31 juillet, 2011

Servi di Maria Foto Storiche della Presenza in Sicilia

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30 juillet, 2011

Beata Vergine Maria Addolorata

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Beata Vergine Maria Addolorata

15 settembre

La memoria della Vergine Addolorata ci chiama a rivivere il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla passione del figlio e vicina a lui innalzato sulla croce. La sua maternità assume sul calvario dimensioni universali. Questa memoria di origine devozionale fu introdotta nel calendario romano dal papa Pio VII (1814). (Mess. Rom.)

Etimologia: Maria = amata da Dio, dall’egiziano; signora, dall’ebraico

Martirologio Romano: Memoria della beata Maria Vergine Addolorata, che, ai piedi della croce di Gesù, fu associata intimamente e fedelmente alla passione salvifica del Figlio e si presentò come la nuova Eva, perché, come la disobbedienza della prima donna portò alla morte, così la sua mirabile obbedienza porti alla vita.

La Madonna è venerata nel mondo cristiano con un culto di iperdulia, che si estrinseca in vari titoli, quanti le sono stati attribuiti nei millenni per le sue virtù, il suo patrocinio, la sua posizione di creatura prediletta da Dio, per il posto primario occupato nel piano della Redenzione, per la sua continua presenza accanto all’uomo evidenziata anche dalle tante apparizioni.
Nel calendario delle celebrazioni mariane vi sono: 1° gennaio la B.V.M. Madre di Dio; 23 gennaio lo Sposalizio della B.V.M.; 2 febbraio la Presentazione al Tempio di Gesù e la Purificazione di Maria; 11 febbraio Beata Vergine di Lourdes; 25 marzo l’Annunciazione; 26 aprile B.V.M. del Buon Consiglio; 13 maggio Beata Vergine di Fatima; 24 maggio Madonna Ausiliatrice; 31 maggio Visitazione di M.V.; a giugno Cuore Immacolato di Maria; 2 luglio Madonna delle Grazie; 16 luglio B.V. del Carmelo; 5 agosto Madonna della Neve; 15 agosto Assunzione della Vergine; 22 agosto B.V.M. Regina; 8 settembre Natività di Maria; 12 settembre SS Nome di Maria; 15 settembre B. V. Addolorata; 19 settembre B. V. de La Salette; 24 settembre B.V. della Mercede; 7 ottobre B.V. del Rosario, 21 novembre Presentazione della B.V.M.; 8 dicembre Immacolata Concezione, 10 dicembre B. V. M. di Loreto.
Inoltre l’intero mese di Maggio è dedicato alla Madonna, senza dimenticare la suggestiva e devota Novena dell’Immacolata, poi vi sono le celebrazioni locali per i tantissimi Santuari Mariani esistenti; come si vede la Vergine ha un culto così diffuso, che non c’è mese dell’anno in cui non la si ricordi e veneri.
A mio parere però, fra i tanti titoli e celebrazioni, il più sentito perché più vicino alla realtà umana, è quello di Beata Vergine Maria Addolorata; il dolore è presente nella nostra vita sin dalla nascita, con il primo angosciato grido del neonato, che lascia il sicuro del grembo materno per proiettarsi in un mondo sconosciuto, non più legato alla madre e in preda alla paura e spavento; poi il dolore ci segue più o meno intenso, più o meno costante, nei suoi vari aspetti, fisici, morali, spirituali, lungo il corso della vita, per ritrovarlo comunque al termine del nostro cammino, per l’ultimo e definitivo distacco da questo mondo.
E il dolore di Maria, creatura privilegiata sì, ma sempre creatura come noi, è più facile comprenderlo, perché lo subiamo anche noi, seppure in condizioni e gradi diversi, al contrario delle altre prerogative che sono solo sue, Annunciazione, Maternità divina, Immacolata Concezione, Assunzione al Cielo, Apparizioni, ecc. le quali da parte nostra richiedono un atto di fede per considerarle.
Veder morire un figlio è per una madre il dolore più grande che ci sia, non vi sono parole che possano consolare, chi naturalmente aspettando di poter morire dopo aver generato, allevato ed educato, l’erede e il continuatore della sua umanità, vede invece morire il figlio mentre lei resta ancora in vita, quel figlio al quale avrebbe voluto ridare altre cento volte la vita e magari sostituirsi ad esso nel morire.
I milioni di madri che nel tempo hanno subito questo immenso dolore, a lei si sono rivolte per trovare sostegno e consolazione, perché Maria ha visto morire il Figlio in modo atroce, consapevole della sua innocenza, soffrendo per la cattiveria, incomprensione, malvagità, scatenate contro di lui, personificazione della Bontà infinita.
Ma non fu solo per la repentina condanna a morte, il dolore provato da Maria fu l’epilogo di un lungo soffrire, in silenzio e senza sfogo, conservato nel suo cuore, iniziato da quella profezia del vecchio Simeone pronunziata durante la Presentazione di Gesù al Tempio: “E anche a te una spada trapasserà l’anima”.
Quindi anche tutti coloro che soffrono nella propria carne e nel proprio animo, le pene derivanti da malattie, disabilità, ingiustizia, povertà, persecuzione, violenza fisica e mentale, perdita di persone care, tradimenti, mancanza di sicurezza, solitudine, ecc. guardano a Maria, consolatrice di tutti i dolori; perché avendo sofferto tanto già prima della Passione di Cristo, può essere il faro a cui guardare nel sopportare le nostre sofferenze ed essere comprensivi di quelle dei nostri fratelli, compagni di viaggio in questo nostro pellegrinare terreno.
Ma la Madonna è anche corredentrice per Grazia del genere umano, perché partecipe dell’umanità sofferente ed offerta del Cristo, per questo lei non si è ribellata come madre alla sorte tragica del Figlio, l’ha sofferta indicibilmente ma l’ha anche offerta a Dio per la Redenzione dell’umanità.
E come dalla Passione, Morte e Sepoltura di Gesù, si è passato alla trionfale e salvifica Resurrezione, anche Maria, cooperatrice nella Redenzione, ha gioito di questa immensa consolazione e quindi maggiormente è la più adatta ad indicarci la via della salvezza e della gioia, attraversando il crogiolo della sofferenza in tutte le sue espressioni, della quale comunque non potremo liberarci perché retaggio del peccato originale.

CULTO

La devozione alla Madonna Addolorata, che trae origine dai passi del Vangelo, dove si parla della presenza di Maria Vergine sul Calvario, prese particolare consistenza a partire dalla fine dell’XI secolo e fu anticipatrice della celebrazione liturgica, istituita più tardi.
Il “Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius” di ignoto (erroneamente attribuito a s. Bernardo), costituisce l’inizio di una letteratura, che porta alla composizione in varie lingue del “Pianto della Vergine”.
Testimonianza di questa devozione è il popolarissimo ‘Stabat Mater’ in latino, attribuito a Jacopone da Todi, il quale compose in lingua volgare anche le famose ‘Laudi’; da questa devozione ebbe origine la festa dei “Sette Dolori di Maria SS.” Nel secolo XV si ebbero le prime celebrazioni liturgiche sulla “compassione di Maria” ai piedi della Croce, collocate nel tempo di Passione.
A metà del secolo XIII, nel 1233, sorse a Firenze l’Ordine dei frati “Servi di Maria”, fondato dai Ss. Sette Fondatori e ispirato dalla Vergine. L’Ordine che già nel nome si qualificava per la devozione alla Madre di Dio, si distinse nei secoli per l’intensa venerazione e la diffusione del culto dell’Addolorata; il 9 giugno del 1668, la S. Congregazione dei Riti permetteva all’Ordine di celebrare la Messa votiva dei sette Dolori della Beata Vergine, facendo menzione nel decreto che i Frati dei Servi, portavano l’abito nero in memoria della vedovanza di Maria e dei dolori che essa sostenne nella passione del Figlio.
Successivamente, papa Innocenzo XII, il 9 agosto 1692 autorizzò la celebrazione dei Sette Dolori della Beata Vergine la terza domenica di settembre.
Ma la celebrazione ebbe ancora delle tappe, man mano che il culto si diffondeva; il 18 agosto 1714 la Sacra Congregazione approvò una celebrazione dei Sette Dolori di Maria, il venerdì precedente la Domenica delle Palme e papa Pio VII, il 18 settembre 1814 estese la festa liturgica della terza domenica di settembre a tutta la Chiesa, con inserimento nel calendario romano.
Infine papa Pio X (1904-1914), fissò la data definitiva del 15 settembre, subito dopo la celebrazione dell’Esaltazione della Croce (14 settembre), con memoria non più dei “Sette Dolori”, ma più opportunamente come “Beata Vergine Maria Addolorata”.

Le devozioni
I Sette Dolori di Maria, corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo: 1) La profezia dell’anziano Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. – 2) La Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto “Giuseppe destatosi, prese con sé il Bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto”. – 3) Il ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme “Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo”. – 4) Maria addolorata, incontra Gesù che porta la croce sulla via del Calvario. – 5) La Madonna ai piedi della Croce in piena adesione alla volontà di Dio, partecipa alle sofferenze del Figlio crocifisso e morente. – 6) Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto deposto dalla Croce. – 7) Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione.
La liturgia e la devozione hanno compilato anche le Litanie dell’Addolorata, ove la Vergine è implorata in tutte le necessità, riconoscendole tutti i titoli e meriti della sua personale sofferenza.
La tradizione popolare ha identificato la meditazione dei Sette Dolori, nella pia pratica della ‘Via Matris’, che al pari della Via Crucis, ripercorre le tappe storiche delle sofferenze di Maria e sempre più numerosi sorgono questi itinerari penitenziali, specie in prossimità di Santuari Mariani, rappresentati con sculture, ceramiche, gruppi lignei, affreschi.
Le processioni penitenziali, tipiche del periodo della Passione di Cristo, comprendono anche la figura della Madre dolorosa che segue il Figlio morto, l’incontro sulla salita del Calvario, Maria posta ai piedi del Crocifisso; in certi Comuni le processioni devozionali, assumono l’aspetto di vere e proprie rappresentazioni altamente suggestive, specie quelle dell’incontro tra il simulacro di Maria vestita a lutto e addolorata e quello di Gesù che trasporta la Croce tutto insanguinato e sofferente.
In certe località queste processioni, che nel Medioevo diedero luogo anche a rappresentazioni sacre dette “Misteri”, assumono un’imponenza di partecipazione popolare, da costituire oggi un’attrattiva oltre che devozionale e penitenziale, anche turistica e folcloristica, cito per tutte la grande processione barocca di Siviglia.

Le espressioni artistiche
Al testo del celebre “Stabat Mater”, si sono ispirati musicisti di ogni epoca; tra i più illustri figurano Palestrina, Pergolesi, Rossini, Verdi, Dvorak.
La Vergine Addolorata è stata raffigurata lungo i secoli in tante espressioni dell’arte, specie pittura e scultura, frutto dell’opera dei più grandi artisti che secondo il proprio estro, hanno voluto esprimere in primo luogo la grande sofferenza di Maria.
La vergine Addolorata è di solito vestita di nero per la perdita del Figlio, con una spada o con sette spade che le trafiggono il cuore.
Altro soggetto molto rappresentato è la Pietà, penultimo atto della Passione, che sta fra la deposizione e la sepoltura di Gesù. Il termine ‘Pietà’ sta ad indicare nell’arte, la raffigurazione dei due personaggi principali Maria e Gesù, la madre e il figlio; Maria lo sorregge adagiato sulle sue ginocchia, oppure sul bordo del sepolcro insieme a s. Giovanni apostolo (Michelangelo e Giovanni Bellini). Capolavoro dell’intensità del dolore dei presenti, è il ‘Compianto sul Cristo morto’ di Giotto.
Nel Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso (Isernia), secondo l’apparizione del 1888, Gesù è adagiato a terra e Maria sta in ginocchio accanto a lui e con le braccia aperte lo piange e lo offre nello stesso tempo.

In virtù del culto così diffuso all’Addolorata, ogni città e ogni paese ha una chiesa o cappella a lei dedicata; varie Confraternite assistenziali e penitenziali, come pure numerose Congregazioni religiose femminili e alcune maschili, sono poste sotto il nome dell’Addolorata, specie se collegate all’antico Ordine dei Servi di Maria.
L’amore e la venerazione per la Consolatrice degli afflitti e per la sua ‘compassione’, ha prodotto, specie nell’Ordine dei Servi splendide figure di santi, ne citiamo alcuni: I Santi Sette Fondatori, s. Giuliana Falconieri, s. Filippo Benizi, s. Pellegrino Laziosi, s. Antonio Maria Pucci, s. Gabriele dell’Addolorata (passionista), senza dimenticare, primo fra tutti, s. Giovanni apostolo ed evangelista, sempre accanto a lei per confortarla e condividerne l’indicibile dolore, accompagnandola fino al termine della sua vita.

Il nome Addolorata ebbe larga diffusione nell’Italia Meridionale, ma per l’evidente significato, ora c’è la tendenza a sostituirlo con il suo derivato spagnolo Dolores.

Autore: Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2005-06-04
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Non possiamo dimenticare questi Frati dell’ Ordine dei Servi di Maria vissuti nell’ Italia Meridionale.

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Non possiamo dimenticare questi Frati dell' Ordine dei Servi di Maria vissuti nell' Italia Meridionale. wikio_btn_abo-univ_rounded-open-blue_fr

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Foto di Padre Girolamo Russo Servo di Maria e Fondatore della Provincia dell’ Italia Meridionale

Un Ricordo, Una Preghiera …Un’ Azione di Ringraziamento ! Non siamo in grado di riunire tutte le prove riguardanti la vita eroicamente vissuta ,l’ esistenza e la consistenza di una vera fama di santità di molti Frati dell’ Ordine dei Servi di Maria che dal 1946 hanno vissuto il loro ministero sacerdotale in diversi conventi presenti nell’ Italia meridionale. Ancora oggi il ricordo di questi Frati rimane inalterato nei cuori di alcuni membri dell’ Istituto Ordine di Sant’ Andrea di Caffa.

Questi indimenticabili Frati e Santi sconosciuti possono sembrare  degli alberi piantati nel mare .

Avete mai visto degli alberi piantati in mezzo al mare ?

L’ albero non si sposta , non è un nomade, ancora meno un essere marino.

Questo stuolo di Frati erano come degli alberi piantati nei conventi di Palma Campania (Na) Saviano(Na) Napoli,Benevento,Prata Sannita (Ce) ,Alvignano (Ce), Manduria (Ta) ,Taranto,Siracusa ..ecc…. per dare ombra e frutti ai cristiani che facevano parte della comunità parrocchiali annesse a questi conventi.

Questi Frati di Santa Maria incarnavano l’ insegnamento della Chiesa Una e Indivisa ,la loro vita era regolata dai Dettami Evangelici e dalle Costituzioni dell’ Ordine.

La loro vita un paradosso!

Allo stesso modo, la loro fede non si è misurata,non era nè grande e nè piccola ,nè grossa e nè magra!

CREDERE E NON AVERE !

Nè granello di senape,nè albero piantato nel mare ,la fede di questi frati è andata sempre oltre le parole umane,i piani,progetti,schemi e calcoli meramente freddi.

Essi non potevano misurare la fede come si misurava la convinzione .

La loro fede era un inizio di cui solo Dio ne era l’ artefice.

Questa fede ha scombussolato cio’ che sembrava immutabile , come per esempio l’ ordine delle cose che vuole che gli alberi siano piantati nella terra e non nel mare .

Se si potesse scrivere tutto quello che questi frati hanno dovuto sopportare e quantificare quante lacrime hanno dovuto versare per amore alla Santissima Vergine Maria dei Sette Dolori.

Circa ai servi inutili,essi stessi ci hanno rivelato l’ iniziativa di Dio.

La Fede non ha fatto di questi Frati dei servitori riveriti,adulati,acclamati,dei servitori con contratto che attribuisce uno statuto di quadri dirigenti,colletti bianchi ecc…

Questi Frati Servi di Maria nel servizio della fede non hanno fatto carriera!

