuano in Campania la missione iniziata dai Sette Santi Fondatori.

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 Siamo nel 1233. A Firenze c’erano molti movimenti religiosi. Un gruppo di 7 laici abbandonano famiglia, attività e professione per ritirarsi a vita comune in penitenza, povertà e preghiera (prima a Firenze e verso il 1245 sul monte Senario, vicino a Firenze). Nonostante il rischio di soppressione degli ordini mendicanti (concilio Laterano IV del 1215 e riconfermato dal concilio di Lione del 1274), l’’ordine fu salvato dal priore Filippo Benizi che convinse il Papa.
I sette santi fondatori lo divennero per opera di papa Leone XIII nel 1888. “Siamo una comunità di uomini, riuniti nel nome del Signore che si ispira costantemente a Maria, madre e serva del Signore” questo è il loro programma, che viene vissuto nel servizio, fraternità, dimensione mariana e nella misericordia.
L’’abito “bigio” che essi rivestono, ricorda il dolore e la vedovanza di Maria (le sue sofferenze durante la passione di Gesù).
Oltre alla predicazione e a far conoscere Maria, loro patrona, si dedicano al servizio (accoglienza dei più umili,ammalati, anziani, bisognosi), alle missioni,agli ospedali, parrocchie,ecc..
Dallo spirito dell’’inizio, sono nate diverse realtà religiose: le Monache Serve di Maria e congregazioni di Suore Serve di Maria (es: le Compassioniste), Istituti secolari femminili (2), ordine secolare (maschile e femminile), Diaconie dei Servi (coppie) e i giovani Servi di Maria.
Nel mondo sono presenti in: Asia (Australia, India, Filippine, Indonesia), America (Canada, Messico, Usa, Colombia, Brasile, Bolivia, Argentina, Perù, Uruguay), in Africa (Mozambico,Swaziland, Zululand, Uganda, Kenya) e in Europa (Italia, Spagna,Austria,Germania,Inghilterra,Irlanda,Francia).
I Frati Servi di Santa Maria sono circa 900.
In Campania i Servi di Maria sono presenti a Napoli Chiesa di Santa Maria del parto (Via Mergellina, 9/b – 80122 Napoli (NA) – 081664627)
La chiesa è legata al letterato Jacopo Sannazaro, che la fece costruire su un terreno donatogli da Federico d’Aragona e che si fece qui tumulare. Consta di una chiesa inferiore e di una superiore – alla quale si accede salendo da via Mergellina la scalinata a d. (salita S. Maria del Parto) – che termina in una terrazza con bella vista.
Nell’interno, a una navata, il principale motivo d’interesse è dato, in un ambiente dietro l’altare maggiore, dal *sepolcro di Jacopo Sannazaro, opera di Giovanni Angelo Montorsoli, di Bartolomeo Ammannati e di Francesco del Tadda (1537) su probabile disegno dello stesso Sannazaro.
Interessante, nella 1ª cappella a d., il *S. Michele che atterra Lucifero di Leonardo da Pistoia: un dipinto popolarmente famoso, perché il «diavolo di Mergellina», rappresentato da un serpente con corpo femminile recante sul petto una faccia demoniaca, ha un volto bellissimo identificato dalla tradizione con quello di una dama che avrebbe tentato, senza successo, il pio vescovo Carafa.
Da segnalare, in un ambiente adiacente l’abside, *statue da presepe (restano Maria, Giuseppe e tre pastori) di Giovanni da Nola; nel presbiterio, a d., Epifania di un pittore fiammingo di fine sec. XVI; in sagrestia, Madonna col Bambino, tavola di Francesco da Tolentino.
Sono altresi presenti al santuario di santa Maria di Carbonara (Giffoni Valle Piana) e a Eboli (azienza agricola dei Servi,bivio di santa Cecilia).
Oltre alla cura del santuario, sono disponibili per la predicazione, soprattutto mariana. Per ogni informazione, rivolgersi a padre Attilio Carrella- santuario Madonna di

Carbonara – via per Serino – Giffoni Valle Piana (Sa)

Tel. 3383484850   email: p.attilio.carrella@libero.it

Importante Nota storica
Lo storico Convento dei Servi di Maria 

e Padre Girolamo Russo

E’ opinione consolidata che il convento fu fondato nel 
1460. Attiguo al fabbricato a forma quadrangolare, 
un appezzamento di terreno di circa 9000 mq., 
recintato con muro, segna la delimitazione con proprietà privata 
e via pubblica. Al centro del chiostro – a pianta quadrata 
con portici, capitelli e colonne – insiste una cisterna nella 
quale un tempo si convogliavano le acque piovane. Intorno 
sono distribuiti la chiesa, vari ambienti adibiti a deposito e 
cantina, il refettorio, la cucina e i dormitori al primo piano. 
Nel 1809, a seguito di soppressione degli ordini religiosi, lo 
stabile, divenuto di proprietà comunale, fu adibito a sede 
del municipio, scuola elementare maschile, caserma dei Regi 
Carabinieri.

