20 février, 2018

Credo Mariano di un Frate Servo di Maria .

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 1:03
www.servidimaria.net
15
cosmo.osm@gmail.com
CREDO MARIANO
(Fray Neal Mª Flanagan, OSM
)
L’autore, Neal M. Flanagan, Servo di Maria degli Stati Uniti e noto esege-
ta, ha varcato la soglia dell’eternità il 22.XI. 1985. Durante il Capitolo ge-
nerale dell’Ordine, tenuto a Barcellona
nel 1977, compose il « Credo maria-
no ».
1.
Credo che il
fiat
di Maria fu l’inizio dell’era cri-stiana, fu l’esemplare originario di ogni cri-
stiano che crede, di ogni cristiano che si apre a Dio.
In un momento come il nostro, attraversato da momenti di liberazione, è bello e commo-
vente sco-prire che Dio ha dato principio all’era cristiana, sce-gliendo una donna, una don-
na ebrea. Nel Vangelo di Luca
-
ed anche nei suoi
Atti degli Apostoli
-
l’iniziatore è lo Spirito
santo; è lui la guida divina che traccia l’itinerario di Gesù nel mondo, sulla croce,
lì fiat
di
Maria traduce la sua apertura al volere di Dio ed al divino disegno. Il
fiat
di Maria è fede
che si esprime e, insieme, fede che concepisce. Credendo nello Spirito, ella si trovò Madre
del Verbo di Dio, vivendo con lui e di lui. Più nobile traguardo non poteva esserci offerto.
2.
Credo che il
fiat
di Maria la introdusse nel vivo dell’opera salvatrice di Cristo. Madre, del
servo sof-ferente di Jahvè, anche lei fu coinvolta nel dolore, nel patire e nella gloria, che
accompagnano l’amore che si dona.
« Ecco
-
disse Maria
-
sono la serva del Signore… ». L’ancella, la serva: l’ancella che generò
il figlio servo, il servo sofferente di Jahvè, chiamato al sacrificio della propria vita per i pec-
cati di molti. Simeone, il vecchio, parlò apertamente del figlio servo, che il profeta Isaia (42,
6) aveva chiamato luce di rivelazione per i gentili e gloria per il popolo Israele
(Lc
2, 32).
Simeone, però, continuando il suo dire, non parlò della passione del servo di Jahvè, ma di
Maria soffe-rente con lui. Associata alla missione del Figlio, ella fu trascinata sulla stessa
via della croce, come lui annientata in totale dedizione. La via della croce del servo soffe-
rente di Jahvè, fu anche la via percorsa dalla Madre. È la nostra stessa via, di noi, sorelle e
fratelli di lui.
3.
Credo che al disporsi di Maria a Dio si accompa-gnò la sua apertura alle necessità del
prossimo: quelle di Elisabetta, dei giovani sposi di Cana, di Cristo sulla croce, della Chiesa
nascente.
Il servo, figlio di Maria, « non era venuto
-
come egli disse
-
per essere servito, ma per servi-
re, per dare la sua vita in riscatto di molti »
(Mc
10, 45). Anche Maria è venuta per servire. Il
suo
fiat
a Dio trovò riscontro nel
fiat
al suo prossimo. Il suo fu ascol-to delle voci che ripete-
vano in lacrime la loro implora-zione di aiuto. Elisabetta aveva bisogno di lei? Eccola arriva-
re, sola, trepidante, veloce nei suoi passi. Avevano bisogno di lei i giovani sposi di Cana?
Fu la prima ad accorgersene, e intervenne. Suo figlio la cer-cava sul Calvario? Era là. Nella
paura, nella gioia, nello smarrimento che seguirono il venerdì santo e la domenica di Pa-
squa, lei era insieme agli altri: per con-dividere, per aiutare, per essere aiutata.
4.
Credo che il sì continuato di Maria al suo Dio ed al suo prossimo è l’espressione vivente
della radicale assenza di peccato in lei. Perciò la diciamo immaco-lata Concezione.
Se il peccato è infrangere la comunione, è separazio-ne dell’uomo da Dio suo padre, è divi-
sione dai propri simili
-
indisponibilità ad accettare Dio come padre, ad accettare il prossimo
come sorella o fratello
-
l’as-senza di peccato è l’opposto esatto. La totale assenza di pec-
Maggio
-
Giugno 2013
COSMO 5
-
6

www.servidimaria.net
16
cosmo.osm@gmail.com
COSMO 5
-
6
Maggio
-
Giugno 2013
cato in Maria non è un attributo negativo, né la distacca dalla condizione umana. È vero il
contrario. Assenza di peccato è apertura illimitata a Dio, al suo amore, ai suoi disegni, alle
sue sollecitazioni: ma è anche disponibilità ad avvertire le lacerazioni e le necessità di
quanti soffrono a chiedere aiuto. L’assenza totale di peccato, la Concezione immacola-ta
di Maria, non è un fossato aperto tra lei e il suo prossimo, ma un ponte gettato tra Maria e
quanti vivono nel bisogno.
5.
Credo che l’Assunzione di Maria, come la risurre-zione di Cristo, è per noi garanzia e
speranza che l’Amore è davvero più forte della morte.
« L’amore più forte della morte ». È forse un sogno dei poeti od è il senso evangelico della
realtà? L’amore dei genitori genera vita: l’amore modella la vita nel suo nascere e la fa
crescere e maturare. L’amore arri-va a spingere la vita oltre la resa dichiarata della scien-
za medica. Secondo l’evangelista Giovanni, l’a-more è vivere, non morire mai. Gesù morì
amando, perché aveva amato, per amare ancora. Per questo passò a vita più intensa.
Maria fu partecipe della vita del Figlio e dell’amore del Figlio. Anche per lei la morte fu
transito ad una vita più colma. Vivere, per lei, era amare: il suo morire era già un trovarsi
nella vita. La sua condizione sarà la nostra condizione.
6.
Credo che Maria, in quanto Madre di Cristo, pla-smò largamente la sua personalità e
l’ambiente in cui Cristo crebbe.
« Non è lui il carpentiere, il figlio di Maria? »
(Mc
6, 3). Non possiede, forse, la dolcezza di
sua Madre? La sua sensibilità, la sua sollecitudine per gli altri, la sua immaginazione poe-
tica, il suo intuito, sono doti diremmo femminili. La sua disponibilità a servire
-
ma non ave-
va forse un modello davanti agli occhi?
-
Che dire della spinta del suo amore, delle sue
premu-re? È forse soltanto un dono ricevuto dall’alto? E la semplicità con cui sapeva avvi-
cinarsi alla donna, ad ogni tipo di donna e con cui riusciva ad amarle? L’apprese forse
nella sinagoga? Non fu invece una donna la sua prima e migliore maestra, una madre,
sua madre?
7.
Credo che Maria non è soltanto un modello, un ideale lontano, ma una persona viva,
straordinaria- mente amabile.
« Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se morto, vive… »
(Gv 11, 25). Gesù vive; i suoi apostoli vivono; i suoi discepoli vivono. Maria vive, di vita umana, gloriosa,
nella pienezza della vita. Maria non è soltanto un modello, un semplice ideale, un traguar-
do lontano, una cosa, ma una donna che rifulge nella gloria di Dio suo Padre, nella gloria
del Figlio del Padre, di un Figlio sembra cosa impossibile a credersi che è anche suo Figlio.

Questo, o Signore, credo; soccorri Tu la mia incredulità

Laisser un commentaire

Le rat noir |
Phenix Club |
zakariahammoumi |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Science pour Tous
| ekinox21
| L'individu et le groupe