Nessuno di loro ha avuto delle pretese per la sua fede, come si avanzano delle pretese per gli studi compiuti o per i diplomi acquisiti.

Per questi Frati di Santa Maria la fede è stata gratuita.

« Servitori Inutili! »e Servi di Maria per l’ eternità !

L’ Eterno riposo dona loro Signore! Requiem aeternam dona eis Domine !

Elenco Frati Servi di Maria Defunti .

Fra Bonfiglio Maria Mautone morto il 7 gennaio 2003 a Maddaloni (CE) anni 81 e 63 anni di vita religiosa;

Fra Eugenio Maria Pantano morto a Siracusa l 11 gennaio 1997 anni 72 e 53 anni di vita religiosa ;

Fra Fedele Maria Ciarcià morto a Saviano (Na) il 14 gennaio 2009 anni 96 e 80 anni di vita religiosa;

Fra Angelo Maria Di Giuseppe morto a Napoli il 16 gennaio 1990 anni 66 e 49 anni di vita religiosa;

Fra Pio Maria D’ Alessandro morto a Napoli il 22 gennaio 1994 anni 80 e 63 anni di vita religiosa;

Fra Daniele Maria Santoro morto a Roma il 27 gennaio 1978 anni 26 e 4 mesi di vita religiosa ;

Fra Andrea Maria D’ Andrea morto a Napoli il 1 febbraio 2001 anni 79 e 59 anni di vita religiosa;

Fra Giuseppe Maria Portesine morto a Saviano (Na) il 14 febbraio 1985 anni 81 e 49 anni di vita religiosa;

Fra Gioacchino Maria Romano morto a Napoli il 16 febbraio 1970 anni 60 e 3à anni di vita religiosa;

Fra Pio Maria Casciello morto a Nola il 12 marzo 2001 anni 66 e 45 anni di vita religiosa;

Fra Giovanni Maria Colello morto il 12 marzo 2004 a Taurano (Av) anni 74 e 51 anni di vita religiosa;

Fra Tommaso Maria Bartolomei morto a Napoli il 1 aprile 1967 anni 77 e 61 anni di vita religiosa;

Fra Angelo Maria Pantano morto a Siracusa il 2 aprile 1993 anni 72 e 61 anni di vita religiosa;

Fra Carmelo Maria Padalino morto a Manduria (Ta) il 20 aprile 1999 anni 75 e 56 anni di vita religiosa;

Fra Enrico Maria Gilibisco morto a Saviano il 30 maggio 2006 anni 87 e 70 anni di vita religiosa;

Fra Gerardo Maria Caligiore morto a Siracus ail 24 giugno 1981 anni 68 e 50 anni di vita religiosa;

Fra Salvatore Maria Mazzocca morto a Alvignano (Ce) il 10 giugno 1988 anni 55 e 37 anni di vita religiosa;

Fra Paolo Maria Pasqua morto a Siracusa il 28 giugno 1999 anni 75 e 56 anni di vita religiosa;

Fra Raffaele Maria Montanino morto a Saviano(Na) il 21 giugno 2005 anni 81 e 53 anni di vita religiosa ;

Fra Carlo Maria Ramondetta morto a Siracusa il 28 giugno 2007 anni 77 e 55 anni di vita religiosa;

Fra Amadio Maria Arcopinto morto a Prata Sannita (Ce) il 26 luglio 1990 anni 72 e 53 anni di vita religiosa;

Fra Antonino Maria Mautone morto a Saviano (Na) il 4 agosto 1999 anni 67 e 49 anni di vita religiosa;

Fra Antonio Maria Fedele morto a Napoli il 15 agosto 2000 anni 79 e 46 anni di vita religiosa;

Fra Carmelo Maria Abbate morto a saviano (Na) il 21 agosto 1993 anni 80 e 61 anni di vita religiosa;

Fra Agostino Maria Pappalardo morto il 29 agosto 1975 anni 63 e 47 anni di vita religiosa;

Fra Tarcisio Maria Mascagni morto il 3 settembre 1995 anni 74 e 56 anni di vita religiosa ;

Fra Fortunato Maria Frattin morto a Palma Campania (Na) l’ 11 settembre 1979 anni 83 e 49 anni di vita religiosa ;

Fra Tommaso Maria Chianese morto a Napoli il 15 settembre 2000 anni 79 e 61 anni di vita religiosa;

Fra Carlo Maria Ruocco morto a Saviano l’ 11 ottobre 1996 anni 70 e 53 anni di vita religiosa;

Fra Filippo Maria Arianna morto a Saviano(Na) il 12 ottobre 2004 anni 81 e 62 anni di vita religiosa;

Fra Luigi Maria Coluzzi morto a Napoli il 20 ottobre 1983 anni 73 e 56 anni di vita religiosa;

Fra Mariano Maria Casoria morto a Napoli il 9 novembre 1988 anni 73 e 55 anni di vita religiosa;

Fra Alessio Maria Crispo morto a Avellino il 18 novembre 1993 anni 79 e 63 anni di vita religiosa;

Fra Girolamo Maria Russo Fondatore della Provincia dell’ Italia Meridionale morto a Saviano (Na) il 30 novembre 1970 anni 85 e 67 anni di vita religiosa;

Fra Cirillo Maria Perucatti morto a Napoli il 29 dicembre 1983 anni 66 e 42 anni di vita religiosa;

fra Luigi Maria Mercolino morto a Piedimonte Matese (Ce)il 30 dicembre 2001 anni 79 e 60 anni di vita religiosa.

Fra Agostino Maria Sommese morto a Napoli l’ 8 giugno 2009 anni 95 e 77 anni di vita religiosa;

 

 

 

Guida Piedimonte Matese

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29 juillet, 2011

Le Prieuré de Saint Ortaire …Une Oasis de Prière …Présence d’ une communauté de l’ Ordre des Pères Servites de Marie

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Saint Ortaire est un hameau situé à 1600 m de Bagnoles-de-l’Orne.
La chapelle lui a donné son nom, car administrativement, ce hameau s’appelle « Le Bézier ».
Il fut le siége, aux 16ème et 17ème siècles, d’une sergenterie, des eaux et des forêts et posséda sur la rivière une forge et un moulin, qui fonctionnèrent jusqu’en 1611.

Lieu de pèlerinage très fréquenté naguère le mardi de Pâques, il devait sa réputation à l’ermite Saint Ortaire, qui évangélisa la région vers le VIème siècle. C’était un ascète. Il menait une vie austère, s’alimentant de pain d’orge et buvant de l’eau d’une source qui passait pour posséder des qualités thérapeutiques et qui existe toujours à l’angle ouest du pont de chemin de fer. Saint Ortaire possédait la renommée d’accomplir des cures miraculeuses. Les fidèles qui se rendaient à la chapelle, déposaient sur les arbres entourant le sanctuaire une pierre à hauteur du mal ou de la douleur à guérir. Le volume de la pierre était en rapport avec la gravité de la maladie. Lorsque le caillou tombait d’une façon naturelle, le malade était guéri. Il existe deux chapelles sur le site : la première a été édifiée au début du XXème siècle par le père Chappey sur les soubassements d’un oratoire du XVIème. Elle est desservie par des religieux appartenant à l’Ordre des Servites de Marie. On y prie Saint Ortaire et Saint Pérégrin.
La seconde, la chapelle Saint Ortaire date de 1724, elle fut primitivement élevée en 1336. Elle est dédiée à Saint Ortaire et à Sainte Radegonde.
Le Prieuré et la Chapelle Saint Ortaire :
Sur un bâtiment près de la chapelle Saint-Ortaire, on peut voir un cadran solaire en ardoise.
Il est fixé par des galets. Il s’agit d’un cadran méridional, c’est-à-dire plein sud, comme le mur qui le supporte ne l’est pas, l’ardoise a été orientée pour coïncider avec le méridien du lieu.
Les lignes horaires sont tracées de 6h du matin à 6h du soir.
Le style est constitué d’une tige métallique, il est terminé par une boule.

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Blog du Mouvement des Cursillos francophones du Canada

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13- Paul rencontre Pierre et Jacques
à Jérusalem

Saints Pierre et Paul Saints Pierre et Paul (1)

Paul avait tout à apprendre des
faits et gestes du Christ.
Le chef des apôtres était qualifié
pour les lui donner.

saint BarnabéSaint Barnabé (2)

Entre Paul et Barnabé se développa
une des amitiés les plus fécondes
de l’histoire de l’Église.

Saint Jacques, le MajeurSaint Jacques, le Majeur (3)

Jacques prit la tête des disciples
de Jésus, à Jérusalem.
Toujours désireux de rester
fidèle aux rituels juifs, il rendra
la mission de Paul difficile.

Après son séjour de trois ans en Arabie, Paul éprouvait le besoin de rencontrer les disciples du Christ. Il devait apprendre à connaître tout ce que Jésus avait dit sur les routes de la Palestine, pendant la rencontre de la dernière Cène, lors des apparitions après la résurrection, au matin de la Pentecôte. Il avait tout à apprendre des faits et gestes du Christ.

Dans l’intérêt de l’unité chrétienne, il devait aussi s’informer sur la liturgie telle qu’on la pratiquait dans la communauté de Jérusalem et se familiariser avec la tradition concernant le catéchuménat, le baptême, la célébration de la dernière Cène.

Arrivé à Jérusalem, Paul se retrouve cependant dans une situation difficile, aussi bien avec les Juifs orthodoxes qu’avec les Chrétiens. Tous se méfient de lui et l’évitent le plus possible. Une seule personne a alors essayé de comprendre cet homme converti par le Christ : Barnabé. Un helléniste né à Chypre, il a été capable d’apprécier les qualités du bouillant Paul de Tarse. «Arrivé à Jérusalem, Paul essayait de se joindre aux disciples, mais tous avaient peur de lui, ne croyant pas qu’il fût vraiment disciple. Alors Barnabé le prit avec lui, l’amena aux apôtres et leur raconta comment, sur le chemin, Saul avait vu le Seigneur, qui lui avait parlé, et avec quelle assurance il avait prêché à Damas au nom de Jésus.» (Actes 9, 26-27)

Barnabé est l’un des personnages les plus sympathiques de l’Église primitive. Il découvre en Paul une grande âme d’apôtre. Sa main amicale intervient pour arracher Paul à son isolement et le présenter aux deux apôtres les plus considérés : Pierre et Jacques. Barnabé jouera un très grand rôle dans la vie de Paul. C’est grâce à lui que l’apôtre des nations entra dans le cercle des disciples et qu’il devint un pilier du christianisme. A la suite de cette rencontre, se développa entre Barnabé et Paul l’une des amitiés les plus fécondes de l’histoire de l’Église.

Paul lui-même ne fait qu’une brève allusion à ces événements : «Après trois ans, je suis monté à Jérusalem pour rendre visite à Céphas et demeurai auprès de lui quinze jours; je n’ai pas vu d’autre apôtre, mais seulement Jacques, le frère du Seigneur.» (Galates 1, 18-19)

Pierre toujours affable et accueillant, homme d’une grande simplicité, l’invita probablement à partager son logis dans la maison hospitalière de Marie, la mère de l’évangéliste Marc, dont Barnabé était l’oncle.

De Pierre, Paul apprit à connaître les paroles de l’institution de l’eucharistie, telles qu’il les rappelle aux Corinthiens. Le chef des apôtres était qualifié pour les lui donner. Nous sommes en présence d’un enseignement authentique et solide de la tradition primitive. Avec Pierre, Paul visita probablement le jardin de Gethsémani. L’épître aux Hébreux, qui est écrite dans l’esprit de l’Apôtre, et qui contient son trésor spirituel, fait allusion à la prière du Seigneur pendant son agonie : «C’est ce Christ qui, aux jours de sa vie mortelle, fit monter des prières et des supplications, accompagnées d’un grand cri et de larmes, vers Celui qui pouvait le sauver de la mort». (Hébreux 5, 7)

Lors de ces 15 jours à Jérusalem, Paul rencontra aussi Jacques, le frère du Seigneur. Son appartenance à la famille de Jésus ne fait pas de doute et l’influence qu’il a exercée sur l’Église du premier siècle sera considérable. Quand Pierre s’éloignera de Jérusalem, il prendra la tête des disciples de Jésus. Ce chrétien, toujours désireux de rester fidèle aux rituels de son peuple, rendra la mission de Paul difficile. Le jour viendra où il trouvera Jacques et ses disciples sur sa route, acharnés à anéantir les effets de sa prédication. À partir de ses débuts, le christianisme va se diviser et se combattre lui-même.

Après ces quinze jours à Jérusalem, Paul restera en rapports continus avec les disciples de l’Église-mère et il visitera la ville sainte après chacun de ses voyages missionnaires. L’expression «Je vous ai transmis en premier lieu ce que j’avais moi-même reçu» (1 Corinthiens 15, 3) confirme qu’il se fonde sur une tradition solide, celle des apôtres du Seigneur. Paul nous a rapporté avec fidélité certaines paroles de Jésus, comme celles de l’institution de l’eucharistie, de la mission des disciples et de la doctrine du mariage. La parole de Jésus : «Il y a plus de bonheur à donner qu’à recevoir», qui n’est pas mentionnée dans les Évangiles, c’est Paul qui l’a conservée (Actes 20, 35).

Il est bien évident que, pendant ces quinze jours à Jérusalem, Paul n’a pas passé tout son temps avec Pierre et Jacques. Il était de caractère expansif et combatif. Il se sentait pressé de rendre témoignage à la vérité reconnue et acquise par lui. La synagogue où Paul se rassemblait avec d’autres Juifs de la diaspora, devint alors le théâtre de débats extrêmement violents. Il s’en fallut de peu qu’il ne soit mis à mort, comme Étienne. Le groupe des disciples du Christ tremblait pour sa vie, mais également pour la leur. Ils avaient évité jusque-là tout conflit avec les pharisiens, dont un nombre assez important était venu les rejoindre.

Paul était un danger pour
cette communauté fragile
et craintive.
Son caractère inégal
et provocateur
risquait de déclencher
une persécution générale

Et voici qu’arrive cet imprudent qui n’admet aucun compromis. Les temps étaient troublés et la petite église de Jérusalem était menacée. Tout différend, tout désaccord se réglait avec le couteau et le poignard. Paul était un danger pour cette communauté fragile et craintive. Son caractère inégal et provocateur risquait de déclencher une persécution générale : «Dès lors il allait et venait avec eux dans Jérusalem, prêchant avec assurance au nom du Seigneur. Il s’adressait aussi aux Hellénistes et discutait avec eux; mais ceux-ci machinaient sa perte. L’ayant su, les frères le ramenèrent à Césarée, d’où ils le firent partir pour Tarse.» (Actes 9, 28-30)

Son action se termina donc par un échec plus cuisant encore que celui de Damas. On l’obligea à quitter la ville et le texte ajoute qu’après le départ de Paul, la communauté chrétienne a joui d’une période de tranquillité : «Cependant les Églises jouissaient de la paix dans toute la Judée, la Galilée et la Samarie; elles s’édifiaient et vivaient dans la crainte du Seigneur, et elles étaient comblées de la consolation du Saint Esprit.» (Actes 9, 31)

On défendit à Paul de s’arrêter en route pour visiter les communautés de la côte. «C’est ainsi que je restais inconnu de visage aux communautés de Judée.» De Césarée, Paul traversa à Tyr et Sidon pour se rendre en Séleucie près d’Antioche de Syrie. (Galates 1, 22). Il arriva ensuite à Tarse, sa ville natale.

Échec à Damas, échec à Jérusalem, échec à Césarée, ce n’est pas très reluisant, et ce n’est que le début.

******************

La semaine prochaine : Antioche de Syrie

_____________
(1) L’icône Saint Pierre et Paul provient du site Ordre de Saint André de Caffa Mission italienne
(2) Anonimo lombardo, S. Barnaba, Quadreria Archivesc, Milano. Le prénom du jour.
(3) Vitrail Saint Jacques le Majeur. Une Oasis dans le Désert

Un passé mais encore actuel !