Con delibera del 1904, l’Amministrazione Comunale concesse 
in enfiteusi al vescovo di Alife la struttura conventuale 
e l’adiacente giardino. Così, dopo un lungo periodo, il sacro 
edificio tornò alla sua “naturale” funzione e assegnato all’Ordine 
dei Servi di Maria .

Ed è qui che il servitano Padre Girolamo (al secolo 
Gaetano) Russo (Cimitile 1885 – Saviano 1970) operò in due 
distinti periodi, con illimitata e silenziosa carità soprattutto 
a favore dei giovani, di cui sapeva intuire le inquietudini, e i 
poveri. Ordinato sacerdote il 10 giugno 1911, fu destinato a 
Prata nell’imminenza della deflagrazione del primo conflitto 
mondiale dove, fervente predicatore, fu maestro nello studentato 
dei novizi che aspiravano al sacerdozio. Soldato e infermiere 
nella “Grande Guerra”, tornò nella sua Prata negli anni 
‘30 dove nella istituita casa di formazione per studi elementari 
e medi fu maestro di giovani pratesi e dei paesi viciniori. 
Un suo ex alunno ricorda come Padre Girolamo riuscisse a 
richiamare intorno a sé tanti giovani del paese, iniziandoli, 
oltre al corso di studi, ai giochi degli scacchi e della dama e 
alle recite teatrali; come nel corso di passeggiate in campagna 
impartisse lezioni di botanica; come costituisse, con l’aiuto 
del maestro Sabatino Pistocco, la schola cantorum; come 
provvedesse a far costruire una sia pur rudimentale piscina 
per l’esercizio del nuoto.

Prata Sannita, grata, ancora oggi lo ricorda.
Convento di San Francesco
La costruzione voluta da Carlo Pandone fu ultimata dal figlio Scipione che la fece consacrare nel 1480. Gli ambienti si sviluppano intorno ad un chiostro coperto da “volte a botte” e a “crociera” sorrette da un robusto colonnato con capitelli riccamente e variamente scolpiti. Anticamente il chiostro viene descritto con lunette affrescate con le storie di San Francesco, affreschi andati perduti intorno agli anni ‘20. La chiesa si presenta attualmente ad una sola navata, il transetto è coperto da tre cupole. La struttura interna ha subito notevoli cambiamenti nel Settecento quando fu innalzato il tetto fino ad allora in capriate di legno; la navata e le pareti furono decorate con gli stucchi e nicchie tutt’ora presenti. In un armadio a muro posto a destra del transetto sono conservate le mummie medioevali dei Conti Pandone (sec.XV). Nel 1983 l’intervento dei soci del Gruppo Archeologico Prata Sannita in collaborazione con la Soprintendenza di Caserta ha riportato alla luce tre affreschi databili tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento raffiguranti S. Francesco, tre sante martiri (S. Agata, S. Lucia, S. Apollonia) ed una Annunciazione. Un affresco di scuola napoletana del Settecento raffigurante l’Ultima Cena è posto sulla parete di fondo del refettorio.


14 octobre, 2013

Bontà che ci dischiudi l’infinito………Supplica dei Servi di Santa Maria

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12 octobre, 2013

Supplica dei Servi di Maria

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Mise en ligne le 25 août 2010

2 luglio 2010 – 9° anniversario della nascita al cielo di Suor Pura Pagani
Testo: dalla Liturgia dell’Ordine dei Servi di Maria
Musica: Antonio Faccioli – Arrangiamento per banda: M. Roberto Piva
Eseguito dal Coro S. Lorenzo di Grezzano e dal Coro SS. Pietro e Paolo di Mozzecane – Accompagnamento della Banda di Mozzecane.
http://www.corosanlorenzo.ithttp://www.facebook.com/group.php?gid…

 

 

SUPPLICA DEI SERVI

Bontà che ci dischiudi l’infinito
tesoro della grazia, santa Madre,
infondi nei tuoi servi la speranza.

Virtù che generosa ci soccorri
nell’incerto, difficile cammino,
donaci fedeltà nel tuo servizio.

Ravviva in noi l’antico, sacro impegno:
i fratelli servire nell’ amore,
lo sguardo fisso in te seguire Cristo.

