30 août, 2014

petizione alda merini

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29 août, 2014

In Ricordo ha pubblicato un pensiero sui Frati Servi di Maria sepolti nel Cimitero di Palma Campania (Na)

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Titolo Frase
Frati Servi di Maria alcuni sepolti nell
Autore: efrem
Frati Servi di Maria Santi Sconosciuti dell\’ Italia Meridionale Un Ricordo, Una Preghiera ?Un\’ Azione di Ringraziamento ! Non siamo in grado di riunire tutte le prove riguardanti la vita eroicamente vissuta ,l\’ esistenza e la consistenza di una vera fama di santit? di molti Frati dell\’ Ordine dei Servi di Maria che dal 1946 hanno vissuto il loro ministero sacerdotale in diversi conventi presenti nell\’ Italia meridionale. Ancora oggi il ricordo di questi Frati rimane inalterato nei cuori di alcuni membri dell\’ Istituto Ordine di Sant\’ Andrea di Caffa. Questi indimenticabili Frati e Santi sconosciuti possono sembrare degli alberi piantati nel mare . Avete mai visto degli alberi piantati in mezzo al mare ? L\’ albero non si sposta , non ? un nomade, ancora meno un essere marino. Questo stuolo di Frati erano come degli alberi piantati nei conventi di Palma Campania (Na) Saviano(Na) Napoli,Benevento,Prata Sannita (Ce) ,Alvignano (Ce), Manduria (Ta) ,Taranto,Siracusa ..ecc?. per dare ombra e frutti ai cristiani che facevano parte della comunit? parrocchiali annesse a questi conventi. Questi Frati di Santa Maria incarnavano l\’ insegnamento della Chiesa Una e Indivisa ,la loro vita era regolata dai Dettami Evangelici e dalle Costituzioni dell\’ Ordine. La loro vita un paradosso! Allo stesso modo, la loro fede non si ? misurata,non era n? grande e n? piccola ,n? grossa e n? magra! CREDERE E NON AVERE ! N? granello di senape,n? albero piantato nel mare ,la fede di questi frati ? andata sempre oltre le parole umane,i piani,progetti,schemi e calcoli meramente freddi. Essi non potevano misurare la fede come si misurava la convinzione . La loro fede era un inizio di cui solo Dio ne era l\’ artefice. Questa fede ha scombussolato cio\’ che sembrava immutabile , come per esempio l\’ ordine delle cose che vuole che gli alberi siano piantati nella terra e non nel mare . Se si potesse scrivere tutto quello che questi frati hanno dovuto sopportare e quantificare quante lacrime hanno dovuto versare per amore alla Santissima Vergine Maria dei Sette Dolori. Circa ai servi inutili,essi stessi ci hanno rivelato l\’ iniziativa di Dio. La Fede non ha fatto di questi Frati dei servitori riveriti,adulati,acclamati,dei servitori con contratto che attribuisce uno statuto di quadri dirigenti,colletti bianchi ecc? Questi Frati Servi di Maria nel servizio della fede non hanno fatto carriera! Nessuno di loro ha avuto delle pretese per la sua fede, come si avanzano delle pretese per gli studi compiuti o per i diplomi acquisiti. Per questi Frati di Santa Maria la fede ? stata gratuita. ?Servitori Inutili!?e Servi di Maria per l\’ eternit? ! L\’ Eterno riposo dona loro Signore! Requiem aeternam dona eis Domine ! Elenco Frati Servi di Maria Defunti . Fra Bonfiglio Maria Mautone morto il 7 gennaio 2003 a Maddaloni (CE) anni 81 e 63 anni di vita religiosa; Fra Eugenio Maria Pantano morto a Siracusa l 11 gennaio 1997 anni 72 e 53 anni di vita religiosa ; Fra Fedele Maria Ciarci? morto a Saviano (Na) il 14 gennaio 2009 anni 96 e 80 anni di vita religiosa; Fra Angelo Maria Di Giuseppe morto a Napoli il 16 gennaio 1990 anni 66 e 49 anni di vita religiosa; Fra Pio Maria D\’ Alessandro morto a Napoli il 22 gennaio 1994 anni 80 e 63 anni di vita religiosa; Fra Daniele Maria Santoro morto a Roma il 27 gennaio 1978 anni 26 e 4 mesi di vita religiosa ; Fra Andrea Maria D\’ Andrea morto a Napoli il 1 febbraio 2001 anni 79 e 59 anni di vita religiosa; Fra Giuseppe Maria Portesine morto a Saviano (Na) il 14 febbraio 1985 anni 81 e 49 anni di vita religiosa; Fra Gioacchino Maria Romano morto a Napoli il 16 febbraio 1970 anni 60 e 3? anni di vita religiosa; Fra Pio Maria Casciello morto a Nola il 12 marzo 2001 anni 66 e 45 anni di vita religiosa; Fra Giovanni Maria Colello morto il 12 marzo 2004 a Taurano (Av) anni 74 e 51 anni di vita religiosa; Fra Tommaso Maria Bartolomei morto a Napoli il 1 aprile 1967 anni 77 e 61 anni di vita religiosa; Fra Angelo Maria Pantano morto a Siracusa il 2 aprile 1993 anni 72 e 61 anni di vita religiosa; Fra Carmelo Maria Padalino morto a Manduria (Ta) il 20 aprile 1999 anni 75 e 56 anni di vita religiosa; Fra Enrico Maria Gilibisco morto a Saviano il 30 maggio 2006 anni 87 e 70 anni di vita religiosa; Fra Gerardo Maria Caligiore morto a Siracus ail 24 giugno 1981 anni 68 e 50 anni di vita religiosa; Fra Salvatore Maria Mazzocca morto a Alvignano (Ce) il 10 giugno 1988 anni 55 e 37 anni di vita religiosa; Fra Paolo Maria Pasqua morto a Siracusa il 28 giugno 1999 anni 75 e 56 anni di vita religiosa; Fra Raffaele Maria Montanino morto a Saviano(Na) il 21 giugno 2005 anni 81 e 53 anni di vita religiosa ; Fra Carlo Maria Ramondetta morto a Siracusa il 28 giugno 2007 anni 77 e 55 anni di vita religiosa; Fra Amadio Maria Arcopinto morto a Prata Sannita (Ce) il 26 luglio 1990 anni 72 e 53 anni di vita religiosa; Fra Antonino Maria Mautone morto a Saviano (Na) il 4 agosto 1999 anni 67 e 49 anni di vita religiosa; Fra Antonio Maria Fedele morto a Napoli il 15 agosto 2000 anni 79 e 46 anni di vita religiosa; Fra Carmelo Maria Abbate morto a saviano (Na) il 21 agosto 1993 anni 80 e 61 anni di vita religiosa; Fra Agostino Maria Pappalardo morto il 29 agosto 1975 anni 63 e 47 anni di vita religiosa; Fra Tarcisio Maria Mascagni morto il 3 settembre 1995 anni 74 e 56 anni di vita religiosa ; Fra Fortunato Maria Frattin morto a Palma Campania (Na) l\’ 11 settembre 1979 anni 83 e 49 anni di vita religiosa ; Fra Tommaso Maria Chianese morto a Napoli il 15 settembre 2000 anni 79 e 61 anni di vita religiosa; Fra Carlo Maria Ruocco morto a Saviano l\’ 11 ottobre 1996 anni 70 e 53 anni di vita religiosa; Fra Filippo Maria Arianna morto a Saviano(Na) il 12 ottobre 2004 anni 81 e 62 anni di vita religiosa; Fra Luigi Maria Coluzzi morto a Napoli il 20 ottobre 1983 anni 73 e 56 anni di vita religiosa; Fra Mariano Maria Casoria morto a Napoli il 9 novembre 1988 anni 73 e 55 anni di vita religiosa; Fra Alessio Maria Crispo morto a Avellino il 18 novembre 1993 anni 79 e 63 anni di vita religiosa; Fra Girolamo Maria Russo Fondatore della Provincia dell\’ Italia Meridionale morto a Saviano (Na) il 30 novembre 1970 anni 85 e 67 anni di vita religiosa; Fra Cirillo Maria Perucatti morto a Napoli il 29 dicembre 1983 anni 66 e 42 anni di vita religiosa; fra Luigi Maria Mercolino morto a Piedimonte Matese (Ce)il 30 dicembre 2001 anni 79 e 60 anni di vita religiosa. Fra Agostino Maria Sommese morto a Napoli l\’ 8 giugno 2009 anni 95 e 77 anni di vita religiosa;
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E’ DEDICATO :A tutti quelli che hanno significato qualcosa per te…A quelli che hanno segnato la tua vita in un modo o nell’altro…A quelli che ti hanno fatto sorridere quando più ne avevi bisogno…A quelli che quando eri triste, ti fecero vedere il lato buono delle cose…