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Trente-deux médicaments à éviter – Ordre de Saint André de Caffa
Ordre de Saint André de Caffa Mission italienne. Trente-deux médicaments à éviter ! Enregistré dans : Non classé, Deisslingen Deutschland, Esorcismo pagina italiana, Patriarcat France, Ordine Sovrano e Militare …

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Sculpteur Martin Damay – Ordre de Saint André de Caffa
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Le magazine de la Fédération compagnonnique des métiers du bâtiment

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 15:50


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Le Compagnonnage
Introduction

Le compagnonnage a pour double but de former des hommes en même temps que des professionnels qualifiés. Il permet à chaque individu l’accomplissement de ses possibilités culturelles et professionnelles, grâce à l’exercice de son métier.

Un diplôme de base en poche, le jeune part faire son « tour de France ». Quatre à six ans sont nécessaires, selon les besoins de chacun, avant d’être reçu « compagnon ». Le jeune « itinérant » va d’étape en étape sur le réseau des sièges de la Fédération compagnonnique (hébergement, restauration, salles de cours), au rythme d’une à deux villes par an, en tant que salarié. Ce voyage permet la découverte des techniques, des matériaux, des méthodes et des moyens de travail, différents d’une région à l’autre et d’un pays à l’autre. Le voyage constitue, au-delà de la rencontre des techniques et des expériences, ce parcours de la vie au cours duquel l’homme se construit grâce aux épreuves à surmonter et aux étapes à franchir.

Parfaire sa formation sur le tour de France c’est :

- approfondir son métier jusqu’à le maîtriser dans les moindres détails,

- apprivoiser la matière,

- intégrer les gestes, les tours de mains ancestraux et les techniques de pointe,

- élargir ses facultés intellectuelles,

- pratiquer l’esprit de solidarité,

- apprendre à transmettre son savoir.

Lorsqu’il se sédentarise à l’issue de son périple, le compagnon est un homme accompli, reconnu et conscient de son rôle au sein de la société contemporaine.
I – Le Compagnonnage
1 – Le Compagnonnage, qu’est-ce que c’est ?

C’est le prolongement d’une méthode d’enseignement technique et philosophique dont le principe remonte aux origines des civilisations humaines.

Une des constantes des sociétés humaines a été de perfectionner les métiers pour aboutir à une parfaite compétence permettant la création harmonieuse du produit. C’est ainsi que les Compagnons qui ont participé à la construction des cathédrales sont aujourd’hui à la pointe des réalisations les plus modernes.

En novembre 2010, le Compagnonnage a été inscrit sur la liste représentative du Patrimoine Culturel Immatériel de l’UNESCO en tant que « réseau de transmission des savoirs et des identités par le métier ».
2 – Sa légende et ses origines :

Certains font naître le Compagnonnage autour de la construction du Temple de Jérusalem, au temps du célèbre roi Salomon, d’autres dans l’Égypte des Pharaons, ou encore au temps des cathédrales et des Templiers.

A Rome, dès le VIe siècle avant Jésus Christ, des collèges d’ouvriers à caractère institutionnel apparurent et les spécialistes se déplacèrent avec les légions.

Il est vraisemblable que le monde Celte a connu des collèges semblables, puisque, assez tôt dans l’histoire, la différenciation des techniques entraîna une division du travail provoquant une hiérarchie des fonctions et l’apparition des castes.

La compétition économique amena la préservation des secrets de fabrication et des tours de main qui ne furent communiqués qu’à des « collègues » sûrs, donc cooptés. Ainsi l’essence même du Compagnonnage est contenue dans le développement des premiers groupes humains. En occident, les ordres conventuels ont été les refuges des « manuels qualifiés » ; Bénédictins, Chartreux, Cisterciens regroupèrent les Compagnons autour de leurs monastères.
3 – Son histoire :

En dehors de la légende, nous retrouvons les premières traces écrites de l’existence du Compagnonnage au XIIe siècle, après le Concile de Troyes. Des manuscrits mentionnent en effet que les ouvriers les plus qualifiés, parmi ceux travaillant à la construction des cathédrales sont « les Compagnons du Saint Devoir de Dieu ». Ces Compagnons obtinrent des franchises, c’est à dire le droit de circuler librement de chantier en chantier. Ils apprirent, par ailleurs, de l’Ordre Templier, la connaissance de la géométrie descriptive et de la décomposition graphique des forces qui leur permirent de construire des édifices scientifiquement calculés.

Cette science, tenue absolument secrète, se transmettait de bouche à oreille, de maître à élève, car elle était une initiation de métier, à ne dévoiler qu’à ceux qui en étaient dignes, c’est-à-dire ceux qui pouvaient eux-mêmes l’appliquer. Cela explique l’extraordinaire qualité de construction des cathédrales des XIIe et XIIIe siècles qui restent des joyaux de notre patrimoine architectural.

Ces mêmes qualités se retrouvent dans les cathédrales construites au début du XIVe siècle par des Compagnons expatriés en Espagne, en Italie du Nord, à Strasbourg et en Europe Centrale.

La Révolution Française qui abolit le corporatisme bourgeois qui pesait sur les ouvriers non Compagnons ne reconnut pas pour autant le droit de coalition, ni celui de grève. Le Compagnonnage des Métiers ayant construit les cathédrales (Tailleurs de pierre, Maçons, Charpentiers, Couvreurs, Serruriers, Menuisiers, Plâtriers), association de fait ayant ses propres structures, fut le catalyseur des espoirs du monde ouvrier.

Le marasme économique qui suivit le Premier Empire incita les ouvriers à chercher un emploi hors de leur région natale. Le Tour de France des Cathédrales fut remplacé par le Tour de France de l’emploi où chacun put augmenter la somme de ses connaissances professionnelles par l’apprentissage de technicités diverses : ce fut l’apogée du Compagnonnage.

Le machinisme qui amena la grande concentration industrielle de la fin du XIXe siècle faillit lui être fatal. Seule une poignée de Compagnons maintint la tradition entre les deux dernières guerres.

Depuis, la démesure de l’univers industriel a ramené, et ramène encore vers le Compagnonnage une jeunesse à la recherche de la « connaissance » revenant aux sources des « vraies vertus » dispensées par le travail. C’est ainsi que le XXIe siècle pourrait être une nouvelle grande époque du Compagnonnage.
4 – Ses perspectives :

Les analystes spécialisés de notre époque, de quelque tendance qu’ils soient, ne parlent que de « l’aliénation culturelle des masses », et c’est vrai si l’on en juge par la « mauvaise humeur à vivre » de nos contemporains. La réponse à ce malaise du siècle ne semble pas se trouver dans la seule consommation de loisirs, même intellectuels.

En fait, la joie de vivre naît de savoir créer avec ses mains, c’est-à-dire, aussi, posséder un Métier véritable, et de ne pas être un individu interchangeable par manque de qualification professionnelle.

Un véritable métier, nécessaire à la survie matérielle, nécessaire aussi à l’accomplissement de l’être, est un facteur d’équilibre social.

Chaque individu possédant l’esprit compagnonnique, aspire, par l’exercice même de son métier, à la réalisation de ses possibilités culturelles et spirituelles. C’est la réponse donnée par le Compagnonnage aux questions du monde contemporain.

En effet, dans ses écoles, il dispense à la jeunesse actuelle un enseignement lui permettant d’apprendre d’authentiques métiers d’une constante valeur marchande. Il cherche aussi à former des techniciens qui, avant d’être l’élite manuelle, sont d’abord des hommes véritables formés selon les plus hautes traditions des métiers du bâtiment et qui leur permet d’accéder aux postes d’encadrement des entreprises.
II – La FCMB

La Fédération Compagnonnique des Métiers du Bâtiment et Autres Activités a été fondée en 1952 par le regroupement des anciennes Sociétés héritières de la tradition compagnonnique. C’est une association de type Loi 1901, reconnue d’Utilité publique depuis 2002.
1 – La Fédération Nationale Compagnonnique des Métiers du Bâtiment :

Son siège est à Paris. Elle regroupe les Fédérations Régionales fédérant elles-mêmes les cinq structures constituant l’ossature de base qui sont :

- la Société des Compagnons Charpentiers des Devoirs du Tour de France

- la Société des Compagnons Maçons Tailleurs de Pierre des Devoirs du Tour de France

- la Société des Compagnons et Affiliés Menuisiers Serruriers du Devoir de Liberté

- la Société des Compagnons Couvreurs Plombiers Zingueurs et Plâtriers du Devoir

- la Société des Peintres et Vitriers du Devoir du Tour de France

Son action porte sur :

- la définition et l’application de la politique compagnonnique nationale,

- la représentation auprès des administrations centrales des Fédérations Régionales,

- l’organisation et la direction des différentes commissions régissant l’enseignement et la gestion au niveau national,

- les relations avec les compagnonnages européens et français,

- la circulation de l’information à l’intérieur et à l’extérieur.

2 – Les Fédérations Régionales Compagnonniques des Métiers du Bâtiment :

Elles regroupent les métiers organisés sous forme de Cayennes ou Chambres.

Leur action porte sur l’intendance en général, à savoir :

- la représentation auprès des administrations publiques et du privé

- l’organisation des stages de formation professionnelle et de l’apprentissage

- la gestion des sièges locaux

- L’organisation des cours de promotion sociale

- La mise à disposition de moyens permettant la pratique du Tour de France
3 – Les métiers (Cayennes ou Chambres) :

Chaque corps de métier est organisé sous forme de Cayenne ou Chambre. Ces dernières sont indépendantes entre elles. Leur action porte sur la vie compagnonnique et l’enseignement promotionnel par les cours de promotion sociale.

Parallèlement à l’organisation administrative, à forme fédérative, dont il vient d’être question, chaque corps de métier se regroupe lui même sur le plan national en cinq Sociétés, individuellement, légalement et rituellement autonomes.

A propos de « CMO »

Déjà plus de 60 ans d’existence pour notre revue, « Compagnons et Maîtres d’œuvre » (CMO ou C&MO pour les habitués) ! Elle existait même avant la création officielle de l’association dont elle se fait le porte-parole, la Fédération Compagnonnique des Métiers du Bâtiment.

En effet, ce sont d’abord les compagnons charpentiers des Devoirs, dont les anciennes sociétés rivales viennent de fusionner après-guerre, qui souhaitent se munir d’un organe de presse, fait par et pour les compagnons : ainsi, en novembre 1946, paraît le premier numéro de « La Voix des Compagnons ».

La première parution de notre revue

Dès le départ, la volonté des charpentiers est d’ouvrir ce journal aux autres corporations compagnonniques. Dans le même temps, la Fédération compagnonnique est en gestation. Créée en 1952, elle regroupe aujourd’hui 5 sociétés : les compagnons charpentiers des Devoirs, les compagnons et affiliés menuisiers et serruriers du Devoir de Liberté, les compagnons maçons tailleurs de pierre des Devoirs, les compagnons passants bons drilles couvreurs, zingueurs, plombiers et plâtriers du Devoir et les compagnons peintres vitriers du Devoir.

Si l’on doit retenir une figure incontournable dans l’existence de notre revue, c’est bien celle de Raoul Vergez, Béarnais l’Ami du Tour de France. Compagnon charpentier, mais aussi écrivain, cinéaste, international de rugby, il est à l’initiative du projet de création d’une revue compagnonnique et il en est le premier rédacteur en chef, jusqu’en 1955. Il retrouve son poste de rédacteur en chef en 1963 : c’est à cette date qu’il décide de changer le titre « La Voix des Compagnons » pour « Compagnons et Maîtres d’œuvre ».

D’autres changements ont animé l’histoire de notre revue, évoluant peu à peu d’un format « journal » en noir et blanc vers un magazine tout en couleurs. Mais surtout, « Compagnons et Maîtres d’œuvre » s’est peu à peu ouvert au-delà du compagnonnage, par les sujets abordés (l’architecture, le voyage, les techniques de construction…), par l’ouverture de l’abonnement à tous, compagnons et profanes, professionnels et amateurs, et par des contributions extérieures à la Fédération compagnonnique. Citons et remercions, parmi ces contributeurs, Jean-Michel Mathonière, auteur, éditeur, commissaire d’exposition spécialiste du compagnonnage (www.compagnonnage.info), qui nous a aidés à améliorer la présentation de la revue (notamment la première page, qu’il a composée) et des auteurs réguliers d’articles, tels Francis Cortal, architecte, qui nous fait partager sa passion pour l’architecture contemporaine, Jean-François Blondel, auteur d’ouvrages sur les compagnons, les cathédrales et autres monuments historiques, ou Jacques Pioch, notamment pour son explication détaillée du chrisme…

Le blog a lui vu le jour en avril 2007. Depuis lors, pour chaque parution de « Compagnons et Maîtres d’œuvre » (la revue est trimestrielle), un article de la revue est retranscrit dans ce blog, avec parfois des illustrations complémentaires ; d’autres compléments devraient faire leur apparition à l’avenir.

Sauf mention contraire, les articles et leurs illustrations sont la propriété de la Fédération nationale compagnonnique des métiers du bâtiment. Si un contenu vous intéresse, merci de prendre contact en laissant un commentaire avec votre adresse e-mail à la suite de l’article qui a attiré votre attention.

Bonne lecture !

Le magazine de la Fédération compagnonnique des métiers du bâtiment  logo-small

27 juillet, 2011

Coordination française pour la Décennie de la culture de non-violence et de paix Alias Coordination française pour la décennie (2000, France, ) Organisation | Paix | Association [www.decennie.org ]

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coordinationfranaisepourladcenniedelaculturedenonviolenceetdepaix.jpg

Coordination française pour la Décennie de la culture de non-violence et de paix
Alias Coordination française pour la décennie
(2000, France, ) Organisation | Paix | Association
[www.decennie.org ]

( en | fr ) La Coordination française pour la Décennie de la culture de non-violence et de paix est une association qui a été créée en novembre 2000 pour coordonner les activités associatives autour de la Décennie internationale de la promotion d’une culture de la non-violence et de la paix au profit des enfants du monde des Nations unies. L’ambition de l’association est de favoriser le passage d’une culture de la violence à une culture de la non-violence, pour le bien des enfants et des adolescents du monde entier . En janvier 2008, elle réunit 76 associations compte plus d’une dizaine de coordinations locales et a reçu le soutien de plus de 130 personnalités qui constituent son Comité de parrainage. Elle est présidée par Christian Renoux. Elle préside la Coordination internationale pour la Décennie de la culture de non-violence et de paix. Elle participe également au groupe de travail Culture de paix de la Commission française pour l’Unesco.

toute la culture sur ulike

Au Bonheur des Autres EDITER Alias Anthropologie de l’aide humanitaire

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 23:24

(2009, France) Livre | Humanitaire | Anthropologie

Résumé ( en | fr ) Une ethnologue chez les humanitaires. Non pour les aider à mieux comprendre les populations, mais pour les étudier, eux, de l’intérieur. Voilà l’objet premier de ce livre. Pour cela, l’auteur a travaillé, pendant plus de dix ans, au sein d’organisations internationales d’aide humanitaire tant à New York, qu’en Asie centrale et en Transcaucasie post-soviétiques. Elle s’est plongée au coeur du système pour en décrypter les enjeux, les lignes de force et les tensions. Cette enquête éclaire d’un jour nouveau l’envers des révolutions qui ébranlent actuellement les anciennes provinces de l’Union soviétique. Si elles concrétisent leurs aspirations démocratiques, les conditions de ces révolutions « spontanées » ont en réalité été préparées de longue date. Dès la disparition de l’URSS, en effet, les agences d’aide humanitaire ont massivement aidé à la création puis au renforcement des ONG locales, dans une région où le concept même d’ONG n’existait pas. Leur but a été de favoriser l’émergence d’un contre-pouvoir fort aux États, afin d’assurer la victoire d’un certain modèle politique dans ces années d’incertitude politique post-guerre froide. Cela est vrai pour tout un éventail d’actions, qui vont de l’éducation, de la défense de la biodiversité à la prévention de l’épidémie de VIH SIDA. Aussi hétéroclites qu’elles puissent paraître pour un observateur non averti, elles s’inscrivent dans une ligne d’approche commune : la construction d’une morale partagée.
People Laëtitia Atlani-duault (chercheur) Organisation Armand Colin (organisation, 1870)

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OSPITALITA’ CONVENTUALE – ABBAZIE, CONVENTI, MONASTERI IN ITALIA

convento

Di conventi e monasteri, di eremi e abbazie è piena l’Italia dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, residenza di monaci, frati o suore appartenenti agli ordini regolari costituivano, dal Medioevo, il tessuto dell’ospitalità ai viandanti prima ancora che nascessero le strutture alberghiere e i centri ricettivi di vario tipo.