6 octobre, 2013

Eletto il nuovo Priore Generale dell’ Ordine dei Servi di Maria FRA GOTTFRIED M. WOLFF

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21.09.2013

Sabato 21 settembre 2013

La liturgia mattutina, con le lodi integrate nella messa delle 7,30, ha permesso di sentir risuonare l’antico gaelico nel santuario di Pietralba, espressione loquente della multiculturalità del nostro Ordine. Ha presieduto fra Bernard M. Thorne, Priore provinciale della Province of the Isles, giurisdizione incaricata di animare la liturgia in questa giornata in cui si celebra la festa di san Matteo, apostolo ed evangelista. Fra Bernard, che proprio in questo giorno festeggia i suoi 55 anni di professione religiosa, nell’omelia ci ha ricordato che ciascuno di noi ha due facce, una che dice il volto bello della nostra persona, l’altra che dice la parte meno bella. Quindi, nella giornata in cui i capitolari cominciano a scegliere coloro che devono assumere il servizio di guida, ha invitato ciascuno di noi a guardare all’aspetto positivo del fratello, acquistando la capacità di saper cogliere il volto bello di chi ci sta accanto.

Dopo la colazione, i capitolari hanno potuto usufruire di un congruo tempo di silenzio personale. Quindi, in un clima di raccoglimento e preghiera, alle 10,00 sono iniziate le procedure per l’elezione del Priore generale. All’inizio dei lavori fra Ángel M. Ruiz Garnica, Priore generale uscente, informa il Capitolo che Papa Francesco sta per nominare fra Silvano M. Maggiani Consultore dell’Ufficio delle celebrazioni pontificie, notizia che è stata salutata con un caloroso applauso. Ha quindi aggiunto che è sua intenzione consegnare al capitolare più anziano una reliquia di san Filippo, da lui ricevuta dodici anni fa dall’allora Priore generale uscente fra Hubert M. Moons, affinché venga consegnata al nuovo Priore generale.

I lavori sono entrati nel vivo secondo le procedure previste dal significativo Rito per l’elezione del Priore generale.[1] Fra Ángel M. Ruiz Garnica, Priore generale uscente compie i riti inziali con il saluto e l’atto penitenziale alla luce della Parola di Dio. Quindi rimette il suo mandato, ringraziando non solo i frati per l’aiuto ricevuto, ma anche la sua famiglia che gli è stata vicina, in primis i suoi genitori, i fratelli e le sorelle. Detto questo consegna le Costituzioni, il Sigillo e una reliquia di san Filippo a fra Lorenzo M. Tanganelli, capitolare vocale più anziano di professione, lasciando la presidenza e prendendo posto insieme agli altri frati capitolari. È allora che fra Lorenzo M. ha rivolto al Capitolo queste parole:

Ad ogni Capitolo generale il protagonista è lo Spirito Santo. Penso alla casa di Nazareth e al Cenacolo, quando gli Apostoli sono riuniti nel cenacolo, pieni di Spirito Santo. Sia Maria come gli Apostoli comprendono il sogno di Dio sulla loro vita, quello che era oscuro fino allora diventa un’apertura d’avvenire che rispecchia proprio il disegno di Dio sulla loro vita. È molto importante per ciascuno di noi ogni giorno domandarci qual è il sogno di Dio sulla mia vita, qual è il sogno di Dio sulla mia comunità, sulla mia Provincia, e oggi sull’Ordine. E non soltanto lo Spirito ci fa capire questo sogno che è stupendo, che è apertura d’Infinito, ma ci rende capaci di una simbiosi profonda con Cristo: essere una sola cosa con Lui, fare il nostro cammino esistenziale in Lui e per Lui, sempre guidati dall’affetto materno di Maria. È in questa simbiosi con il Signore che la nostra vita di religiosi, di presbiteri, diventa una vite feconda. Anche il Papa, parlando ai Gesuiti e agli Agostiniani, ha detto che se la vita religiosa, la vita comunitaria, non è feconda è segno di un’aridità spirituale. È lo Spirito allora che noi invochiamo perché Egli sappia aprire tutti noi a un futuro di speranza e di gioia. Abbiamo parlato di vocazioni: io ho sempre pensato che a volte il nostro messaggio non è fecondo perché sì, diciamo tante belle cose, ma il nostro volto è triste, non è gioioso. Che lo Spirito ci permetta di guardare al futuro, che ci riempia il cuore di gioia, quella gioia che deve trasparire nel nostro sguardo, nel nostro sorriso, in tutto il nostro essere. Ed è questo certamente il segno di quello che Dio può operare nella Chiesa e in ciascuno di noi.