Ed A tutti quelli a cui desideri dire quanto hai apprezzato la loro amicizia o il loro amore.

per l’Associazione

                                    Giovanni De Pietro


 

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28 août, 2014

Communauté des soeurs Servites de Marie

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 19:03

L’Eglise catholique en Haute-Marne Jeudi 28 Août 2014
Diocése de langres L église catholique en Haute-Marne L église catholique en Haute-Marne L église catholique en Haute-Marne L église catholique en Haute-Marne

L´Eglise en Haute-Marne

L´évêque et ses proches collaborateurs
Les conseils
Officialité
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Nominations 2013
Mgr Joseph De Metz-Noblat

Prêtres
Liste des Prêtres
Ordination de Grégory Vallon
Décès de Mgr Léon Taverdet
Décès de Mgr Lucien Daloz
Témoignages de prêtres
Année sacerdotale

Diacres
Liste des diacres
Mission dans le domaine de l´insertion par le travail…
en retraite… et visiteur de malades !
Alain et la fraternité diaconale
Mission dans les chantiers du bâtiment et de l´Eglise !
Solidaire de tous ceux que la vie a marginalisé !
Le diaconat, image d’une Eglise servante !

Missionnaires…
Nouvelles de Madgascar…
Nouvelles du Niger…
Nouvelles du Brésil
Nouvelles de Taïwan

Religieuses(x)
congrégations religieuses
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Au coeur de la vie religieuse

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Formation

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DENIER DE L EGLISE
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SERVICES & MOUVEMENTS
SERVICES DIOCESAINS
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Communauté Mission de France
Mouvements d´action catholique
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Mouvements du monde de la santé
Mouvements ayant trait à la famille
Mouvements du monde de la solidarité
Mouvements de spiritualité

Diocésain Accueil Langres L’Eglise en Haute-Marne Evéché Renseignements ? langres Foi, culture et société langres Espace Jeunes Diocésain Prier

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> L´Eglise en Haute-Marne > Religieuses(x) > congrégations religieuses > Servites de Marie
| Nos origines | Pélerinage à Notre Dame des Ermites |

Communauté des soeurs Servites de Marie

Qui sont les Servites de Marie ?

©M Pia
non loin de la gare, notre maison !

C’est d’abord un Ordre religieux de Frères, un ordre mendiant dont le style de vie ressemble à celui des Franciscains ou des Dominicains et c’est aussi une Congrégation de Sœurs à laquelle appartient la communauté des Sœurs Servites de Chaumont.

L’esprit des Servites de Marie se caractérise par la dimension importante de la vie fraternelle en communauté, le service, l’inspiration constante auprès de la Vierge Marie, en plus de la prière personnelle et de la célébration de la Liturgie des Heures.

>>> Nos origines

>>> Site de l´ordre des servites de Marie

A Chaumont, que vivons nous ?

©M Lise
la communauté de Chaumont

A l’exemple de la Vierge Marie notre communauté a pour mission d’être une présence de prière, de service, de compassion vécue entre nous, dans nos relations de travail et d’apostolat, dans toutes les rencontres de la vie quotidienne.

Nous sommes cinq.

Notre vie en communauté s’exprime par la prière personnelle et la prière des Heures célébrée ensemble, par le partage des tâches dans la maison, le partage de nos différences, de nos compétences, de notre recherche de Dieu.

La communion fraternelle est notre manière de témoigner de l’Evangile, elle est à construire jour après jour, pour devenir ensemble un lieu de réconciliation et de concorde…

>>> La congrégation internationale

>> voir le pélerinage à Notre Dame des Ermites de Cuves 2010…

Notre insertion apostolique

©M Lydie
Mme Mallet, amie de Cuves

Le domaine du service est très vaste, chacune de nous prend sa part selon son âge et ses capacités.

Deux sœurs ont un service apostolique qui est une activité professionnelle, enseignante en cours préparatoire à l’Ecole Sainte Marie, travailleuse sociale à l’Aide sociale à l’enfance.

Les trois autres sœurs sont bénévoles dans les lieux suivants : participation au Service Evangélique des Malades, à l’aumônerie de la Maison de retraite de Riaucourt, à l’accueil des familles des détenus, au Monastère invisible, à la vie liturgique paroissiale, à l’équipe des funérailles, au soutien scolaire……

Toutes, là où nous sommes, nous essayons d’avoir une attention plus grande à ceux qui en ont le plus besoin.

La miséricorde et la compassion ont toujours été des caractéristiques de notre vie religieuse, trait inspiré de la contemplation de la Vierge Marie, telle que nous la voyons à Cana et au pied de la Croix.

C’est un idéal, jamais atteint mais toujours désiré, de prolonger un peu sa présence et sa tendresse dans nos relations personnelles et notre accueil communautaire.

Communautés Religieuses
SERVITES DE MARIE
2 Avenue Emile-cassez
52000 CHAUMONT
Tél : 03 25 03 19 69
>> osm.chaumont@wanadoo.fr
Plus d’infos >> En savoir plus