Questo elenco di “Abbazie, Monasteri e Conventi italiani” vuole essere semplicemente uno strumento utile per coloro che intendono trascorrere tempi di silenzio e di riposo orante, accompagnati da “guide spirituali”.

Non è mai da sottovalutare la dimensione religiosa e spirituale. In questi luoghi, infatti, viene donata, grazie ad un’accoglienza più umana e cordiale, uno stile di vita che aiuta la riflessione e il ritrovamento di sé, insieme ad un contatto più diretto con Dio.

ABRUZZO – MOLISE

Avezzano

Monastero di Pietracquaria
Monache Benedettine della Carità
67051 Pietraquaia AQ
Tel. 0863/35232 (Accoglienza: si)

Campobasso-Boiano

Convento di San Giovanni dei Celsi
Frati Francescani Cappuccini
Via Santa Maria del Monte
86100 Campobasso CB
Tel. 0874/311486 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di Sant’Onofrio
Frati Francescani Minori
Contrada Montelecanne – 86043 Casacalenda CB
Tel. 0874/841405 (Accoglienza: solo uomini)

Chieti

Abbazia di San Giovanni in Venere
Padri Passionisti
Via S. Giovanni in Venere, 44/B – 66022 Fossacesia CH
Tel. 0872/60132 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di Maria Santissima della Misericordia
Frati Francescani Minori
Via del Convento, 51 – 66010 Lama dei Peligni CH
Tel. 0872/91242 (Accoglienza: no)
Convento San Pasquale Vallaspra
Missionari Oblati di Maria Immacolata
Contrada Vallaspra – Colle Case – 66041 Atessa CH
Tel. 0872/866247 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Maria dei Miracoli
Monaci Benedettini Sublacensi
66020 Casalbordino CH
Tel. 0873/916100 (Accoglienza: si)
Abbazia di San Vincenzo al Volturno
Benedettine
86070 Rocchetta al Volturno IS
Tel. 0865/955246 (Accoglienza: solo donne)

L’Aquila

Convento di San Bernardino
Frati Francescani Minori
Via Vittorio Veneto, 1 – 67100 L’Aquila AQ
Tel. 0862/22255 (Accoglienza: raramente)
Convento di San Bernardino
Frati Francescani Minori
Via Veneto – 67100 L’Aquila AQ
Tel. 0862/22100 (Accoglienza: si)
Convento di San Francesco
Frati Francescani Minori
Via S. Francesco, 4 – 67024 Castelvecchio Subequo AQ
Tel. 0864/79135 (Accoglienza: no)
Convento di San Giuliano
Frati Francescani Minori
Fraz. Di San Giuliano – 67100 L’Aquila AQ
Tel. 0862/314201 (Accoglienza: si)
Convento di Santa Maria d’Oriente
Frati Francescani Minori
67069 Tagliacozzo AQ
Tel. 0863/610257 (Accoglienza: autogestione)
Convento di Sant’Angelo d’Ocre
Frati Francescani Minori
Loc. San Panfilo d’Ocre – 67040 Ocre AQ
Tel. 0862/751396 (Accoglienza: si)
Monastero dei Santissimi Cosma e Damiano
Monache Benedettine
Via del Monaco – 67069 Tagliacozzo AQ
Tel. 0863/67451 (Accoglienza: solo donne)
Monastero di San Leonardo
Monache Cistercensi
Via S. Giuseppe, 2 – 67015 Montereale AQ
Tel. 0862/901271 (Accoglienza: no)
Oasi di San Francesco d’Assisi
Frati Francescani Minori
Viale San Francesco d’Assisi 30 – 67030 Campo di Giove AQ
Tel. 0864/40394 (Accoglienza: si)

Pescara

Abbazia di Santa Maria di Arabona
Salesiani
Via Abbadia – 65024 Manoppello PE
Tel. 085/8561031 (Accoglienza: si)
Convento del Volto Santo
Frati Francescani Cappuccini
65024 Manoppello PE
Tel. 085/859118 (Accoglienza: si)
Convento di Santa Maria del Paradiso
Frati Francescani Minori
Contrada Osservanza 6 – 65028 Tocco da Casauria PE
Tel. 085/880525 (Accoglienza: si)
Convento di Santa Maria di Colleromano
Frati Francescani Minori
Via Colleromano – 65017 Penne PE
Tel. 085/8279529 (Accoglienza: no)

Teramo-Atri

Convento della Madonna dello Splendore
Frati Francescani Cappuccini
Via Maria Santissima dello Splendore – 64021 Giulianova TE
Tel. 085/8003117 (Accoglienza: si)
Convento di San Gabriele
Padri Passionisti
Fraz. Di San Gabriele dell’Addolorata
68040 Isola del Gran Sasso d’Italia TE
Tel. 0861/976145 (Accoglienza: si)
Monastero del Santo Volto
Monaci Benedettini Silvestrini
Via Gramsci, 87 – 64021 Giulianova TE
Tel. 085/8001660 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Chiara
Monache Clarisse
Via di Santa Chiara, 2 – 64032 Atri TE
Tel. 085/87206 (Accoglienza: si)

BASILICATA

Matera

Monastero Madonna di Picciano
Monaci Benedettini Olivetani
Borgata Picciano – 75020 La Martella MT
Tel. 0835/302890 (Accoglienza: si)

Potenza

Convento di San Francesco
Frati Francescani Cappuccini
Piazza Cappuccini – 85042 Lagonegro PZ
Tel. 0973/21131 (Accoglienza: no)

CALABRIA

Catanzaro

Certosa di Santa Maria del Bosco
Monaci Certosini
Loc. Calvario – 88029 Serra San Bruno CZ
Tel. 0963/71253 (Accoglienza: solo uomini)

Cosenza

Convento della Madonna della Catena
Padri Passionisti
Via Santuario – Fr. Laurignano – 87045 Dipignano CS
Tel. 0984/445193 (Accoglienza: si)
Convento di San Francesco di Paola
Frati Minimi
Viale del Santuario – 87027 Paola CS
Tel. 0982/582518 (Accoglienza: si)

CAMPANIA

Avellino

Abbazia di S. Maria di Montevergine
Monaci Benedettini Sublacensi
Loc. Montevergine – 83013 Mercogliano AV
Tel. 0825/72924 (Accoglienza: si)
Abbazia di San Guglielmo al Boleto
Monaci della Comunità Jesus Charitas
Contrada San Guglielmo – 83054 Sant’Angelo dei Lombardi AV
Tel. 0827/24432 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di San Gerardo Maiella
Padri Redentoristi
Via P.le Chiesa Nuova – Loc. Materdomini – 83040 Caposele AV
Tel. 0827/58486 (Accoglienza: si)
Monastero di Maria Santissima di Montevergine
Monache Benedettini
Via Renato Marcone, 56 – 83013 Mercogliano AV
Tel. 0825/787038 (Accoglienza: si)
Abbazia di Santa Maria di Montevergine
Benedettini Sublancensi
83010 Mercogliano AV
Tel. 0825/7871924 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di San Francesco
Francescani Minori Conventuali
Via San Francesco – 83048 Montella AV
Tel. 0827/61218 (Accoglienza: autogestione)

Aversa

Monastero di San Biagio
Benedettine
81031 Aversa CE
Tel. 081/5045712 (Accoglienza: solo donne)

Caserta

Convento di Santa Maria dei Lattani
Frati Francescani Minori
Loc. Monte Lattani – 81035 Roccamonfina CE
Tel. 0823/921037 (Accoglienza: solo uomini)
Monastero di San Benedetto
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Via Silvio Coppola – 81016 Piedimonte Matese CE
Tel. 0823/911173 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Croce
Monache Clarisse
Via San Pasquale – 81052 Pignataro Maggiore CE
Tel. 0823/873814 (Accoglienza: si)

Napoli

Convento del Carmine
Fratelli Carmelitani dell’Antica Osservanza
P.za Carmine, 2 – 80100 Napoli
Tel. 081/201196 (Accoglienza: no)
Convento di San Domenico Maggiore
Frati Predicatori Domenicani
P.za San Domenico, 81° – 80100 Napoli
Tel. 081/459298 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Chiara
Frati Francescani Minori
Via Santa Chiara, 49 – 80100 Napoli
Tel. 081/552609 (Accoglienza: no)
Monastero di San Paolo
Benedettine
Via Deserto, 23 – 80064 Sant’Agata dei due Golfi NA
Tel. 081/8780199 (Accoglienza: si)

Salerno

Abbazia della Trinità
Monaci Benedettini Cassinesi
Via Badia di Cava – 84013 Cava dei Tirreni SA
Tel. 089/463922 (Accoglienza: no)
Convento dei Getsemani
Frati Francescani Minori
Via Roma, 25 – 84047 Capaccio SA
Tel. 0828/821033 (Accoglienza: si)
Convento di Pollica
Frati Francescani Minori
Salita Mazzoiotti – 84068 Pollica SA
Tel. 0974/9010031 (Accoglienza: si)
Monastero del Santissimo Redentore
Monache Redentoriste
Via Monastero, 15 – 84010 Scala SA
Tel. 089/857110 (Accoglienza: no)
Monastero di Sant’Antonio Abate
Monache Benedettine
Via delle Monache, 2 – 84025 Eboli SA
Tel. 0828/366078 (Accoglienza: solo donne)

Teano-Calvi

Monastero di Santa Caterina
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Via Largo Giardino, 1 – 81057 Teano CE
Tel. 0823/875082 (Accoglienza: si)

EMILIA ROMAGNA

Bologna

Convento dell’Osservanza
Frati Francescani Minori
Via Osservanza, 88 – 40136 Bologna
Tel. 051/580597 (Accoglienza: si)
Convento di San Giuseppe
Frati Francescani Cappuccini
Via Bellinzona, 6 – 40135 Bologna
Tel. 051/410545 (Accoglienza: no)
Monastero del Corpus Domini della Santa
Monache Clarisse
Via Tagliapietre, 23 – 40123 Bologna
Tel. 051/331274 (Accoglienza: no)

Cesena-Sarsina

Convento delle Stimmate di San Francesco
Frati Cappuccini
Salita Cappuccini 341 – 47023 Cesena FO
Tel. 0547/22299 (Accoglienza: si)

Faenza-Modigliana

Monastero di San Maglorio
Monache Benedettine Camaldolesi
Via Ospitalacci, 43 Loc. Celle – 48018 Faenza RA
Tel. 0546/21586 (Accoglienza: si)

Ferrara

Abbazia di Pomposa
Parrocchia Diocesana
Via Centro 10 – 44020 Pomposa FE
Tel. 0533/19088 (Accoglienza: no)
Monastero di San Giorgio
Monaci Benedettini Olivetani
P.za San Giorgio, 29 – 44100 Ferrara
Tel. 0532/62231 (Accoglienza: si)
Monstero di Sant’Antonio Abate in Polesine
Monache Benedettine
Via Gambone, 15 – 44100 Ferrara
Tel. 0532/64068 (Accoglienza: si)

Forlì

Abbazia di Santa Maria del Monte
Monaci Benedettini Cassinesi
Via del Monte – 47023 Cesena FO
Tel. 0547/302061 (Accoglienza: solo uomini)
Carmelo di Santa Maria della Vita
Monache della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
Via Pascoli, 9 – 47030 Sogliano al Rubicone FO
Tel. 0541/948181 (Accoglienza: si)

Modena

Abbazia di Nonantola
Parrocchia Diocesana
P.za Abbazia – 41015 Nonantola MO
Tel. 059/549053 (Accoglienza: no)
Abbazia di San Pietro
Monaci Benedettini Cassinesi
Via San Pietro, 7 – 41100 Modena
Tel. 059/223136 (Accoglienza: si)
Convento della Verucchia
Frati Francescani Minori
Via Rosola di Zocca – 41059 Zocca MO
Tel. 059/987088 (Accoglienza: si)
Convento di San Francesco
Frati Francescani Cappuccini
Viale Martiri, 61 – 41026 Pavullo nel Frignano MO
Tel. 0536/20426 (Accoglienza: solo uomini)

Parma

Abbazia di San Giovanni Evangelista (Torrechiara)
Monaci Benedettini Cassinesi
P.za S. Giovanni Evangelista, 1 – 43100 Parma
Tel. 0521/235592 (Accoglienza: si)
Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Missionari Identes
Via F. Provesi,. 39 – 43011 Busseto PR
Tel. 0524/930154 (Accoglienza: si)
Convento della Beata Vergine del Santo Rosario
Domenicani
43012 Fontanellato PR
Tel. 0521/829911 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Maria della Neve
Monaci Benedettini Sublacensi
43010 Torrechiara PR
Tel. 0521/355178 (Accoglienza: si)

Piacenza

Abbazia di Chiaravalle della Colomba
Monaci Cistercesi di Calamari – 29010 Alseno PC
Tel. 0523/940132 (Accoglienza: raramente)
Monastero di San Raimondo
Monache Benedettine
Corso Vittorio Emanuele 154 – 29100 Piacenza
Tel. 0523/326625 (Accoglienza: si)

Ravenna

Monastero di Santa Umiltà
Monache Benedettine Vallombrosane
48018 Faenza RA
Tel. 0546/21235 (Accoglienza: no)
Monastero di Sant’Apollinare in Classe
Monaci Benedettini Vallombrosiani
Via Romea Sud 216 – Classe – 48100 Ravenna
Tel. 0544/27004 (Accoglienza: no)

Reggio Emilia

Monastero di Santa Maria dell’Olmo
Monache Serve di Maria
Strada Bassa, 3 – 42027 Montecchio Emilia RE
Tel. 0522/864260 (Accoglienza: si)

Repubblica di San Marino

Convento di Santa Maria
Frati Servi di Maria – Loc. Valdragone – 47031 Borgo Maggiore RSM
Tel. 0549/903237 (Accoglienza: si)

Monastero di Santa Chiara

Monache Clarisse
Via Fiordaliso – Valdragone – 47031 Borgo Maggiore RSM
Tel. 0549/903213 (Accoglienza: si)

LAZIO

Civitavecchia-Tarquinia

Convento di San Francesco
Frati Francescani Minori
Via Porta Tarquinia, 4 – 01016 Tarquinia VT
Tel. 0766/840848 (Accoglienza: si)