Dopo queste parole i capitolari hanno chiesto la luce dello Spirito Santo con il canto del Veni creátor Spíritus. Dal successivo appello dei vocali è risulta che erano presenti 49 vocali, essendo assente fra Giuseppe M. Xotta, ricoverato in ospedale. La procedura viene interrotta da un lungo scrosciante applauso al termine del secondo scrutinio, quando fra Gottfried M. Wolff viene eletto Priore generale dell’Ordine dei Servi di Maria. Interpellato da vocale più anziano, fra Gottfried si rende disponibile a questo servizio con queste parole: Accetto, confidando nella misericordia di Dio e nella protezione della Vergine, nostra Signora. Sono le ore 10,55.

Quindi cantando le Litanie dei Servi di santa Maria i capitolari, preceduti dall’Evangeliario, si recano processionalmente alla chiesa del Santuario di Pietralba, passando per il piazzale esterno. Giunti nella chiesa trovano diversi pellegrini raccolti in preghiera, mentre le campane del santuario suonano a distesa in segno di festa per l’avvenuta elezione. Fra Gottfried M. Wolff, neo eletto Priore generale, una volta raggiunto l’altare, pronuncia la Professione di fede e il Giuramento sul libro dei Vangeli, riposto sull’altare. Al termine bacia l’Evangeliario, mentre fra Lorenzo M. Tanganelli pronuncia la preghiera per il nuovo Priore generale, consegnandogli le Costituzioni, il Sigillo e la reliquia di san Filippo. Il Priore generale rivolge ai presenti queste parole:

In questa occasione, di fronte alle grandi parole e alle cose fatte, voglio solamente dirvi una piccola cosa, che non è tutto quello che vorrei dire. Io prometto di mettermi, con tutte le possibilità della mia persona, ma anche con tutte le mie debolezze e i miei peccati, a servizio di voi. E vi prego che anche voi mi siate vicino in questi sei anni che insieme come frati Servi di Maria abbiamo davanti. Per il nostro Ordine, per santa Maria che in un certo senso è la fondatrice del nostro Ordine: che possiamo lavorare insieme per santa Maria, per il nostro Ordine e per la Chiesa.

A queste parole è seguito il saluto fraterno tra i frati presenti e il Priore generale, in segno di obbedienza e comunione, mentre è stato cantato il Salmo 23 e il Magnificat. Quindi fra Gottfried M., prima della benedizione finale e il canto del Salve Regina, ha aggiunto:

Prima della benedizione, come Papa Francesco, vi invito a raccoglierci insieme in silenzio. Preghiamo in questo momento per tutti i nostri frati che sono vissuti in questo luogo, il santuario di Pietralba, e in tutti i conventi del mondo del nostro Ordine, quelli esistenti e quelli non più esistenti. Preghiamo anche per i nostri genitori. Preghiamo Dio in ringraziamento per tutti gli sforzi, per tutti i regali che dona ogni giorno al nostro Ordine, ma anche per tutte le sfide che siamo chiamati ad affrontare e anche per i nostri problemi.

Dopo le foto di rito, frati capitolari, invitati e collaboratori, si sono recati all’Albergo Pietralba per il pranzo, allietato da ottimi vini offerti dalle Provincie di Piemonte e Romagna, e di Lombardia e Veneto, che si è concluso con il dolce preparato per l’occasione.

Nel pomeriggio i lavori capitolari sono ripresi alle 15,30, introdotti dalla preghiera dell’Ave Maria guidata dal liturgista del Capitolo. Intanto la parete di fondo della sala capitolare si stava affollando di messaggi di auguri indirizzati al nuovo Priore generale. I capitolari sono stati impegnati nel discernimento per l’elezione dei Consiglieri generali, che avverrà lunedì prossimo, Il Capitolo ha anche integrato la Presidenza con la nomina a suo membro di fra Ángel M. Ruiz Garnica, dopo che si era ridotta per l’elezione a Priore generale di fra Gottfried M. Wolff. I lavori in aula sono proseguiti fino alle 16,55 dopodiché è stato dato del tempo libero per i lavori della Commissione incaricata di fare la sintesi dei lavori dei Gruppi.

La giornata di lavoro e di festa si è conclusa con i Vespri, presieduti da fra Bernard M. Thorne, e la cena che è stata consumata in un clima di fraternità e allegria: dopo questa, i capitolari si sono ritirati presto per riposare in vista del pellegrinaggio organizzato per la successiva giornata.

[1] Cfr. Rituale dell’Ordine dei Servi di Maria per la celebrazione del Capitolo, XX, pp. 115-136.

fra Stefano M. Viliani (verbalista)

© Copyright 2013 Capitolo Generale dell’Ordine dei Servi di Maria
Eletto il nuovo Priore Generale dell' Ordine dei Servi di Maria  FRA GOTTFRIED M. WOLFF gottfried_wolff-116x300

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