IL “COLLEGINO” DEI SERVI DI MARIA IN PALMA CAMPANIA

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 12:47

IL “COLLEGINO” DEI SERVI DI MARIA
IN PALMA CAMPANIA
Padre Girolamo M. Russo
Na mattina di primavera, non ricordo di quale anno, vennero alla nostra villa [sc. Villa
Carrella ad Alberolumgo di Saviano] il commendatore e la sua nobile consorte
. Vollero
visitare tutta la casa, anche i punti più reconditi. Da per tutto trovarono ordine e pulizia. Dopo
la visita scendemmo in giardino dove essi mi dissero: “Padre Russo, abbiamo in proposito di
fare una simile opera nel nostro palazzo a Palma, dove
quelli che verranno saranno gli eredi
dei nostri beni, per cui andiamo in cerca di un’altra comunità religiosa”. “Ma come
-
risposi io
-
conoscete già la nostra squallida posizione e cercate altri religiosi? Appena appena qui
viviamo alla giornata, non c’è
fondo per i nostri professi e non ho modo di poterlo costituire;
se non vi riesco, né l’Ordine, né la provincia vogliono garantire il mantenimento di questi
professi, per cui dovrei ridurre il numero degli alunni ai minimi termini per darmi premura dei
no
stri professi. Vi dispiacerebbe se invece di quaranta alunni ne avessi appena cinque con la
probabilità di mandarne uno ogni cinque anni al professato? Che direbbe il pubblico nel
vedere appassire la vostra opera? Quale onore sarebbe per voi?”. A questa ri
sposta i due
ottimi benefattori sorrisero e mi dissero: “Ebbene, verreste allora voi volentieri a Palma? Così
l’opera sarebbe assicurata integralmente. Come fareste? Lascereste la villa Carrella?”. “Ecco
come farei: se potessi aver padri disponibili, qui a
Saviano lascerei l’alunnato e a Palma il
professato; se poi vi piacciono i piccoli, allora tutto il contrario. Il collegino potrebbe tirare
avanti da sé, come si fa tutt’ora, e al professato si penserebbe con quello che dareste a Palma”.
Ma era un sogno,
padri non ce n’erano e bisognava sacrificare Saviano per il mantenimento
dei professi. Difatti scrissi a Roma, ma non fu approvato il mio disegno per mancanza di padri
e così fu stabilito che per provvedere al mantenimento dei nostri professi si passasse a
Palma
lasciando la cara villa di Saviano per cui io, per sette anni, avevo elemosinato da per tutto per
poterla rendere abitabile e in qualche modo decorosa. Ricevuta la risposta da Roma, il
commendatore con grande entusiasmo si diede a trasformare il suo
palazzo; tolse i divisori e
formò il dormitorio al primo piano, poi sopraelevò lo studio e il secondo dormitorio con
enorme spesa. Lavorarono per più di un anno e quando l’opera era ormai a termine, nel mese
di giugno del 1930, il Signore se lo chiamò a g
odere il premio della sua generosità. Conobbi
in lui un cuore paterno, veramente paterno per me e per l’Ordine: mi amava teneramente ed
anch’io lui; ci comprendevamo a vicenda come se fossimo un animo solo e un cuor solo.
Nelle mie malattie a Saviano manda
va financo due corrieri al giorno per assumere notizie; mi
provvedeva di ogni cosa. Basta ricordare che nella seconda donazione, avendo bisogno di
quattordici nomi di religiosi ai quali intestare detta proprietà, nel ricevere da Roma la lista di
questi nom
i, dopo averla letta, rivolto al latore disse: “E dov’è il nome del p. Russo?”. Il
latore, un po’ confuso, non seppe rispondere; allora il commendatore restituì la lista dicendo:
“Riportatela a Roma e fate sapere ai vostri superiori che io ho donato il mio
avere prima alla
Vergine santissima e poi al carissimo p. Russo, anzi pregate i superiori che il nome di questo
religioso sia a capo di una lista”. Così fu fatto. Questo affetto mi legò a lui ed ora alla sua
memoria; come egli volle il mio nome in prima l
inea, così io, ogni mattino, fintantoché vivrò,
nel momento più solenne della santa messa, quando raccomando a Dio le persone più care, il
nome diletto di Luigi Carrella si trova in prima lista: così ho fatto per il passato, così farò per
l’avvenire. Come
fu per me l’affetto paterno così anche per l’Ordine. Egli non appena lo
conobbe, tramite me, cominciò ad amarlo teneramente come fosse stato la sua famiglia.
Lo
stesso
Amor dell’Ordine infiamma l’anima della nobile consorte Laura Marcolino Carrella; ella
ha
sempre vissuto per i nostri giovani per i quali ha speso le sue sostanze, la sua vita, le sue ore:
sempre a lavoro per loro, non conosce riposo e quando gli angeli sorvolano quella benedetta
casa, la trovano sempre con l’ago in mano a rammendare, a cuci
re gl’indumenti dei Servi di
Maria. Quante cure ebbe per me nella mortale malattia che a Palma mi condusse sull’orlo
della tomba, sempre vigile al mio capezzale, sempre trepidante. Non badò a spese, non si
diede pace finché non mi vide risorto dal letto. S
i prodigò lo stesso, come una madre, per i
nostri alunni ammalati: tutti dobbiamo chiamarla la mamma buona, l’immagine e la
personificazione della tenerezza. Per unirci più indissolubilmente, la signora e il
commendatore vollero adottarci come figli, me, i
l p. Amadio Affuso e il p. Vincenzo Sapio.
In quel giorno vi fu una vera festa in casa, dopo la firma apposta al decreto reale. Nel giorno
stesso in cui accompagnammo, desolati, all’ultima di
-
mora, le spoglie del nostro grande,
insigne benefattore, la sign
ora mi consigliò di rimanere a Palma, con alcuni alunni, in
aspettativa, finché anche gli altri fossero stati colà trasferiti: ormai i locali erano quasi
terminati e si poteva immediatamente eseguire la volontà del caro estinto. Seguii il consiglio,
anche
per alleviare la desolazione della signora, e ne diedi avviso ai rev.Mi superiori. Durante
le esequie, noi tre adottati come figli, seguivamo immediatamente il carro, mentre tutti i nostri
alunni e i padri di Napoli lo precedevano ordinati col clero. Lo ac
compagnammo fino al
cimitero dove in una magnifica cappella sarà circondato eternamente dai nostri alunni e padri
defunti, onde non separerà la morte quelli che in vita unì l’amore. A Palma termina quasi lo
stato di formazione o di bocciuolo dell’opera mer
idionale ed incomincia una esistenza
sistemata e sicura. Nei primi anni fummo colpiti dalla terribile malattia, come sopra ho detto.
I professi ebbero il loro mantenimento e la barca che minacciò di naufragare tante volte, preso
il largo, filava verso il s
uo glorioso destino. Non così accadde del povero nocchiero che
soggiacque all’ira tremenda del nemico infernale: venne sbattuto in una fiera tempesta, gettato
in mare, si trovò in una squallida solitudine fisica e morale donde scrive queste poche
memorie.
Le vicende della storia e della misera umanità si ripetono sempre nel campo civile e
religioso. A quelli che sudarono e soffrirono per un ideale, per un risorgimento, molte volte
non rimane altro in questo mondo che l’acerba condanna risultante d’intrighi
loschi, di vili
passioni: sant’Alfonso venne scacciato dalla sua congregazione; sant’Antonio Maria Zaccaria
subì la stessa sorte, ma poi venne ricevuto e ammesso all’ultimo posto fra gli antichi suoi
discepoli. Cominciai l’opera nel 1922, ne fui rimosso ne
l 1932». (Dal volumetto P. Girolamo
M. Russo,
Storia
di
un
sogno,
Napoli 1995, §
Trasferimento
a
Palma
Campania,
pp. 28
-
32).

27 août, 2014

Monachesimo e psicanalisi padre Lucio Pinkus

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 12:56

Monachesimo e Psicanalisi

Lucio Pinkus racconta la sua vita

Una passione forte per l’uomo e per l’incontro personale, alla ricerca della vita felice. La vita di Lucio Pinkus è un’avventura che si intreccia con la storia d’Italia: dalla condivisione della vita degli immigrati in una borgata della periferia romana agli incontri con Turoldo, Balducci e La Pira, dall’amicizia con Adriano Ossicini al supporto psicanalitico ai terroristi rossi, dalla cura degli epilettici alla crisi con la sua famiglia religiosa e alla seconda vita che ricomincia in un piccolo monastero di Arco, vicino al lago di Garda, in un’inedita, controcorrente comunità mista composta da due frati e cinque monache.