Frosinone

Abbazia di Calamari
Monaci Cistercesi di Calamari
03029 Veroli FR
Tel. 0775/282371 (Accoglienza: si)
Abbazia di Montecassino
Monaci Benedettini Cassinesi
03043 Cassino FR
Tel. 0776/311529 (Accoglienza: raramente, solo uomini)
Certosa di Trisulti
Monaci Cistercesi di Calamari
03010 Collepardo FR
Tel. 0775/47024 (Accoglienza: si)
Convento della Nostra Signora del Carmine
Frati Carmelitani Scalzi
Via Pietro Corvi – 03024 Ceprano FR
Tel. 0775/47024 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di San Lorenzo
Frati Francescani Minori
Contrada San Lorenzo – 03010 Piglio FR
Tel. 0775/502074 (Accoglienza: si)
Convento di San Sosio
Padri Passionisti
Via San Sosio – 03020 Falvaterra FR
Tel. 0775/90013 (Accoglienza: si)
Monastero Beatae Mariae Virginis Assumptae
Monache Benedettine
Piazza de’ Franconi, 3 – 03029 Veroli FR
Tel. 0775/365020 (Accoglienza: no)
Monastero di San Giovanni Battista
Monache Benedettine
Via San Pietro – 03022 Boville Ernica FR
Tel. 0775/37019 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Scolastica
Monache Benedettine
P.za Santa Scolastica – 03043 Cassino FR
Tel. 0776/21267 (Accoglienza: no)
Monstero della Santissima Annunziata
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Largo Ignazio Danti, 2 – 03011 Alatri FR
Tel. 0775/434690 (Accoglienza: solo donne)

Gaeta

Monastero della SS Trinità alla Montagna Spaccata
Missionari PIME
Via Trinità, 3 – 04024 Gaeta LT
Tel. 0771/462068 (Accoglienza: si)

Grottaferrata

Abbazia di San Nilo
Monaci Basiliani di rito greco
00046 Grottaferrata RM
Tel. 06/9459309 (Accoglienza: si)
Abbazia di Santa Maria
Monaci Brasiliani
Corso del Popolo, 128 – 00046 Grottaferrata RM
Tel. 06/9459309 (Accoglienza: no)

Latina

Abbazia di Fossanova
Frati Francescani Conventuali
04015 Priverno LT
Tel. 0773/93061 (Accoglienza: raramente)
Abbazia di Valvisciolo
Monaci Cistercesi di Calamari
04010 Sermoneta LT
Tel. 0773/30013 (Accoglienza: raramente)
Convento dell’Immacolata
Monache Benedettine di Santa Priscilla
P.za Alcide de Gasperi, 7 – 04017 San Felice Circeo LT
Tel. 0773/548002 (Accoglienza: no)

Riano

CITTADELLA ECUMENICA TADDEIDE
Via Taddeide 42
00160 RIANO (RM)
Tel +39069034614
Fax+39069031099
(Accoglienza: si oltre 150 posti)

Rieti

Abbazia di Santa Maria di Farfa
Monaci Benedetti Cassinesi
02032 Fara Sabina RI
Tel. 0765/277065 (Accoglienza: si)
Convento di Fonte Colombo
Frati Francescani Minori
02100 Rieti
Tel. 0746/210125 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di Greccio
Frati Francescani Minori
Fraz. San Francesco – 02040 Greccio RI
Tel. 0746/750127 (Accoglienza: raramente)
Convento di Montefiolo
Monache Benedettine di Santa Priscilla
02041 Casperia RI
Tel. 0765/63021 (Accoglienza: si)
Convento di San Giacomo
Frati Francescani Minori
Via Francescana – 02018 Poggio Bustone RI
Tel. 0746/688916 (Accoglienza: si)
Convento di Santa Maria La Foresta
Frati Francescani Minori
02100 Rieti
Tel. 0746/200085 (Accoglienza: si)
Convento di Sant’Antonio
Frati Francescani Minori
Via Fonte Cottorella, 2 – 02100 Rieti
Tel. 0746/200690 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Caterina
Monache Benedettine
Piazza Marchesi, 3 – 02015 Cittaducale RI
Tel. 0746/62106 (Accoglienza: si)

Roma

Abbazia delle Tre Fontane
Monaci Trappisti
Via delle Acque Salvie, 1 – 00100 Roma
Tel. 06/5401655 (Accoglienza: solo uomini)
Abbazia di Nostra Signora del SS. Sacramento
Monaci Cistercensi Trappisti della Stretta Osservanza
Via Appia Nuova, 37 – 00040 Frattocchie RM
Tel. 06/9300265 (Accoglienza: si)
Abbazia di San Bernardo alle Terme di Diocleziano
Monaci Cistercensi Congregazione Romana di San Bernardo
Via Torino, 94 – 00184 Roma
Tel. 06/4882122 (Accoglienza: solo uomini)
Abbazia di San Gregorio al Celio
Monaci Benedettini Camaldolesi
Piazza S. Gregorio, 1 – 00100 Roma
Tel. 06/7008227 (Accoglienza: solo uomini)
Abbazia di San Paolo Fuori le Mura
Monaci Benedettini Cassinesi
Via Ostiense, 186 – 00100 Roma
Tel. 06/5410341 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di San Cosimato
Frati Francescani Minori
Borgata San Cosimato – 00029 Vicovaro RM
Tel. 0774/492391 (Accoglienza: si)
Convento di Santa Maria della Scala
Frati Carmelitani Scalzi
P.za della Scala, 23 – 00100 Roma
Tel. 06/5806233 (Accoglienza: no)
Convento di Santa Sabina
Frati Predicatori Domenicani
P.za Pietro d’Illiria – 00100 Roma
Tel. 06/57941 (Accoglienza: raramente)
Convento S. Carlo Quattro Fontane
Frati Trinitari
Via del Quirinale, 23 – 00100 Roma
Tel. 06/4883261 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Croce in Gerusalemme
Monaci Cistercensi
P.za S. Croce in Gerusalemme, 12 – 00185 Roma
Tel. 06/7014769 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Priscilla
Monache Benedettine
Via Salaria, 430 – 00199 Roma
Tel. 06/86206272 (Accoglienza: solo donne)
Monastero di Santa Scolastica
Monache Benedettine
Via Provinciale Nazzaro, 11 – 00060 Civitella San Paolo RM
Tel. 0765/335114 (Accoglienza: solo donne)
Monastero di Santa Susanna
Monache Cistercensi
Via XX Settembre, 14 – 00187 Roma
Tel. 06/464256 (Accoglienza: solo donne)
Monastero di Sant’Anastasia
Monaci Benedettini Olivetani
Via dei Cerchi, 87 – 00186 Roma
Tel. 06/6780702 (Accoglienza: no)
Monastero di Santo Stefano
Monaci Benedettini Silvestrini
Via S. Stefano del Cacco, 26 – 00186 Roma
Tel. 06/6793860 (Accoglienza: no)
Sacro Ritiro di San Francesco
Frati Francescani Minori
Fraz. San Francesco – 00030 Bellegra RM
Tel. 06/9565291 (Accoglienza: si)
Monastero del Sacro Speco di San Benedetto
Monaci Benedettini Sublacensi
Loc. Sacro Speco – 00028 Subiaco RM
Tel. 0774/85039 (Accoglienza: solo uomini)
Monastero di S. Scolastica
Monaci Benedettini Sublacensi
Loc. Santa Scolastica – 00028 Subiaco RM
Tel. 0774/85525 (Accoglienza: si)

Viterbo

Convento della SS. Trinità
Frati Agostiniani
P.za della Trinità, 8 – 01100 Viterbo VT
Tel. 0761/342808 (Accoglienza: si)
Convento di Santa Maria del Paradiso
Frati Francescani Minori
Via del Paradiso, 22 – 01100 Viterbo VT
Tel. 0761/343182 (Accoglienza: no)
Convento di Sant’Angelo
Padri Passionisti
Fraz. Di Cura – 01013 Vetralla VT
Tel. 0761/471285 (Accoglienza: si)
Convento di Sant’Eutizio
Padri Passionisti
Via del Convento, 18 – 01038 Soriano nel Cimino VT
Tel. 0761/759057 (Accoglienza: no)
Convento Maria Santissima ad Rupes
Padri Mechaeliti
01030 Castel Sant’Elia VT
Tel. 0761/557729 (Accoglienza: si)
Monastero di Nostra Signora di San Giuseppe
Monache Cistercensi Trappiste della Stretta Osservanza
Via della Stazione, 19 – 01030 Vitorchiano VT
Tel. 0761/370017 (Accoglienza: si)
Monastero di San Pietro
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Via Largo San Pie tro, 31 – 01027 Montefiascone VT
Tel. 0761/826066 (Accoglienza: si)
Monastero di San Vincenzo Martire
Monaci Benedettini Silvestrin i
Via San Vincenzo, 88 – 01030 Bassano Romano VT
Tel. 0761/634007 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Maria delle Grazie
Monache Benedettine
Via delle Grazie, 9 – 01028 Orte VT
Tel. 0761/403267 (Accoglienza: si)
Monastero Regina Pacis
Monache Benedettine
Strada del Giardino 4 – Fraz. Di Cura – 01013 Vetralla VT
Tel. 0761/481519 (Accoglienza: solo donne)

LIGURIA

Albenga-Imperia

Convento di San Domenico
Frati Domenicani
Piazza Beato Cristoforo, 6 – 18018 Teggia IM
Tel. 0184/476254 (Accoglienza: solo uomini)
Monastero di Santa Chiara
Monache Clarisse
Via Santa Chiara, 24 – 18100 Imperia IM
Tel. 0183/62762 (Accoglienza: no)

Genova

Abbazia di San Nicolò del Boschetto
Opera Pia Don Orione
Via del Boschetto da Corso Perrone – 16151 Genova GE
Tel. 010/440693 (Accoglienza: no)
Abbazia di Santa Maria della Castagna
Monaci Benedettini Sublacensi
Via Romana della Castagna, 17 – 16148 Genova GE
Tel. 010/336292 (Accoglienza: si)
Convento di Nostra Signora del Monte
Frati Francescani Minori
Salita Nostra Signora del Monte, 15 – 16143 Genova GE
Tel. 010/505854 (Accoglienza: si)
Convento di Santa Maria di Castello
Frati Predicatori Domenicani
Salita S. Maria di Castello – 16100 Genova GE
Tel. 010/2549511 (Accoglienza: no)
Monastero di San Prospero
Monaci Benedettini Olivetani
Via Antica Romana 59
16032 Camogli GE
Tel. 0185/770131 (Accoglienza: autogestione)
Monastero di Santa Chiara
Monache Clarisse
Salita Superiore della Noce, 8 – 16131 Genova GE
Tel. 010/3778021 (Accoglienza: no)

La Spezia

Convento di San Francesco
Frati Francescani Cappuccini
Salita San Cristoforo – 19016 Monterosso al Mare SP
Tel. 0187/817531 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Croce del Corvo
Frati Carmelitani Scalzi e Monache Carmelitane di Santa Teresa
Via Monte Marcello 54 – Punta Bianca – 19030 Bocca di Magra SP
Tel. 0187/65791 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Maria del Mare
Monache Benedettine
P.le Santo Stefano, 1 – 19134 Marinasco SP
Tel. 0187/701126 (Accoglienza: si)

Savona

Abbazia di Santa Maria – Finale Pia
Monaci Benedettini Sublacensi
Via Santuario, 59 – 17024 Finale Ligure SV
Tel. 019/601700 (Accoglienza: si)
Convento della Madonna della Pace
Padri Devoniani
Via della Pace – 17013 Albisola Superiore SV
Tel. 019/489902 (Accoglienza: si)
Convento di Monte Carmelo
Frati Carmelitani Scalzi
Via Costino Monte Carmelo, 2 – 17025 Loano SV
Tel. 019/668023 (Accoglienza: no)
Convento del Deserto di Varazze
Frati Carmelitani Scalzi
Loc. Faie – 17019 Varazze SV
Tel. 019/918050 (Accoglienza: si)

Ventimiglia-S.Remo

Monastero del Carme lo di Sant’Elia
Monache Carmelitane Scalze
Via Padre Semeria, 19 – 18038 Sanremo IM
Tel. 0184/60470 (Accoglienza: no)

LOMBARDIA

Bergamo

Abbazia di San Giacomo Apostolo
Monaci Benedettini Cassinesi
P.za Giuramento, 4 – 24030 Pontida BG
Tel. 035/795025 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di Baccanello
Frati Minori Francescani
P.za S. Francesco – Loc. Baccanello – 24033 Calusco d’Adda BG
Tel. 035/791063 (Accoglienza: autogestione)
Monastero di San Benedetto
Monaci Benedettini
Via S. Alessandro, 51 – 24122 Bergamo
Tel. 035/247461 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Grata
Monache Bendettine
Via Arena, 24 – 24129 Bergamo
Tel. 035/237069 (Accoglienza: si)

Brescia

Abbazia di Maguzzano
Poveri Servi e Povere Serve della Divina Provvidenza
Via Maguzzano, 6 – 25017 Lonato BS
Tel. 030/9130182 (Accoglienza: si)
Abbazia di San Nicolò
Monaci Benedettini Olivetani
25050 Rodengo BS
Tel. 030/610182 (Accoglienza: si)
Convento dell’Annunciata
Frati Servi di Maria
P.za Santissima Annunciata, 2 – 25038 Rovato BS
Tel. 030/7721377 (Accoglienza: si)
Convento di San Pietro Apostolo
Frati Francescani Minori
Via San Francesco d’Assisi, 18 – 25086 Rezzato BS
Tel. 030/2590615 (Accoglienza: si)
Convento Madonna della Neve
Frati Carmelitani Scalzi
Via Nigoline, 2 – 25030 Adro BS
Tel. 030/73656623 (Accoglienza: no)

Como

Abbazia dell’Acquafredda
Frati Cappuccini
Via dell’Acquafredda, 16 – 22016 Lenno CO
Tel. 0344/55208 (Accoglienza: si)
Abbazia di Santa Maria e S. Nicolò
Monaci Cistercensi di Calamari
Fraz. Olgiasca – 22050 Colico CO
Tel. 0341/940331 (Accoglienza: si)
Convento del Sacro Cuore
Frati Francescani Minori
Via Montebello, 28 – 22072 Cermenate CO
Tel. 031/771736 (Accoglienza: solo uomini)
Monastero del Santissimo Salvatore
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Via Stazione, 1 – 22070 Grandate CO
Tel. 031/564823 (Accoglienza: no)
Monastero di S. Maria del Monte Carmelo
Monache Carmelitane Scalze
Via Colagro – Loc. Concenedo – 22040 Barzio LC
Tel. 0341/996586 (Accoglienza: no)

Cremona

Convento La Madonna della Fontana
Frati Francescani Cappuccini
Viale del Santuario, 2 – 26041 Casalmaggiore CR
Tel. 0375/42279 (Accoglienza: solo religiosi)

Lodi

Abbadia di Cerreto
Ordine Diocesano-Parrocchia Assunzione Beata Vergine Maria
Piazza Abbadia – 20070 Abbadia di Cerreto LO
Tel. 0371/72219 (Accoglienza: no)

Milano

Abbazia dei SS. Pietro e Paolo – Viboldone
Monache Benedettine
Via dell’Abbazia, 6 – 20098 San Giuliano Milanese MI
Tel. 02/9841203 (Accoglienza: si)
Abbazia di Chiaravalle
Monaci Cistercensi di San Bernardo d’Italia
Via San Arialdo, 102 – 20139 Milano
Tel. 02/57403404 (Accoglienza: si)
Abbazia di Chiaravalle Milanese
Monaci Cistercensi della Congregazione di San Bernardo
Via S. Arialdo, 102 – 20100 Milano
Tel. 02/57403404 (Accoglienza: si)
Abbazia di San Benedetto
Monaci Benedettini Olivetani
Via Stefano da Seregno, 100 – 20038 Seregno MI
Tel. 0362/231772 (Accoglienza: si)
Abbazia Santa Maria di Moribondo
Servi del Cuore Immacolato di Maria
P.za S. Bernardo, 1 – 20081 Morimondo MI
Tel. 02/945206 (Accoglienza: no)
Convento della Divina Maternità
Frati Carmelitani Scalzi
Via Benigno Calvi 9 – Concesa – 20056 Trezzo sull’Adda MI
Tel. 02/90961489 (Accoglienza: si)
Convento di S. Maria delle Grazie
Frati Predicatori Domenicani
Via A.G. Sassi, 3 – 20100 Milano
Tel. 02/4676111 (Accoglienza: raramente)
Monastero di San Benedetto
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Via Felice Bellotti, 10 – 10129 Milano
Tel. 02/799495 (Accoglienza: si)