Figlio di ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania nazista, nato nel 1942 e battezzato cattolico vicino al campo di concentramento calabrese dove i genitori erano stati internati, Lucio Pinkus -frate nell’Ordine dei Servi di Maria – racconta ora la sua vita in un libro di prossima uscita per la casa editrice Il Margine.

Laureato in psicologia e specializzato in età evolutiva e in analisi junghiana è stato professore all’università di Roma. Da sempre vicino alle umane sofferenze e in particolare ai malati terminali – nel solco dell’agire terapeutico di Gesù – Pinkus è sempre stato un irregolare, un anticonformista, uno spirito libero dentro la Chiesa dell’obbedienza.

Il religioso, già ordinario di psicologia dinamica all’università La Sapienza di Roma e all’università di Venezia, psicoterapeuta, è autore di numerosi saggi, tra cui Psicopatologia della vita quotidiana (con G. Crea, Rogate 2010), Maria di Nazareth fra storia e mito (Emp 2009), Tossicodipendenza e intervento educativo (Erickson 1999), Epilessia, la malattia sacra (Borla 1992).

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26 août, 2014

cyclopaedia.net Ordre des Servites de Marie

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 14:05

cyclopaedia.net
Ordre des Servites de Marie
Traduire avec ScienceTerm.net

Ordre des Servites de Marie
L’ordre des Servites de Marie, parfois nommés Serfs de la Vierge (en latin Ordo Servorum Beatae Virginis Mariae), en sigle : OSM ou o.s.m., est un ordre mendiant de l’Église catholique romaine, créé en Toscane (Italie) au XIIIe siècle. À la vie contemplative, ils mêlent l’apostolat sous toutes ses formes (prédication, enseignement, mission, etc.). Dans l’ordre, tous sont frères et plusieurs sont frères-prêtres. Ils sont aujourd’hui environ un millier répartis sur les cinq continents.

Ceci est un extrait de l’article Ordre des Servites de Marie de l’encyclopédie libre Wikipedia. La liste des auteurs est disponible sur Wikipedia.
Sur fr.wikipedia.org, l’article Ordre des Servites de Marie a été consulté 440 fois au cours des 30 derniers jours. (date: 26.07.2014)
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Ordre des Servites de Marie – Wikipédia
L’Ordre des Servites de Marie, parfois nommés Serfs de la Vierge (en latin Ordo Servorum Beatae Virginis Mariae), en sigle : OSM ou o.s.m., est un ordre …
fr.wikipedia.org/wiki/Ordre_des_Servites_de_Marie
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Discussion:Ordre des Servites de Marie – Wikipédia
Les Blancs-Manteaux, sont, en revanche, une réalité parisienne toujours vivante, qui n’a qu’un lointain et historique rapport avec l’Ordre des Servites de Marie …
fr.wikipedia.org/wiki/Discussion:Ordre_des_Servites_de_Marie
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Catégorie:Ordre des Servites de Marie – Wikipédia
Pages dans la catégorie « Ordre des Servites de Marie ». Cette catégorie contient les 5 pages suivantes. Outils : Arborescence • Graphique • Décompte …
fr.wikipedia.org/wiki/Cat%C3%A9gorie:Ordre_des_Servites_de_Marie
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Les Servites de Marie au Canada – Qui sont les Servites ?
Appelés autrefois Tiers-Ordre, ces groupes réunis en fraternités sont aujourd’hui dénommés: Ordre séculier des Servites de Marie. Quatre Congrégations de …
www.servitesdemarie.org/fr_1022_index.php
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Les Servites de Marie en france
L’Ordre des Frères Servites naît en 1233 lorsque sept marchands de Florence en Italie, se réunissent pour vivre ensemble l’Evangile. Inspiré par Marie, ils …
servite-in-france.pagesperso-orange.fr/m3.html
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Servites de Marie – saint Alexis / Saints / Le Jour du Seigneur – Le …
Le calendrier mentionne aujourd’hui un saint Alexis : il faisait partie des sept fondateurs de l’Ordre des Servites (serviteurs) de Marie, en Italie, au XIIIe siècle.
www.lejourduseigneur.com/Web-TV/Saints/Servites-de-Marie-saint-Alexis
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Les Servites de Marie – Marie de Nazareth
Les Servites de Marie. Fondé en 1233, l’Ordre des Frères Servites de Marie (dont un certain nombre sont prêtres) s’est vu très tôt ajouter une branche féminine, …
www.mariedenazareth.com/16452.0.html
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Encyclopédie Larousse en ligne – ordre des Servites de Marie
Ordre des Servites de Marie. Ordre religieux, à la fois contemplatif et actif, assimilé aux mendiants, fondé en 1233, près de Florence, par sept riches marchands, …
www.larousse.fr/encyclopedie/divers/Servites_de_Marie/138770
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Ordre des Servites de Marie (15-08-1233) – Organisation … – Data BNF
Toutes les informations de la Bibliothèque Nationale de France sur : Ordre des Servites de Marie (15-08-1233)
data.bnf.fr/12007109/ordre_des_servites_de_marie/
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Sept fondateurs servites – Alexandrina de Balasar – Free
DE L’ORDRE DES SERVITES DE LA B. V. MARIE. … en Ephrata, nous retrouverons la Mère de la divine grâce ; alors Marie enfantera dans ses larmes les frères …
alexandrina.balasar.free.fr/fondateurs_servites.htm
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Ordre des Servites de Marie en science
Maria Valtorta – Wikipédia
Maria Valtorta est une mystique chrétienne membre du tiers Ordre des Servites de Marie, née à Caserte en Italie le 14 mars 1897 et ….. Sedis (AAS 58) du 14 juin 1966, publié dans l’Osservatore Romano du 15 juin 1966 – (Université Rome 3) …
fr.wikipedia.org/wiki/Maria_Valtorta
David Maria Turoldo – Wikipédia
David Maria Turoldo (baptisé Joseph) (né le 22 novembre 1916 à Coderno, dans la … à Milan) est un poète et un religieux italien de l’Ordre des Servites de Marie. … Il complète sa formation philosophique à l’Université catholique de Milan, …
fr.wikipedia.org/wiki/David_Maria_Turoldo
L’habit religieux chez les frères Servites de Marie — Le patrimoine …
L’habit des Servites de Marie s’inscrit dans la mouvance des vêtements religieux … de Vérone, qui avait demandé au Pape de reconnaître l’ordre des Servites.
www.ipir.ulaval.ca/fiche.php?id=563
Les frères Servites de Marie – Le patrimoine immatériel religieux du …
L’ordre des frères Servites de Marie est apparu en Italie en 1233, alors que sept marchands florentins décident de couronner une amitié née au sein d’un …
www.ipir.ulaval.ca/fiche.php?id=890
Université Jean Monnet – Adriana VALERIO – Arcangela Biondini …
Résumé de l’intervention de Mme Adriana Valerio (Université de Naples), au 7e … la réalisation d’un grand projet : la réforme de l’Ordre des Servites de Marie, …
portail.univ-st-etienne.fr/bienvenue/recherche/adriana-valerio-arcangela-biondini-1641-1712-l-autorite-d-une-fondatrice-250620.kjsp?RH=0701111439yr
Université de Napierville – Les sept douleurs de la Vierge Marie
Université de Napierville – Les sept douleurs de la Vierge Marie. … Cette fête, surtout célébrée par l’Ordre des Servites de Marie, fut étendue à l’Église …
www.udenap.org/11/marie_sept_douleurs.htm
Ordre des Servites de Marie – Wikipédia
L’Ordre des Servites de Marie, parfois nommés Serfs de la Vierge (en latin Ordo Servorum Beatae Virginis Mariae), en sigle : OSM ou o.s.m., est un ordre …
fr.wikipedia.org/wiki/Ordre_des_Servites_de_Marie
Livres sur le terme Ordre des Servites de Marie
Histoire de l’ordre des Servites de Marie et des sept …
Histoire de l’ordre des Servites de Marie et des sept …
Frédéric Fuzelier, 1886
books.google.fr/books?id=5-wfQwAACAAJ&dq=Ordre+des+Servites+de+Marie&hl=fr&sa=X&ei=1yN_Uv2QK4OrhAfC5YDYCg&ved=0CCQQ6AEwAA
Histoire des sept saints fondateurs de l’ordre des Servites de Marie
Histoire des sept saints fondateurs de l’ordre des Servites de Marie
Ledoux, Sosténe-M, 2012
This book was originally published prior to 1923, and represents a reproduction of an important historical work, maintaining the same format as the original work. While some publishers have opted to apply OCR (optical character recognition) technology to the process, we believe this leads to sub-optimal results (frequent typographical errors, stran…
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Histoire des sept saints fondateurs de l’Ordre des Servites …
Histoire des sept saints fondateurs de l’Ordre des Servites …
Sostène M. Ledoux (R.P.), 1912
books.google.fr/books?id=f0lJlAEACAAJ&dq=Ordre+des+Servites+de+Marie&hl=fr&sa=X&ei=1yN_Uv2QK4OrhAfC5YDYCg&ved=0CCgQ6AEwAQ
Guide Vert Toscane Ombrie
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Collectif Michelin, 2012
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L’Ordre des Servites de Marie
L’Ordre des Servites de Marie
Augustin Marie Lépicier, 1929
books.google.fr/books?id=ebAgnAEACAAJ&dq=Ordre+des+Servites+de+Marie&hl=fr&sa=X&ei=1yN_Uv2QK4OrhAfC5YDYCg&ved=0CCwQ6AEwAg
Histoire Des Sept Saints Fondateurs de L’Ordre Des Servites de Marie
Histoire Des Sept Saints Fondateurs de L’Ordre Des Servites de Marie
LeDoux Sost Ne-M, 2010
www.amazon.fr/Histoire-Saints-Fondateurs-LOrdre-Servites/dp/1172636621/ref=sr_1_3?s=books&ie=UTF8&qid=1382787618&sr=1-3&keywords=Ordre+des+Servites+de+Marie
Le martyrologe romain publié par l’ordre de Grégoire XIII, …
Le martyrologe romain publié par l’ordre de Grégoire XIII, …
Fèvre, 1866
Afin que les offices qui ont été accordés par le saint Siège apostolique soient annoncés en premier lieu par les religieux de l’ordre des Servites de la bienheureuse Vierge Marie, quand on lit le martyrologe et qu’on fait la mémoire des saints et …
books.google.fr/books?id=Q2mtmqh6hngC&pg=PA462&dq=Ordre+des+Servites+de+Marie&hl=fr&sa=X&ei=1yN_Uv2QK4OrhAfC5YDYCg&ved=0CDAQ6AEwAw
Florence : Avec plan détachable et QR codes
Florence : Avec plan détachable et QR codes
Michelin, 2013
Indispensables : nos infos pratiques. Chic, branchées ou pas chères : nos adresses. Incontournables : nos sites étoilés. Pour en savoir plus : les thèmes forts de la ville.
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Saint Pérégrin de l’Ordre des Servites de Marie : le saint …
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Saint-Germain, Camille M. (Camille Marie), né 1917, 1986
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Histoire de Venise : La République du Lion
Histoire de Venise : La République du Lion
Alvise Zorzi et Jacques Roque, 2004
Au commencement était l’eau… La mer, les marais, les terres inondées où vivait le petit peuple des lagunes et des roselières. Et là allait se développer la Cité-Etat dont l’histoire rejoint la légende et dont la puissance dura mille ans. Cette monographie, fondée sur une documentation d’une très grande rigueur scientifique, est la …
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25 août, 2014