Pavia

Certosa di Pavia
Monaci Cistercensi di Calamari
Via Monumenti – Loc. Certosa di Pavia – 27012 Pavia
Tel. 0382/925613 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di Sant’Agostino
Frati Agostiniani
P.za S. Pietro in Ciel d’Oro – 27100 Pavia
Tel. 0382/303036 (Accoglienza: no)

Varese

Monastero di Beata M. Vergine Mediatrice
Monache Claustrali Passioniste
Via Santa Caterina, 2 – 21040 Gornate Olona VA
Tel. 0331/820105 (Accoglienza: si)
Monastero di San Francesco
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Via Giovanni Tenconi, 1 – 21013 Gallarate VA
Tel. 0331/793147 (Accoglienza: si)

MARCHE

Ancona

Convento di S. Giuseppe a Copertino
Frati Francescani Conventuali
P.za Gallo, 10 – 60027 Osimo AN
Tel. 071/714523 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di Santa Maria della Pace
Frati Francescani Minori
Via La Pace, 1 – 60047 Sassoferrato AN
Tel. 0732/9334 (Accoglienza: si)
Monastero del Sacro Cuore
Monache Benedettine
Corso Don Minzoni, 74 – 60047 Sassoferrato AN
Tel. 0732/9306 (Accoglienza: no)
Monastero di San Luca
Monache Benedettine
Via Saffi, 34 – 60044 Fabriano AN
Tel. 0732/21762 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Chiara
Monache Clarisse
Vicolo delle Monache – 60024 Filottrano AN
Tel. 0731/7220351 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Margherita
Monache Benedettine
Via del Poio, 33 – 60044 Fabriano AN
Tel. 0732/21936 (Accoglienza: si)
Monastero Santissimi Biagio e Romualdo
Monaci Benedettini Camaldolesi
Piazza Manin, 12 – 60044 Fabriano AN
Tel. 0732/21935 (Accoglienza: si)

Ascoli Piceno

Monastero di San Lorenzo
Monache Benedettine
Via Nazario Sauro, 12 – 63021 Amandola AP
Tel. 0736/847532 (Accoglienza: si)
Monastero Corpus Domini
Monache Domenicane
Via San Liberato, 5 – 62020 Loro Piceno MC
Tel. 0733/509194 (Accoglienza: no)
Monastero di San Marco
Monache Benedettine
Via Roma, 72 – 63035 Offida AP
Tel. 0736/880805 (Accoglienza: solo donne)
Monastero di Santa Caterina
Monache Benedettine
Via Roma, 29 – 63028 Santa Vittoria Matenano AP
Tel. 0734/780132 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Caterina da Siena
Monache Domenicane
Via Michelangelo Buonarroti, 4 – 63038 Ripatransone AP
Tel. 0735/9276 (Accoglienza: solo pernottamento)
Monastero di Sant’Onofrio
Monache Benedettine
Piazza Ventidio Basso, 21 – 63100 Ascoli Piceno
Tel. 0736/259608 (Accoglienza: solo donne)
Oasi di Santa Maria dei Monti
Frati Francescani Minori
Via Monti, 12 – 63013 Grottammare AP
Tel. 0735/631081 (Accoglienza: si)

Fano-Fossombrone

Convento del Beato Benedetto Passionei
Frati Francescani Cappuccini
Fraz. Colle San Giovanni – 61034 Fossombrone PS
Tel. 0721/714626 (Accoglienza: si)

Fermo

Monastero di San Giuliano
Monache Benedettine
Viale Trento, 21 – 63023 Fermo AP
Tel. 0734/228720 (Accoglienza: solo donne)

Macerata

Abbazia di Chiaravalle di Piastra
Monaci Benedettini Cistercensi
Loc. Piastra – 62010 Sforzacosta MC
Tel. 0733/2021290 (Accoglienza: si)
Abbazia di Chiaravealle di Piastra
Monaci Cistercensi della Congregazione di San Bernardo
62010 Sforzacosta MC
Tel. 0733/283260 (Accoglienza: raramente)
Convento del Santissimo Crocefisso
Frati Francescani Minori
Via Santissimo Crocefisso, 1 – 62010 Treia MC
Tel. 0733/216848 (Accoglienza: si)
Convento del Santissimo Salvatore
Frati Francescani Cappuccini
Via dei Cappuccini, 45 – 62067 San Severino Marche MC
Tel. 0733/638126 (Accoglienza: solo uomini)
Convento della Quercia Noviziato di S. Gabriele
Padri Passionisti
Via Castellano, 36 – 62010 Morrovalle MC
Tel. 0733/221273 (Accoglienza: si)
Convento di Renacavata
Frati Cappuccini
62032 Camerino MC
Tel. 0737/644480 (Accoglienza: si)
Convento di San Nicola
Frati Agostiniani
P.za Silveri – 62029 Tolentino MC
Tel. 0733/969996 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di San Nicola
Frati Agostiniani
Piazza San Nicola, 1 – 62069 Tolentino MC
Tel. 0733/969996 (Accoglienza: si)
Convento S. Maria delle Grazie e Santuario di S. Pacifico
Frati Francescani Minori
Via San Pacifico Divini, 15 – 62027 San Severino Marche MC
Tel. 0733/638110 (Accoglienza: si)
Monastero di San Giuseppe
Monache Clarisse
Via Roma, 11 – 62010 Pollenza MC
Tel. 0733/549216 (Accoglienza: no)
Monastero di San Lorenzo
Monache Clarisse
P.za Vittorio Emanuele II, 13 – 62031 Belforte del Chienti MC
Tel. 0733/906112 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Caterina
Monache Benedettine
Via Leopardi, 28 – 62020 Monte San Martino MC
Tel. 0733/660105 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Caterina in San Sisto
Monache Benedettine
Via Mariano Cutini, 15 – 62018 Potenza Picena MC
Tel. 0733/671333 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Chiara
Monache Clarisse
Via Medici, 20 – 62032 Camerino MC
Tel. 0737/3305 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Maria dei Lumi
Monaci Cistercensi
Via Madonna dei Lumi, 50 – 62027 San Severino Marche MC
Tel. 0733/638100 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Maria delle Rose
Monache Benedettine
Via Castello, 11 – 62020 Sant’Angelo in Pontano MC
Tel. 0733/661206 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Sperandia
Monache Benedettine
Via Santa Speranza, 11 – 62011 Cingoli MC
Tel. 0733/602532 (Accoglienza: si)
Monstero di Santa Caterina
Monache Cistercensi
Via Castello del Monte, 4 – 62027 San Severino Marche MC
Tel. 0733/638171 (Accoglienza: si)

Pesaro

Convento del Beato Sante
Frati Francescani Minori
Loc. Passo – 61024 Mombaroccio PS
Tel. 0721/471122 (Accoglienza: si)
Convento di San Francesco
Frati Francescani Minori
Loc. Montefiorentino – 61020 Frontino PS
Tel. 0722/71134 (Accoglienza: si)
Convento di Santa Maria del Soccorso
Frati Agostiniani
Via S. Maria del Soccorso, 6 – 61030 Cartoceto PS
Tel. 0721/898106 (Accoglienza: si)
Monastero di S. Antonio da Padova
Monache Agostiniane
Via Rupe, 1 – 61016 Pennabilli PS
Tel. 0541/918412 (Accoglienza: si)
Monastero di S. Pietro e di Santa Cecilia
Monache Benedettine
Via Pian del Vescovo, 5 – 61043 Cagli PS
Tel. 0721/787331 (Accoglienza: no)
Monastero di San Nicolò
Monache Domenicane
Via Antonio Celli, 15 – 61043 Cagli PS
Tel. 0721/787378 (Accoglienza: no)

Senigallia

Monastero-Abbazia di Santa Lucia
Parrocchia Diocesana
Corso del Popolo, 26 – 60048 Serra San Quirico AN
Tel. 0731/86096 (Accoglienza: autogestione)

Urbino-Urbania

Monastero di Santa Caterina
Monache Agostiniane
Via Aurelio Saffi, 36 – 61029 Urbino PS
Tel. 0722/2506 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Maria Maddalena
Monache Benedettine
Largo S. Veronica Giuliani, 5 – 61049 Urbania PS
Tel. 0722/319533 (Accoglienza: no)

PIEMONTE – VALLE D’AOSTA

Aosta

Convento di Santa Caterina
Suore di San Giuseppe
Via Anfiteatro, 2 – 11100 Aosta AO
Tel. 0165/238536 (Accoglienza: no)
Foyer de Charité
Associazione Foyer de Charité
Località Salera, 3 – 11027 Emarese AO
Tel. 0166/519132 (Accoglienza: si)
Casa Ospitaliera del Gran San Bernardo
Canonici Regolari della Casa
Via Flassin, 1 – 11010 St. Poien AO
Tel. 0165/78247 (Accoglienza: si)
Monastero Mater Misericordiae
Monache Carmelitane Scalze
Loc. Villair de Quart – 11020 Quart AO
Tel. 0165/765848 (Accoglienza: no)

Biella

Comunità monastica di Bose
Località Bose – 13887 Magnano BI
Tel. 015/679185 (Accoglienza: si)

Casale Monferrato

Sacro Monte di Crea
Loc. Santuario – 15020 Ponzano Monferrato AL
Tel. 0142/940109 (Accoglienza: si)

Cuneo

Certosa di Santa Maria di Pesio
Missionari della Consolata
Loc. Certosa di Pesio – 12010 San Bartolomeo CN
Tel. 0171/738123 (Accoglienza: si)
Monastero della Beata Margherita
Monache Domenicane
Strada Serre, 10 – 12051 Alba CN
Tel. 0173/440182 (Accoglienza: si)
Monastero della Madonna della Fiducia
Monache Benedettine
Via Provinciale Marozzo – San Biagio – 12080 Pogliola CN
Tel. 0174/686298 (Accoglienza: si)
Monastero della Madonna dell’Unione di Boschi
Monaci Cistercensi Trappisti della Stretta Osservanza
Loc. Boschi – 12080 Monasterodi Vasco CN
Tel. 0174/563388 (Accoglienza: solo uomini)
Monastero di San Benedetto
Monaci Benedettini
Fraz. Prandi, 1 – 12050 San Benedetto Belbo CN
Tel. 0173/796172 (Accoglienza: si)
Monastero Semplice di S. Maria Nascente
Monaci Benedettini Cassinesi
Loc. Monastero – 12020 Marmora CN
Tel. 0171/998141 (Accoglienza: solo uomini)

Fossano

Monastero Santissima Annunziata
Monache Cistercensi
Via dell’Annunziata, 13 – 12045 Fossano CN
Tel. 0172/60879 (Accoglienza: no)

Novara

Abbazia Mater Ecclesiae
Monache Benedettine
Isola di San Giulio – 28016 Orta NO
Tel. 0322/90324 (Accoglienza: si)
Convento di Monte Mesna
Frati Francescani Minori
Monte Mesna – 28010 Ameno NO
Tel. 0322/998108 (Accoglienza: si)
Monastero del Santissimo Sacramento
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Corso Risorgimento, 274 – Loc. Ronco – 28055 Ghiffa NO
Tel. 0323/59164 (Accoglienza: si)
Monastero di San Piero e Paolo
Monaci Benedettini
Loc. Giardino della Resurrezione – 28026 Germagno NO
Tel. 0323/866832 (Accoglienza: si)
Monastero Maria Mater Unitatis
Monache Agostiniane
Via Umberto I, 27 – 28010 Miasino NO
Tel. 0322/980006 (Accoglienza: no)
Sacro Monte Calvario di Domodossola
Rosminiani
28037 Domodossola VB
Tel. 0324/242010 (Accoglienza: si)

Saluzzo

Abbazia di Santa Maria di Staffarla
Parrocchia Diocesana
Piazza Roma – Loc. Revello – 12036 Saluzzo CN
Tel. 0175/273215 (Accoglienza: no)

Torino

Abbazia della Sacra di san Michele
Padri Rosminiani
10057 Sant’Ambrogio TO
Tel. 011/939130 (Accoglienza: si)
Abbazia di Santa Fede
Padri Maristi
Via Santa Fede, 92 – 10020 Cavignolo TO
Tel. 011/9151124 (Accoglienza: si)
Abbazia di Santi Pietro e Andrea
Monaci Benedettini Sublacensi
Loc. Abbazia – 10050 Novalesa TO
Tel. 0122/653210 (Accoglienza: si)
Convento di San Giuseppe
Monache Carmelitane Scalze
Via Savonarola – 10024 Moncalieri TO
Tel. 011/641888 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Maria e San Michele
Monache Cistercensi
Via Casana – 10016 Montalto Dora TO
Tel. 0125/650193 (Accoglienza: si)
Monastero Santissima Annunziata
Monache Benedettine Cassinesi
Via Vittoro Emanuele, 1 – 10023 Chieri TO
Tel. 011/9470732 (Accoglienza: si)
Sacro Monte di Belmonte
Francescani Minori
10087 Valperga Canadese TO
Tel. 0124/617204 (Accoglienza: si)

PUGLIA

Bari

Abbazia Madonna della Scala
Monaci Benedettini Sublacensi
Contrada Z.B. 58 – 70015 Noci BA
Tel. 080/8975838 (Accoglienza: si)
Monastero di Maria Immacolata
Monache Benedettine Celestine
Via Pozzo Stramazzo, 11 – 70013 Castellana Grotte BA
Tel. 080/8965516 (Accoglienza: si)
Monastero di S. Giacomo Maggiore di Bari
Monache Benedettine Olivetane
Via Provinciale per Bitetto, 50 – 70027 Palo del Colle BA
Tel. 080/626096 (Accoglienza: si)
Monastero di San Ruggiero
Monache Benedettine Celestine
Via Cialdini, 94 – 70051 Barletta BA
Tel. 0883/332366 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Maria del Piede
Monache Domenicane
Piazza Benedetto XIII – 70024 Gravina di Puglia BA
Tel. 080/851307 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Maria delle Vergini
Monache Benedettine
Via Porta Robustina, 33 – 70032 Bitonto BA
Tel. 080/9511245 (Accoglienza: si)

Brindisi-Ostuni

Istituto Caterina Petraroli Specchia
Monache Oblate Benedettine di Santa Scolastica
Contrada Scopinaro, 11 – 72017 Ostuni BR
Tel. 0831/333352 (Accoglienza: si)
Monastero di San Pietro
Monache Benedettine
Via Antonio Giovane, 47 – 72017 Ostuni BR
Tel. 0831/301841 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Maria di Citrino
Monaci Cistecensi di Calamari
Via Oria – 72022 Latiano BR
Tel. 0831/725398 (Accoglienza: no)
Monastero-Istituto De Leo Azzariti
Monache Oblate Benedettine di Santa Scolastica
Via Alcide Prete, 1 – 72019 San Vito dei Normanni BR
Tel. 0831/951033 (Accoglienza: si)

Foggia

Convento della Madonna di Stignano
Frati Francescani Minori
Contrada Stignano – 71014 San Marco in Lamis FG
Tel. 0882/831090 (Accoglienza: si)
Convento di San Matteo
Frati Francescani Minori
Loc. Santuario – 71014 San Marco in Lamis FG
Tel. 0882/831101 (Accoglienza: autogestione)
Convento di Santa Maria delle Grazie
Frati Francescani Cappuccini
Viale dei Cappuccini – 71013 San Giovanni Rotondo FG
Tel. 0882/4171 (Accoglienza: si)
Monastero di San Michele Arcangelo
Monaci Benedettini Sublacensi
Via Reale Basilica – 71037 Monte Sant’Angelo FG
Tel. 0884/561150 (Accoglienza: si)

Lecce

Convento di Sant’Antonio
Frati Francescani Minori
Via Imperatore Adriano, 79 – 73100 Lecce
Tel. 0832/392531 (Accoglienza: solo uomini)
Monastero di San Giovanni Evangelista
Monache Benedettine
Piazza Conte Accardo, 4 – 73100 Lecce
Tel. 0832/303057 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Maria della Consolazione
Monaci Cistercensi di Calamari
Contrada Liori – 73025 Martano LE
Tel. 0836/575214 (Accoglienza: solo uomini)

Taranto

Monastero di San Giovanni Battista
Monache Benedettine
Via XX Settembre, 89 – 74024 Manduria TA
Tel. 099/8711369 (Accoglienza: si)

SARDEGNA

Alghero-Bosa

Convento di San Francesco
Frati Francescani
Via Alberto, 46 – 07041 Alghero SS
Tel. 079/979258 (Accoglienza: no)

Cagliari

Convento di San Francesco
Frati Francescani Cappuccini
Viale Fra’ Ignazio da Làconi, 94 – 09100 Cagliari CA
Tel. 070/663655 (Accoglienza: no)

Nuoro

Monastero di Santa Lucia
Monache Benedettine « Mater Unitatis »
Via Grazia Deledda, 2 – 08022 Dorgali NU
Tel. 0784/96198 (Accoglienza: no)

Sassari

Abbazia di San Pietro di Sorres
Monaci Benedettini Sublacensi
07040 Borutta SS
Tel. 079/824001 (Accoglienza: si)
Convento di San Pietro
Frati Francescani Minori
Viale San Pietro – 07100 Sassari SS
Tel. 079/217252 (Accoglienza: no)

SICILIA

Acireale

Convento di San Biagio
Frati Francescani Minori
P.za San Biagio, 20 – 95024 Acireale CT
Tel. 095/601377 (Accoglienza: si)
Convento di San Rocco
Frati Domenicani
Corso Umberto, 84 – 95024 Acireale CT
Tel. 095/601577 (Accoglienza: no)

Agrigento

Convento della Madonna di Fatima
Frati Francescani Cappuccini
Via Cappuccini, 72 – 92019 Sciacca AG
Tel. 0925/21716 (Accoglienza: no)
Monastero del Santissimo Rosario
Monache Benedettine Cassinesi
P.za Domenico Provenzani, 20 – 92020 Palma di Montechiaro AG
Tel. 0922/968108 (Accoglienza: si)

Catania

Monastero di San Benedetto
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Piazza Asmundo, 9 – 95124 Catania CT
Tel. 095/7150499 (Accoglienza: si)

Cefalù

Convento di Santa Maria di Gibilmanna
Frati Cappuccini
90015 Cefalù PA
Tel. 0921/421835 (Accoglienza: si)

Messina

Badia Vecchia
Suore del Divino Zelo
Via Cappuccini – 98039 Taormina ME
Tel. 0942/23210 (Accoglienza: no)

Noto

Monastero di San Benedetto
Monache Benedettine del Santissimo Sacramento
Contrada San Giovanni – 96017 Noto SR
Tel. 0931/891255 (Accoglienza: si)

Palermo

Abbazia di S. Martino delle Scale
Monaci Benedettini Cassinesi
P.za Platani, 5 – 90040 San Martino delle Scale PA
Tel. 091/418194 (Accoglienza: si)
Convento dei Cappuccini
Frati Francescani Cappuccini
P.za dei Cappuccini, 1 – 90129 Palermo PA
Tel. 091/212633 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Caterina
Monache Benedettine
Piazza Scuole – 90010 Geraci Siculo PA
Tel. 0921/43000 (Accoglienza: si)
Monastero di Sant’Andrea Apostolo delle Vergini
Monache Benedettine
Piazzetta delle Vergini, 2 – 90100 Palermo PA
Tel. 091/585299 (Accoglienza: no)

Ragusa

Convento di Santa Maria di Gesù
Frati Francescani Minori
Via Roma, 116 – 97014 Ispica RG
Tel. 0932/951020 (Accoglienza: si)
Monastero di San Benedetto
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Via S. Maria e Sant’Antonio, 7 – 97015 Modica RG
Tel. 0932/941033 (Accoglienza: si)

Siracusa

Monastero di Montevergine
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Via San Benedetto, 25 – 96010 Sortino SR
Tel. 0931/952138 (Accoglienza: si)

Trapani

Convento Santissimo Crocifisso in Sant’Anna
Frati Francescani Cappuccini
Piazza Bertani – 91022 Castelvetrano TP
Tel. 0924/902617 (Accoglienza: no)
Monastero dell’Angelo Custode
Monache Benedettine
Corso 6 Aprile, 55 – 91011 Alcamo TP
Tel. 0924/21001 (Accoglienza: no)
Monastero di San Francesco di Paola Badia Nuova
Monache Benedettine
Via Commendatore Navarra, 11 – 91011 Alcamo TP
Tel. 0924/21635 (Accoglienza: no)

TOSCANA

Arezzo

Abbazia San Francesco
52037 Sansepolcro AR
Abbazia San Michele Arcangelo
Monaci Benedettini
52038 Sestino AR
Abbazia-Cattedrale di San Giovanni Evangelista
Monaci Benedettini
52037 Sansepolcro AR
Convento camaldolese di Contra
Convento Camaldolese
52011 Bibbiena AR
Convento di Monte Casale
Frati Francescani Cappuccini
Loc. Monte Casale – 52037 Sansepolcro AR
Tel. 0575/742648 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di San Francesco a Montecarlo
52027 S. Giovanni Valdarno AR
Convento di San Francesco alla Verna
Frati Francescani Minori
52010 Chiusi della Verna AR
Tel. 0575/5341 (Accoglienza: si)
Convento di San Francesco alle Celle
Frati Francescani
52044 Cortona AR
Convento di San Maria a Cerbaiolo
52036 Pieve Santo Stefano AR
Convento di San’Agostino
52048 Monte San Savino AR
Monastero della Santissima Trinità
Monache Cistercensi
Via San Niccolò – 52044 Cortona AR
Tel. 0575/603345 (Accoglienza: si)
Monastero di San Bartolomeo – chiesa di Badia
Monaci Camaldolesi
52031 Anghiari AR
Monastero di San Benedetto
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Via Reglia, 4 – 52035 Monterchi AR
Tel. 0575/70041 (Accoglienza: si)
Monastero di San Giorgio a Ganghereto
52028 Terranova Bracciolini AR
Monastero di Santa Chiara
52040 Civitella in Val di Chiana AR
Monastero di Santa Maria
Monaci Vallombrosani
52022 Cavriglia AR
Monastero S. Maria della Neve
Monache Domenicane
52015 Pratovecchio AR
Monastero S. Salvatore a Camaldoli
Monaci Benedettini Camaldolesi
52014 Poppi AR
Tel. 0575/556012.13 (Accoglienza: si)
Monastero San Pietro a Badia a Ruoti
Monaci Camaldolesi
52021 Bucine AR
Monastero Santa Maria a Farneta
Monaci Benedettini
52044 Cortona AR
Monastero Santa Trìnita in Alpe
Monaci Bendettini
52010 Talla AR
Monstero femminile San Giovanni Evangelista
Monache Benedettine Camaldolesi
P.za Jacopo Landino, 20 – 52015 Pratovecchio AR
Tel. 0575/58767 (Accoglienza: si)

Fiesole

Convento della Maddalena
Frati Domenicani
Via Faentina – Fr. Caldine – 50010 Fiesole FI
Tel. 055/540039 (Accoglienza: si)
Convento di San Domenico
Frati Predicatori Domenicani
P.za San Domenico, 4 – 50014 Fiesole FI
Tel. 055/59230 (Accoglienza: si)
Convento di San Francesco
Frati Francescani Minori
Via San Francesco, 3 – 50014 Fiesole FI
Tel. 055/59175 (Accoglienza: si)

Firenze

Abbazia di San Miniato al Monte
Monaci Benedettini Olivetani
Via Monte alle Croci, 37 – 50100 Firenze
Tel. 055/2342731 (Accoglienza: solo uomini)
Abbazia di San Salvatore
Monaci Vallombrosani
50054 Fucecchio FI
Abbazia di Santa Maria a Vallombrosa
Monaci Bendettini Vallombrosani
50060 Reggello FI
Tel. 055/862029 (Accoglienza: si)
Abbazia di Santa Trinità
Monaci Benedettini Vallombrosiani
Via del Parione, 3
50123 Firenze
Tel. 055/216912 (Accoglienza: solo uomini)
Certosa di Firenze
Monaci Cistercensi di Calamari
Via Buca di Certosa, 2 – 50124 Galluzzo FI
Tel. 055/2049226 (Accoglienza: raramente)
Convento dei Filippini a San Firenze
50100 Firenze
Convento della SS. Annunziata
Frati Servi di Maria
Via Cesare Battisti, 6 – 50100 Firenze
Tel. 055/210644 (Accoglienza: raramente)
Convento di Monte Senario
Frati Servi di Maria
Via Monte Senario, 1 – 50030 Vaglia Bivigliano FI
Tel. 055/406441 (Accoglienza: si)
Convento di S. Maria del Carmine
Frati Carmelitani dell’Antica Osservanza
P.za del Carmine, 14 – 50100 Firenze
Tel. 055/212331 (Accoglienza: no)
Convento di San Marco
Frati Predicatori Domenicani
Via Cavour, 55 – 50100 Firenze
Tel. 055/287628 (Accoglienza: raramente)
Convento di San’Andrea a Botinaccio
Frati Francescani
50056 Montelupo Fiorentino FI
Convento di Santa Croce
Frati Francescani Conventuali
P.za Santa Croce, 16 – 50100 Firenze
Tel. 055/2342289 (Accoglienza: raramente)
Convento di Santa Maria Novella
Frati Predicatori Domenicani
P.za Santa Maria Novella, 18 – 50100 Firenze
Tel. 055/215918 (Accoglienza: no)
Convento di Santo Spirito
Frati Agostiniani
P.za Santo Spirito, 30 – 50100 Firenze
Tel. 055/210030 (Accoglienza: raramente)
Convento Santa Maria all’Incontro
50012 Bagno a Ripoli FI
Monastero dei Santi Giuseppe e Benedetto
Monaci Benedettini Olivetani
Via Feliceto, 8 – 50135 Settignano FI
Tel. 055/697362 (Accoglienza: no)
Monastero della Santa Croce
Monache Agostiniane
Via Santa Croce, 4 – 50063 Figline Valdarno FI
Tel. 055/953176 (Accoglienza: si)
Monastero dello Spirito Santo
Monache Bendettine Vallombrosane
Via del Carota, 11 – 50012 Bagno a Ripoli FI
Tel. 055/631122 (Accoglienza: no)
Monastero di Regina Pacis Villa Linda
Monache Benedettine Olivetane
Via Poggio Gherardi, 5 – 50135 Firenze
Tel. 055/603913 (Accoglienza: si)
Monastero di S. Maria Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote
Monaci Benedettini Solesmensi
Via di Gricigliano, 52 Loc. Le Sieci – 50065 Pontassieve FI
Tel. 055/8309622 (Accoglienza: solo uomini)
Monastero di San Michele a Badia Passignano
Monaci Vallombrosani
50028 Tavarnelle Val di Pesa FI
Monastero di Santa Maria del Fiore
Monache Bendettine
Via Faentina 247 – Loc. Lapo – 50133 Firenze
Tel. 055/587444 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Marta
Monache Benedettine di Santa Maria
Via Santa Marta, 7 – 50139 Firenze
Tel. 055/489089 (Accoglienza: si)
Monastero Santa Maria a Rosano
Monache Bendettine
Borgo Monastero 13 – 50067 Rignano sull’Arno FI
Tel. 055/8303006 (Accoglienza: si)
Monastero Santi Cosma e Damiano al Vivaio+
Monaci Francescani
50064 Incisa Val d’Arno FI
Monstero di San Benedetto
Monache Benedettine
Via delle Monache, 17 – 50051 Castelfiorentino FI
Tel. 0571/631489 (Accoglienza: si)
Convento di Santa Maria Maddalena a Pian di Mugnone
50014 Fiesole FI
Convento Santa Maria degli Angeli
50100 Firenze
Convento Santa Maria Maddalena de’ Pazzi
50134 Careggi FI
Monastero di San Salvatore a Settimo
Monaci Vallombrosani
50018 Scandicci FI

Grosseto

Monastero dei Padri Passionisti
Padri Passionisti
58019 Monte Argentario GR
Monastero Santissima Trinità
58047 Santa Fiora GR
Monstero di San Benedetto alla Nave
58042 Campagnatico GR
Ritiro della Presentazione
Padri Passionisti
Monte Argentario – 58019 Porto Santo Stefano GR
Tel. 0564/812641 (Accoglienza: si)

Livorno

Abbazia di Montenero
Monaci Benedettini Vallombrosiani
57100 Livorno
Tel. 0586/579033 (Accoglienza: si)
Convento di San Francesco
57028 Suvereto LI
Monastero di Montecristo
57037 Portoferraio LI
Monastero di Sant’Antonio
57032 Isola Capraia LI

Lucca

Certosa di Farneta
Frati Francescani Cappuccini
Via Per Chiatri – Loc. Farneta – 55100 Lucca
Tel. 0583/59207 (Accoglienza: no)
Convento dell’Angelo a Brancoli
Padri Passionisti
55100 Brancoli LU
Convento di san Francesco
55023 Borgo a Mozzano LU
Convento di Santa Elisabetta
55051 Barga LU
Monastero dei Santi Benedetto e Scolastica
Monache Benedettine Adorazione Perpetua del Santissimo
Via delle Zecca, 41 – 55100 Lucca
Tel. 0583/46657 (Accoglienza: no)
Monastero di Badia di Cantignano
55012 Capannori LU
Monastero di san Pietro
Monaci Benedettini
55041 Camaiore LU

Massa Carrara

Abbazia Santi Salvatore e Bartolomeo
Monaci Benedettini
54015 Comano MS

Pisa

Convento di San Girolamo
56048 Volterra PI
Monastero di Mirteto
56017 San Giuliano Terme PI
Monastero di Nostra Signore di Valserena
Monache Cistercensi Trappiste della Stretta Osservanza
Via Provinciale del Progetto, 3 – 56040 Guardistallo PI
Tel. 0586/655072 (Accoglienza: si)
Monastero di S. Maria Madre della Chiesa e di S. Benedetto
Monache Benedettine
Via San Jacopo, 64 – 56010 Pontasserchio PI
Tel. 050/811004 (Accoglienza: si)
Monastero di San Domenico
Monache Domenicane
Via della Faggiola, 26 – 56100 Pisa
Tel. 050/561858 (Accoglienza: solo donne)
Monastero di San Savino a Baida San Savino
Monaci Camaldolesi
56021 Cascina PI
Monastero di Santa Maria a Morrona
Monastero Camaldolese
56030 Terricciola PI

Pistoia

Convento di San Francesco
51017 Pescia PT
Convento di Santa Chiara
51100 Pistoia PT
Convento di Santa Margherita
Convento Agostiniano
51016 Montecatini Terme PT
Convento di Santa Maria in Selva
Convento Agostiniano
51011 Buggiano PT
Monastero delle Salesiane
51017 Pescia PT
Monastero di Santa Maria a Ripa
Monache Benedettine
Via Porta di Borgo, 36 – 51010 Montecatini PT
Tel. 0572/911588 (Accoglienza: si)
Monatero di San Salvatore in Agna
51037 Montale PT

Prato

Convento di San Francesco
Frati Minori
50047 Prato PO
Monastero di San Clemente
Monache Benedettine
Via San Vincenzo, 24 – 50047 Prato PO
Tel. 0574/21376 (Accoglienza: no)
Convento di San Domenico
Convento Domenicano
50047 Prato PO