Frati Servi di Maria Una proposta di Servizio, di Comunione, di Testimonianza…

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Frati Servi di Maria
Una proposta di Servizio, di Comunione, di Testimonianza…

L’Ordine dei frati Servi di Maria, sorto nel XIII secolo ad opera dei Sette Santi Padri, come luogo privilegiato della presenza della Santa Madre di Dio, è composto da fratelli che si impegnano

a testimoniare il vangelo

in comunione fraterna

a servire Dio e l’uomo

ispirandosi costantemente a Maria Madre e Serva del Signore

Nei loro conventi, i Servi di Maria, si impegnano a vivere unanimi e concordi nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio, nello spezzare il Pane eucaristico e il pane guadagnato con il proprio lavoro in vigile attesa del Signore che Viene!

I Servi si sono dedicati sin dalle loro origini alla Vergine Maria, ponendosi al suo particolare servizio. A Lei si sono rivolti nel loro cammino verso Cristo e nell’impegno di comunicarlo agli uomini.

Dal suo generoso « SI » hanno appreso ad accogliere la parola di Dio nella propria vita personale e comunitaria;

dalla partecipazione della Madre alla Missione e Passione del Figlio Gesù, sono stati indotti a comprendere e sollevare le umane sofferenze.

Accogli anche tu la volontà di Dio nella tua vita!

Se vuoi condividere la nostra esperienza di vita comune nel servizio a Santa Maria, in una consacrazione totale al Signore, saremo lieti di seguirti nella meravigliosa « avventura » del discepolo che desidera seguire la strada tracciata da Cristo.

Per informazioni o per fare un’esperienza di vita con noi, puoi contattare i Priori dei Conventi di:

Firenze 055-266181
Roma 06-44291987
Napoli 081-664627
Siracusa 0931-36952

sito internet della Provincia SS. Annunziata dell’Ordine dei Servi di Maria – online dal 2004
scrivi – cerca – sitemap – mappa tematica – istruzioni per l’uso – newsletter – credits
® 2004 – 2010 Emanuele Cattarossi. Tutti i diritti riservati.

24 août, 2014

Vita eremitica vissuta nel silenzio in comunione con il creato

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Eremi ed eremiti dei nostri giorni

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Eremi ed eremiti dei nostri giorni

In Toscana, accanto a luoghi ormai celebri come La Verna, Camaldoli o Vallombrosa, vi sono tanti altri luoghi dello Spirito, meno conosciti, ma dove comunque natura e spiritualità si fondono insieme. Ne abbiamo scelti alcuni come proposta di un itinerario estivo tra fede e natura: Mosciano (nella foto), vicino a Firenze, Le Stinche, nel Chianti, Casa San Sergio (Palaia), Calomini (Lucca) e Montepiano (Prato).
Parole chiave: eremi (4), monaci (10)
Eremi ed eremiti dei nostri giorni
25/07/2007 di Archivio Notizie

In Toscana, accanto a luoghi ormai celebri come La Verna, Camaldoli o Vallombrosa, vi sono tanti altri luoghi dello Spirito, meno conosciti, ma dove comunque natura e spiritualità si fondono insieme. Ne abbiamo scelti alcuni come proposta di un itinerario estivo tra fede e natura: Mosciano (nella foto), vicino a Firenze, Le Stinche, nel Chianti, Casa San Sergio (Palaia), Calomini (Lucca) e la Burraia di Montepiano (Prato).

L’opera dei monaci a favore del creato
La ricerca del locus amenus ha sempre, sin dall’inizio, caratterizzato l’espansione del monachesimo, che, in Europa, ad esempio, sulle orme austere di San Colombano (VI-VII sec.d.C.) ha individuato siti di particolare bellezza tali da poter riflettere la Bellezza attribuita a Dio, creando così una vera palestra celestis, dove l’esperienza ultraterrena potesse realizzarsi sulla Terra. Il coevo monachesimo benedettino (VI sec. d.C.) è stato portatore di un umanesimo attento alla realtà e per questo alla Natura ed alla natura dell’Uomo. Se il monachesimo medio-orientale trovava nell’aridità del deserto il rigore e l’isolamento necessari a poter entrare in rapporto con Dio, quello europeo trovava nelle foreste medievali un’analoga risposta ad una profonda esigenza di silenzio interiore. Col cristianesimo il mondo naturale, selvaggio, sconosciuto, misterioso, usciva fuori dalle dimaniche pagane della paura per poter essere portato alla luce. Attraverso l’utilizzazione forestale, l’organizzazione dei tagli e dei diradamenti, la creazione della viabilità nei luoghi meno accessibili, la regimazione dei corsi d’acqua, la messa a coltura degli incolti, la bonifica delle terre umide, una Natura non benigna venne addomestica e resa utile all’Uomo.

In Toscana esempi di questa cura del Creato gli abbiamo ereditati, emblematicamente, dall’opera dei benedettini Camaldolesi e Vallombrosani, che poi, in epoca moderna, vanteranno celebri figure di scienziati forestali, botanici, ecologi, agronomi, ingegneri idraulici. Il Cametti, il Ducci, il Falugi, il Fornaini, il Tozzi, il Vitman ecc., sono alcuni di quei monaci-tecnici del XVIII-XIX sec., a noi noti, di cui la selvicoltura, oggi, come scienza applicata, è debitrice. Fu merito del Fornaini (1755-1838), ad esempio, se furono abolite le pratiche tradizionali del debbio e della semina della segale nelle abetine a rinnovazione artificiale oppure la sostituzione delle fallanze nelle nuove piantagioni, così come l’idea del bosco in funzione anti-erosiva e di difesa delle colture agrarie come fascia frangivento.

La gestione del patrimonio forestale concepito come unità socio-economica delle popolazioni rurali residenti si deve alla lenta opera di conservazione, che oggi si definirebbe naturalistica, portata avanti da questi monaci, contro un approccio razionalistico ed economicistico, prima napoleonico e più tardi sabaudo, rispetto al quale, ancora oggi, l’amministrazione pubblica non è del tutto immune.

Questa cura per la Natura, che facilmente si coglie in ogni luogo monastico, parte innanzitutto da una particolare attenzione per l’Uomo, da una visione di Uomo, prima che da una visione di Natura. C’è una prospettiva inbubbiamente teologica guardando al binomio Uomo-Natura, che però non elimina nulla delle esigenze di vita del primo nè elude nulla delle leggi ecologiche che governano l’ambiente. Anzi, l’amore per l’Uomo suscita un interesse scientifico per la realtà naturale e l’opera dei monaci stanno a dimostracelo.

Lorenzo Orioli

MOSCIANO
SILENZIO E NATURA: le due strade
che portano a Dio e al cuore dell’uomo

di Sara Melchiori

Ad osservare la segnaletica c’è da pensare che sia un grosso centro abitato. Soprattutto per chi proviene da fuori regione e non è abituato al rilievo dato a piccoli, se non minuscoli, borghi toscani che racchiudono in sé una storia e molte sorprese. A Scandicci ritorna spesso infatti l’indicazione per Mosciano. Ma se si prosegue la provinciale che da Vingone porta a Montelupo si capisce presto che Mosciano non è propriamente un paese: è un ambiente, un’aria che si respira, ma soprattutto lo scrigno che custodisce un prezioso gioiello. Una lunga via chiusa quasi ad anello ne porta il nome; un gruppuscolo di case circonda un’antica chiesa affacciata su una piazzetta chiusa alla vista dal muro di sostegno di una strada; un ampio giro di colline ne è compreso nel territorio. Un borgo semplice senza servizi, evitato persino dagli sporadici passaggi del bus che da Scandicci sale verso le colline.

Ed è proprio in quella piazzetta fuori via che si trova il cuore nascosto di Mosciano: l’eremo di Santa Maria degli Angeli. L’antica chiesa infatti è la pieve di Sant’Andrea, fino a una decina d’anni fa titolare di parrocchia. Stupendo esempio di architettura romanica, la chiesa risale al X secolo e conserva ancora la struttura simbolica originaria: la cripta (luogo delle tenebre e della potenza della luce che squarcia il buio con la sua monofora rivolta al primo sole del solstizio d’inverno), l’aula a navata unica (luogo della vita terrena), il presbiterio rialzato (il cielo), le monofore studiate appositamente per far sempre prevalere la luce sulle tenebre a seconda dei periodi dell’anno. Essenziale l’arredo liturgico che ne esalta le caratteristiche e richiama al raccoglimento e al silenzio; pochi ma significativi gli affreschi rimasti che un tempo ne decoravano la parete sinistra. Pregiato il soffitto dipinto e ancor di più il crocifisso ligneo di fine trecento che troneggia sul presbiterio e la grande tavola della Madonna con il bambino della scuola di Cimabue.

Sul lato destro un’apertura si apre su un piccolo chiostro collegato a un vecchio monastero, ora luogo di vita, lavoro e studio per un eremita: don Paolo Giannoni, sacerdote diocesano fiorentino, noto teologo, e oblato camaldolese che da dieci anni vive in questo ambiente appartato seguendo la regola benedettina dell’ora et labora nel carisma eremitico di san Romualdo.

Che si entri nella chiesa o nel chiostro di Mosciano si percepisce subito un’atmosfera diversa: il silenzio abita questi luoghi e ne esalta le caratteristiche. I rumori e il correre quotidiano d’improvviso spariscono lasciando spazio al canto delle rondini in primavera e del pettirosso d’inverno, al ronfare del barbagianni che abita il campanile, al grido della civetta che ne sorvola i tetti. Silenzio e natura: due strade che portano a Dio e al cuore dell’uomo.

È questo il segreto di Mosciano: una pace che si percepisce e che pian piano invade chi vi entra. L’eremo infatti ha una regola non scritta: bussa e ti sarà aperto. Accoglienza, carità e povertà sono una priorità di vita per l’eremita. Alla sua porta si accostano poveri, stranieri, turisti, viandanti, amici, persone che cercano una parola, un confronto, il silenzio dell’ascolto. Poche presenze in una vita di solitudine scelta per la preghiera e il raccoglimento. Persone alla ricerca – non sempre e non solo in difficoltà – uomini e donne che sentono la necessità di quell’hesychia – la pace del cuore – che la preghiera dona. Il monaco – il solo davanti al Solo – vive questa condizione perenne nella liturgia delle ore, nello studio e nella strada della conversione continua, divenendone il tramite.

Lo stile eremitico, austero e semplice, può sconcertare, disorientare, interrogare e anche allontanare. Ma sicuramente non lascia indifferenti. Così è all’eremo di Santa Maria degli Angeli: tutto ruota attorno alla preghiera, in una regolarità quotidiana, che va dalle prime luci dell’alba con l’ufficio delle letture e la lectio personale, alle lodi, ora media, vespri fino a compieta sul far della sera, in un ritmo che si ripete costante tutti i giorni. E per chi lo desidera c’è la possibilità di partecipare al canto delle lodi e dei vespri e, il giovedì pomeriggio, all’adorazione eucaristica seguita dalla lectio comunitaria. Mentre il sabato sera, dopo i vespri, si può vivere la celebrazione vigiliare che introduce alla domenica: una modalità camaldolese per accentuare il significato della Pasqua settimanale.

Ogni domenica poi, la celebrazione eucaristica delle ore 11 vede giungere a Mosciano numerose persone da varie parti di Firenze e non solo. Una piccola grande famiglia che si ritrova settimanalmente per celebrare insieme l’eucaristia, mentre numerose altre persone in tutta Italia partecipano al cammino di formazione grazie all’invio settimanale della lectio sulle letture della domenica attraverso la posta elettronica.
Ogni terza domenica del mese inoltre si può partecipare a una mattinata di preghiera, riflessione e liturgia aperta a tutti. Mentre per i sacerdoti è proposto un momento di incontro, preghiera e confronto il primo giovedì del mese.

Momenti particolarmente significativi sono l’avvento e la quaresima: per tutte le settimane di avvicinamento al Natale e alla Pasqua l’eremo di Mosciano propone dei percorsi di preghiera e di meditazione da fare in famiglia, opere di carità, lectio comunitarie specifiche.

In alcuni casi l’eremo si apre all’ospitalità per gruppi di scout autogestiti, o per gruppi di amici di Mosciano che condividono alcuni tempi forti dell’anno, ma anche per singoli che desiderano vivere la pace della preghiera o approfondire e partecipare all’esperienza monastica.

Il tutto in un clima di semplicità e di provvidenza.

Per informazioni 055-768961 (ore 19.30-20), email: eremodimosciano@libero.it

LE STINCHE
Una piccola chiesa, il rustico e l’orto…

di Massimo Orlandi

«Dimmi quello che vuoi e io te lo darò» chiede il Signore a Re Salomone. «Signore dammi un cuore intelligente». Panzano, Chianti fiorentino. La geometria dei filari è più in basso. Qui la natura si ripara, cerca intimità. Anche la strada dimentica l’asfalto, si acciottola, si stringe. L’eremo delle Stinche le nasce quasi accanto, spontaneamente, come un fiore non colto. Una piccola chiesa, il rustico, l’orto, l’abbraccio del bosco, gli ulivi. Poche cose che se stringi le tieni in una mano. Ma è in questa essenzialità che si può provare a cercare il mistero profondo della vita. Questo almeno pensava un frate che alla domanda di Dio, avrebbe risposto come Salomone: padre Giovanni Vannucci.

«Una sosta di pace per ogni viandante»
«In questo piccolo spazio vorrei che ogni uomo si sentisse a casa sua e, libero da costrizioni, potesse raggiungere la conoscenza di se stesso e incamminarsi nella sua strada forte e fiducioso. Vorrei che fosse una sosta di pace, di riflessione per ogni viandante che vi giunge, un posto dove l’ideale diventa realtà e dove la gioia è il frutto spontaneo».

1967. Il sogno comunitario di Padre Giovanni è figlio di poche parole e di nessuna regola. Per realizzarlo basta un rustico diroccato: «Il seme – scrive ancora – è gettato, ora è tutto nelle nostre fragili mani e in quelle più sicure di Dio».

Padre Giovanni accompagnerà il cammino della sua Fraternità fino al 1984. Oggi quel sogno è nelle mani di altri tre frati dell’Ordine dei Servi di Maria, Lorenzo, Eliseo e Giancarlo. Ma Vannucci è sempre con loro, e non è difficile immaginarlo ancora, come lo descrive David Turoldo «con quella faccia mesta e serena insieme, con la voce sempre trattenuta, velata quasi avesse paura a parlare, paura di disturbare il silenzio, il mistero». Non è difficile vederlo, gli occhiali calati a leggere l’ennesimo libro (la biblioteca dell’eremo conta dodicimila volumi), o in cucina, tra le sue zuppe innaffiate di buon vino, o immerso in preghiera. «Per lui – ricorda padre Lorenzo Bonomi, che ha accompagnato il cammino delle Stinche sin dai suoi inizi – ogni momento della vita conteneva qualcosa di sacro, era un occasione di comunione con il visibile e l’Invisibile, e quindi ogni azione doveva essere fatta con amore e con rispetto, mai in maniera banale».

«Dio è avvolto nel silenzio»
Ascolto. È questa la parola chiave per entrare nel mondo semplice delle Stinche. Ascolto dell’uomo, «per cercare la Parola di Dio esistente in ogni essere», ascolto della natura, per percepire i ritmi dell’universo, ascolto del silenzio, perché «Dio è avvolto nel silenzio». Ascolto profondo e ininterrotto: «Quello che mi colpiva di Padre Giovanni – ricorda Lorenzo – era il bisogno costante di approfondire, di non fermarsi. Non accettava mai di adagiarsi, si ribellava di fronte a ciò che trovava apatico, senz’anima. «La realtà della vita del chicco di grano è il domani, è la spiga – diceva – così la nostra realtà di uomini non è l’oggi, è il domani. Se abbiamo fede siamo aperti verso la sconfinata realtà del domani».

Ascolto. Ma anche ricerca, costante e paziente dei segni lasciato dallo Spirito. Per padre Giovanni la ricerca spirituale consisteva nel tenere insieme unire il cuore e la conoscenza, la passione e la ragione, era nel creare quello che Dante chiama «l’intelletto d’amore». Una religiosità basata solo sull’emotività, sul sentimento, sosteneva, è povera e può portare a forme religiose entusiastiche e anche fanatiche. D’altra parte una spiritualità solo razionale può condurci a una idea di Dio troppo rigida, e quindi arida. Ecco perché, per lui, il più grande dono di Dio è quello che chiede Re Salomone: un cuore intelligente.

La preghiera universale
Pellegrino dell’assoluto, così si definiva, Vannucci aveva a fondamento di tutto il suo cammino la figura di Gesù, e la Bibbia, ma teneva sempre aperto il suo orizzonte all’incontro con tutte le tradizioni religiose (parlava di «mutua impollinazione» fra Occidente e Oriente). Non a caso dall’esperienza delle Stinche nascerà il Libro della preghiera universale, nel quale per la prima volta, l’intero mondo religioso si ritrova: alle parole della Bibbia corrispondono quelle del Corano, ai Veda la Cabbalah, e così i versi di Rumi incontrano quelli di San Francesco, Lutero abbraccia Sri Aurobindo, Gioacchino da Fiore Milarepa.

Quest’anno la Comunità delle Stinche festeggia i suoi 40 anni di vita. È un’occasione in più per decidere di partecipare al banchetto di semplicità offerto dall’eremo.

L’incontro con i frati, la visita alla casa, l’ascolto della natura sono un ottimo modo per uscire dal «diluvio della parole» che ci travolgono e imbarcarsi in quest’arca di silenzio e di pace dove è ancora possibile ascoltare la preghiera di un monaco: «Venga, o Signore la tua chiesa! Sia più bella di tutti i sogni, più bella di tutte le lacrime di chi visse e morì nella notte per costruirla. Sia il tuo corpo e tu la sua vita».

CALOMINI
Il santuario nella roccia
Un santuario nella roccia. Famoso da secoli, vi si venera un’antichissima immagine della Madonna. Questo è l’Eremo di Calomini, situato a ridosso di uno strapiombo roccioso nel territorio del Comune di Vergemoli. È uno dei più noti e frequentati luoghi di culto della Valle del Serchio. Secondo un’antichissima tradizione, nei luoghi dell’Eremo, dove tutt’oggi scaturisce dalle rocce uno zampillo d’acqua purissima, l’immagine della Madonna che si venera nel santuario si rivelò ad una pastorella del luogo. Dal prodigio alla venerazione il passo è breve e subito si costituì una comunità di eremiti, intorno a quell’immagine che veniva chiamata Madonna ad Martyres, poi Madonna dell’eremita, poi anche solo Eremita. Di una primitiva piccola chiesa nella roccia (che conservava l’immagine della Madonna) se ne parla in documenti dell’XI secolo. Oggi solo il presbiterio, le celle cenobiali e la sagrestia conservano la singolarità di essere nella roccia viva lasciata a vista. Dal secolo XVI in poi la fama di questo Eremo varcò i confini locali e crebbe talmente che vescovi e cardinali venivano a rendere onore all’immagine della Madonna, mentre il popolo, tra il 1631 e il 1690, faceva il possibile per ampliare e rendere più maestosa l’antica chiesa. Ai primi del Settecento, come risulta dall’archivio del santuario, venne compiuto il duplice colonnato, fu allargata la grotta per accogliervi degnamente la sagrestia, sistemato il pavimento della chiesa e portato a compimento ogni dettaglio che contribuisse a rendere degno di ammirazione quel luogo di preghiera. Gli eremiti ebbero cura del santuario fino al 1868, anno in cui i parroci dei paesi confinanti, quali tradizionali amministratori, decisero di assumere direttamente l’incarico di promuovere il culto di Maria Santissima in quell’Eremo.

Dopo esservi stati in continuità per oltre cinque secoli, così terminava la storia degli eremiti di Calomini. Con decreto del Vescovo di Massa-Carrara del 1914 (in quel tempo Vergemoli e tutta la Garfagnana erano sotto il vescovo di Massa) la custodia del santuario venne affidata ai P.P. Cappuccini di Lucca i quali hanno provveduto per quasi un secolo alle necessità del luogo e a quelle dei numerosi pellegrini che affollano il santuario soprattutto per le ricorrenze mariane.

Ma oggi sono in arrivo alcune novità nella ristrutturazione dell’antico edificio che sta per essere ultimata, proprio per favorire sempre di più tutta l’area dell’Eremo rispondente alla sua antica vocazione che è quella di un luogo di alta spiritualità dove una comunità di religiosi è a disposizione a tempo pieno per la preghiera, il consiglio, le confessioni, il conforto spirituale, e per una accoglienza che privilegi il tempo dello spirito e l’esercizio della vita interiore. Una riqualificazione quindi, che può essere letta anche come un ritorno alle origini, cioè all’esperienza spirituale degli eremiti che per cinque secoli vissero nell’Eremo di Calomini.

CASA SAN SERGIO
Palaia, l’eremo di Don Barsotti
Nella mente di don Divo Barsotti, fondatore della Comunità dei Figli di Dio, è sempre stata presente la possibilità di avere un luogo di assoluta solitudine, di ritiro, di deserto. I grandi monaci russi, a iniziare da San Sergio di Radonez (a cui tra l’altro è intitolata la Casa madre della Comunità a Settignano, sulla colline di Firenze), si inoltravano nelle foreste e costruivano rudimentali eremi in legno dove vivevano in assoluta povertà, in silenzio e in continua preghiera. Anche la Comunità dei Figli di Dio ha il suo eremo, che si trova nei pressi di Palaia (paese natale di don Barsotti), nascosto negli scabri e verdi colli toscani, nel triangolo compreso tra Pisa, Siena e Volterra, in diocesi di San Miniato.

Era un tempo una vecchia fornace dove si fabbricavano e cuocevano mattoni, già da diversi anni abbandonata a se stessa e in rovina. Fu data in donazione a don Divo Barsotti, con la precisa condizione però che quel posto dovesse divenire luogo di preghiera. E fu così che, verso il 1960, il Padre, con alcuni giovani discepoli che volevano condividere con lui l’ideale monastico nel suo primitivo rigore, salì sul colle toscano armato di piccone, pala e cemento, partecipando anche lui nella fase iniziale alla edificazione di una struttura semplice e sobria, dotata di cellette e di cappella: l’Eremo della Fornace, dedicato alla Santissima Trinità, proprio come il primo Eremo costruito da San Sergio nelle lontane foreste russe circa 600 anni prima. Per mantenere il clima di povertà e austerità, l’Eremo venne dotato solo di stufe a legna: niente luce elettrica, niente elettrodomestici, niente acqua corrente. Don Divo, anche dopo la fine dei lavori di ristrutturazione, venne all’Eremo per qualche tempo, dedicandosi come lavoro all’apicoltura, vivendo di niente, ma centralizzando ogni cosa nella vita liturgica che scandiva il ritmo della giornata. Successivamente, l’Eremo è stato utilizzato, è lo è tuttora, non più come residenza stabile, ma come luogo di ritiro e permanenza temporanea dei fratelli e delle sorelle della vita comune, nonché per incontri e ritiri per gli altri membri della Comunità. È il luogo del silenzio, perché i monaci sono i pellegrini del silenzio.

Adesso, il sogno dei monaci di don Barsotti sarebbe quello di poter tornare stabilmente a Palaia.

MONTEPIANO
Vita contemplativa aperta all’accoglienza
La vita contemplativa aperta ai fratelli, nell’accoglienza e nella condivisione, attraverso la preghiera, il lavoro e l’incontro fraterno: è questo il carisma della «Comunità di Maria Serva del Signore». Dopo un lungo cammino iniziato in Umbria, la Comunità è giunta a Montepiano (Prato), in località La Burraia, tredici anni or sono, il 14 novembre 1994, ed ha ottenuto l’approvazione giuridica da parte della Diocesi di Prato il 29 giugno 2002. «Il nostro stile – spiega suor Gioia Santella, responsabile della Comunità – è la semplicità, facendo riferimento a Maria che ha contemplato il Mistero senza estraniarsi dagli altri, ma vivendo la vita quotidiana insieme ai fratelli».

L’ispiratrice della Comunità fu una monaca di clausura che intuì la necessità di una vita contemplativa aperta all’incontro con tutti; per questo le dieci sorelle della Comunità di Montepiano, pur conducendo una vita di preghiera simile a quella dei monasteri, assicurano accoglienza a chiunque, qualunque sia il suo credo e la sua appartenenza religiosa. Il loro scopo è infatti quello di «aiutare l’uomo di oggi a riscoprire la propria interiorità ed il volto quotidiano di Dio, diventando protagonisti di un’esperienza vera e profonda». Le sorelle della Comunità, oltre ai frequenti momenti di preghiera, si dedicano a tutta una serie di attività artigianali che vanno dal laboratorio di ceramica, a quello della cera, a piccoli lavori di falegnameria.
La casa dispone, per gli ospiti, di una decina di posti che, precisa suor Gioia, «non vengono utilizzati per chi vuole fare una vacanza, ma sono destinati all’accoglienza di coloro che desiderano un periodo di riflessione, per cercare se stessi e Dio, attraverso la condivisione con la vita di Comunità». La struttura, che dispone anche di un ampio parco, è aperta ininterrottamente da dopo Pasqua a metà settembre; d’inverno l’accoglienza è limitata ai fine settimana, mentre nei mesi di gennaio e febbraio è prevista la chiusura completa. Per chi volesse ulteriori informazioni il recapito telefonico è 0574/959973.

Maria Cristina Caputi

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per l’Associazione

                                    Giovanni De Pietro

 

Con Maria sotto la Croce Vergine Addolorata

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