Siena

Abbadia del Santissimo Salvatore
Monaci Cistercensi
Via del Monastero, 42 – 53021 Abbadia San Salvatore SI
Tel. 0577/77883 (Accoglienza: si)
Abbazia di San Galgano
Monaci Cistercensi
53012 Chiusdino SI
(Accoglienza: no)
Abbazia di San Lorenzo a Coltibuono
Monaci Benedettini Vallombrosiani
53013 Gaiole in Chianti SI
Abbazia di Sant’Antimo, Montalcino
Canonici Regolari Agostiniani
53020 Castelnuovo dell’Abate SI
Tel. 0577/835659 (Accoglienza: si)
Convento di Monte Oliveto
53037 San Gimignano SI
Convento di San Bartolomeo
Monaci Francescani
53025 Piancastagnaio SI
Convento di San Domenico
Frati predicatori Domenicani e Suore Domenicane di S. Sisto Vecchio
Via Camporegio, 2 – 53100 Siena SI
Tel. 0577/280893 (Accoglienza: no)
Convento di San Domenico
53037 San Gimignano SI
Convento di San Francesco
Frati Francescani
53034 Colle Val d’Elsa SI
Convento di San Francesco
53040 Cetona SI
Convento di Santa Maria in Prato
Convento Francescano
53013 Gaiole in Chianti SI
Convento di Sant’Agostino
Frati Agostiniani
P.za Sant’Agostino, 4 – 53037 San Gimignano SI
Tel. 0577/940383 (Accoglienza: si)
Convento La Maddalena
Frati Francescani Cappuccini
Loc. La Maddalena – 53045 Montepulciano SI
Tel. 0578/798091 (Accoglienza: si)
Convento Madonna del Rifugio
Suore Francescane di Cristo Re
Poggio Baldino, 184 – 53048 Sinalunga SI
Tel. 0578/630552 (Accoglienza: si)
Convento San Lucchese
Frati Francescani Minori
53036 Poggibonsi SI
Tel. 0577/936219 (Accoglienza: si)
Monastero di santa Mustiola a Torri
Monaci Vallombrosani
53018 Sovicille SI
Monastero di Monte Oliveto Maggiore
Monaci Benedettini Olivetani
Loc. Chiusure – 53020 Chiusure Asciano SI
Tel. 0577/707017 (Accoglienza: si)
Monastero di San Girolamo
Monache Benedettine Vallombrosane
Via Folgore, 26 – 53037 San Gimignano SI
Tel. 0577/940573 (Accoglienza: si)
Monastero di San Salvatore e Baida Monastero
53019 Castelnuovo Berardenga SI
Monastero di San’Anna in Camprena
Monaci Benedettini
53026 Pienza SI
Monastero di Santa Caterina della Rota
53030 Radicondoli SI
Monastero di Santa Maria a Coneo
Monaci Vallombrosani
53034 Colle Val d’Elsa SI
Monastero di Santa Maria a Montefollonico
Monaci Agostiniani
53049 Torrita di Siena SI
Monastero di Santi Giusto e Clemente
53016 Murlo SI

TRIVENETO

Bolzano

Abbazia di Montemaria
Monaci Benedettini della Congregazione Svizzera
39024 Malles Venosta BZ
Tel. 0473/831306 (Accoglienza: solo uomini)
Abbazia di Novacella
Canonici Regolari Agostiniani della Congregazione Austriaca
Via Novacella, 1 – 39040 Varna di Bressanone BZ
Tel. 0472/836189 (Accoglienza: si)
Abbazia di Sabiona – Chiusa
Monache Benedettine
39043 Chiusa BZ
Tel. 0472/847587 (Accoglienza: si)
Abbazia Giardino di Maria
Monache Cistercensi
Via Castelguardia, 31 – 39050 San Paolo Appiano BZ
Tel. 0471/662188 (Accoglienza: solo religiosi)
Conventi di Muri Gries
Monaci Benedettini
P.za Gries, 21 – 39100 Bolzano
Tel. 0471/281116 (Accoglienza: no)
Convento di San Francesco
Frati Francescani
Via dei Francescani, 1 – 39100 Bolzano
Tel. 0471/977293 (Accoglienza: no)
Convento di Santa Maria Maddalena
Frati Francescani Cappuccini
Via Frundsberg, 5 – 39049 Vipiteno BZ
Tel. 0472/765074 (Accoglienza: solo religiosi)
Convento di Sant’Orsola
Monache Orsoline
Parco Tschurtschenthaler 1 – 39031 Brunico BZ
Tel. 0474/554443 (Accoglienza: solo in estate)

Concordia-Pordenone

Abbazia di Santa Maria in Sylvis
Parrocchia Diocesana
P.za Castello, 1 – 33079 Sesto al Reghena PN
Tel. 0434/699014 (Accoglienza: no)
Convento della Madonna di Rosa
Frati Francescani Minori
P.le del Santuario – 33078 San Vito al Tagliamento PN
Tel. 0434/80215 (Accoglienza: no)

Gorizia

Convento della Madonna di Barbana
Frati Francescani Minori
Isola di Barbana – 34073 Grado GO
Tel. 0431/80453 (Accoglienza: si)

Padova

Abbazia di Santa Giustina
Monaci Benedettini Sublacensi
Via Ferrari, 21° – 35100 Padova
Tel. 049/8756435 (Accoglienza: foresteria per soli uomini)
Abbazia di Santa Maria
Monaci Benedettini Sublacensi
Loc. Praglia – 35033 Bresseo PD
Tel. 049/9900010 (Accoglienza: si)
Convento di Sant’Antonio
Frati Francescani Conventuali
Via Cesarotti, 2 – 35100 Padova
Tel. 049/8242811 (Accoglienza: no)
Monastero della Madonna del Monte
Monaci Benedettini Sublacensi
Loc.Monte Madonna – 35037 Teolo PD
Tel. 049/9925087 (Accoglienza: solo religiosi)
Monastero di San Daniele
Monache Benedettine
Via San Daniele, 50 – 35031 Abano Terme PD
Tel. 049/8669149 (Accoglienza: si)

Rovigo

Abbazia di S. Maria del Piastrello
Monaci Benedettini Olivetani
Via Santuario, 35 – 45026 Lendinara RO
Tel. 0425/61023 (Accoglienza: no)

Trento

Convento di San Francesco
Frati Francescani Minori
Via Per Torcegno, 2 – 38051 Bogo Valsugana TN
Tel. 0461/753108 (Accoglienza: no)
Convento di Sant’Antonio
Frati Francescani Minori
Via Armando Diaz, 3 – 38023 Cles TN
Tel. 0463/21147 (Accoglienza: no)
Convento Madonna delle Grazie
Frati Francescani
Via Dante Alighieri, 9 – 38062 Arco TN
Tel. 0464/519800 (Accoglienza: si)
Convento Madonna delle Laste
Frati Carmelitani Scalzi
Santuario delle Laste, 26 – 38100 Trento
Tel. 0461/981405 (Accoglienza: si)

Treviso

Abbazia di Follina
Frati Servi di Maria
Via Convento, 1 – 31051 Follina TV
Tel. 0438/970231 (Accoglienza: si)
Monastero dei Santi Gervasio e Prota sio
Monache Cistercensi
P.za Fiume, 68 – 31020 San Giacomo di Veglia TV
Tel. 0438/912258 (Accoglienza: si)

Trieste

Monastero di San Cipriano
Monache Benedettine
Via delle Monache, 3 – 34121 Trieste TS
Tel. 040/634908 (Accoglienza: si)

Udine

Convento delle Beata Vergine
Frati Francescani Cappuccini
Loc. Castelmonte – 33040 Prepotto UD
Tel. 0432/731094 (Accoglienza: si)
Convento di Sant’Antonio di Padova
Frati Francescani Minori
Viale Sant’Antonio – 33013 Gemona del Friuli UD
Tel. 0432/981113 (Accoglienza: si)

Venezia

Abbazia di San Giorgio Maggiore
Monaci Benedettini
Isola di San Giorgio – 30124 Venezia
Tel. 041/527827 (Accoglienza: no)
Convento dei Santi Giovanni e Paolo
Frati predicatori Domenicani
6363 Castello – 30100 Venezia
Tel. 041/5237510 (Accoglienza: no)
Convento di San Francesco del Deserto
Frati Francescani Minori
Isola di San Francesco del Deserto – 30012 San Francesco del Deseto VE
Tel. 041/5286863 (Accoglienza: si)
Convento di San Francesco della Vigna
Frati Francescani Minori
Castello 2786 – 30122 Venezia
Tel. 041/5222476 (Accoglienza: studenti)
Monastero della Santissima Trinità
Monche Clarisse Povere di Santa Chiara
Isola della Giudecca – 30133 Venezia
Tel. 041/5222531 (Accoglienza: solo donne)
San Lazzaro agli Armeni (Isola)
Monaci Mechitaristi
30100 Venezia
Tel. 041/5260104 (Accoglienza: raramente)

Verona

Convento della Madonna del Frassino
Frati Francescani Minori
Loc. Frassino, 4 – 37019 Peschiera del Garda VR
Tel. 045/7550500 (Accoglienza: si)
Convento di Santa Teresa del Bambino Gesù
Padri Carmelitani Scalzi
Via Volturno 1 – 37135 Verona
Tel. 045/500266 (Accoglienza: no)
Convento Fraternità Cappuccina
Frati Francescani Minori Cappuccini
Via Colle Fincato 35/B – 37131 Verona
Tel. 045/525374 (Accoglienza: no)

Vicenza

Convento della Madonna delle Grazie
Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote
P.za Giovanni Ferrari, 6 – 13019 Varallo VC
Tel. 0163/51112 (Accoglienza: no)
Convento della Pieve
Frati Francescani Minori
Via Pieve, 98 – 36072 Chiampo VC
Tel. 0444/623250 (Accoglienza: no)
Convento delle Beata Vergine di Monte Berico
Frati Servi di Maria
Viale X Giugno 87 – 36100 Vicenza
Tel. 0444/320999 (Accoglienza: si)
Convento Santa Maria del Cengio
Frati Servi di Maria
Via Giarre, 27 – 36033 Isola Vicentina VC
Tel. 0444/976131 (Accoglienza: si)

UMBRIA

Assisi

Abbazia di San Pietro
Monaci Benedettini Cassinesi
Piazza S. Pietro, 1 – 06081 Assisi PG
075/812311 (Accoglienza: si)
Convento di San Damiano
Frati Francescani Minori
Strada San Ruffino – 06081 Assisi PG
Tel. 075/812273 (Accoglienza: si)
Monastero di San Giuseppe
Monache Benedettine
Via Sant’Apollinare, 1 – 06081 Assisi PG
Tel. 075/812332 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Coletta
Monache Clarisse Francesi
Via Borgo San Pietro, 3 – 06081 Assisi PG
Tel. 075/812345 (Accoglienza: solo pernottamento)
Monastero di Sant’Anna
Monache Benedettine
P.za Umberto I, 25
06083 Bastia Umbra PG
Tel. 075/8001151 (Accoglienza: si)
Protoconvento della Porziuncola
Frati Francescani Minori
Loc. S. Maria degli Angeli – 06081 Assisi PG
Tel. 075/80511 (Accoglienza: si)
Protomonastero di Santa Chiara
Clarisse
P.za Santa Chiara, 1 – 06081 Assisi PG
Tel. 075/812282 (Accoglienza: no)
Sacro Convento di San Francesco
Frati Francescani Conventuali
P.za S. Francesco, 1 – 06081 Assisi PG
Tel. 075/816188 (Accoglienza: raramente)

Foligno

Abbazia di Santa Croce di Sassovivo
Piccoli Fratelli della Comunità Jesus Caritas
Loc. Sassovivo – 06034 Foligno PG
Tel. 0742/356397 (Accoglienza: solo uomini)
Convento di San Bartolomeo
Frati Francescani Minori
Vocabolo San Bartolomeo, 1 – 06034 Foligno PG
Tel. 0742/37771 (Accoglienza: si)

Gubbio

Monastero di Sant’Antonio
Monache Domenicane
Via del Monte, 4 – 06024 Gubbio PG
Tel. 075/9273714 (Accoglienza: no)

Perugia

Abbazia di San Felice
Missionri del Preziosissimo Sangue
Via dell’Abbazia, 1 – 06030 Giano dell’Umbria PG
Tel. 0742/90103 (Accoglienza: si)
Abbazia di San Pietro
Monaci Benedettini
Borgo XX Giugno, 74 – 06121 Perugia
Tel. 075/34770 (Accoglienza: no)
Convento della SS. Annunziata
Monache Domenicane
Via Zoccolanti, 12 – 06023 Guado Tadino PG
Tel. 075/912212 (Accoglienza: si)
Convento di Montesanto
Frati Francescani Minori
Via Montesanto, 18 – 06059 Todi PG
Tel. 075/8948886 (Accoglienza: autogestione)
Monastero del SS. Crocifisso e di Santa Maria
Monache Benedettine
Via del Monastero, 1 – 06010 Citerna PG
Tel. 075/8592126 (Accoglienza: si)
Monastero di San Leonardo
Monache Clarisse
Via Giuseppe Verdi, 1 – 06036 Montefalco PG
Tel. 0742/79309 (Accoglienza: no)
Monastero di Santa Caterina
Monache Benedettine Celestine
Loc. Castel Ritaldi – 06044 Castel Ritaldi PG
Tel. 0743/51125 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Cenerina
Monache Benedettine
Corso Garibaldi, 179 – 06123 Perugia
Tel. 075/40317 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Chiara
Monache Clarisse
Via Santa Chiara, 24 – 06039 Trevi PG
Tel. 0742/78216 (AccoglinzAccoglienza: solo donne)
Monastero di Santa Chiara
Monache Agostiniane
Via Verdi, 74 – 06036 Montefalco PG
Tel. 0742/379123 (Accoglienza: autogestione)
Monastero di Santa Lucia
Monache Benedettine Cassinesi
Via del Crocifisso, 1 – 06039 Trevi PG
Tel. 0742/78242 (Accoglienza: solo pernottamento)
Monastero di Santa Margherita
Monache Agostiniane
Via Santa Margherita, 23 – 06031 Bevagna PG
Tel. 0742/360160 (Accoglienza: autogestione)
Monastero di Santa Maria del Fonte
Monache Benedettine
Via Marconi, 8 – 06022 Fossato di Vico PG
Tel. 075/919135 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Maria del Monte
Monache Benedettine
Corso Matteotti, 15 – 06031 Bevagna PG
Tel. 0742/360133 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Maria di Betlem
Monache Agostiniane
Via S. Maria di Betlem – La Collina – 06037 Sant’Eraclito di Foligno PG
Tel. 0742/670598 (Accoglienza: si)
Monastero di Santa Rita da Cascia
Monache Agostiniane
Viale Santa Rita – 06043 Cascia PG
Tel. 0743/76221 (Accoglienza: raramente)
Monastero di Sant’Antonio Abate
Monache Benedettine Cassinesi
Via delle Vergini, 13 – 06046 Norcia PG
Tel. 0743 828208 (Accoglienza: si)

Spoleto

Convento di Monteluco
Frati Francescani Minori
Loc. Monteluco – 06049 Spoleto PG
Tel. 0743/40711 (Accoglienza: solo in estate)
Monastero di S. Maria della Stella in San Ponziano
Monache di Santa Maria della Stella in San Ponziano
Via Basilica di S. Salvatore, 4 – 06049 Spoleto PG
Tel. 0743/40655 (Accoglienza: solo donne)

Terni-Narni-Amelia

Convento della Santissima Annunziata
Frati Francescani Minori
Strada SS.Annunziata – Michignano – 05022 Teni TR
Tel. 0744/970010 (Accoglienza: si)
Monastero di San Magno
Monache Benedettine
Via Posterola, 6 – 05022 Amelia TR
Tel. 0744/982193 (Accoglienza: si)
Sacro Speco di San Francesco
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RICORDARE E COMPRENDERE – Home

LA RIAPERTURA DEL CONVENTO DI MONTESENARIO E LA SUA RELAZIONE CON LA SS. ANNUNZIATA DI FIRENZE (1404) in ‘Il Chiostro alle origini dei Servi’, Firenze dicembre 2005.

Nella ricerca storica nulla è scontato, nemmeno la lettura di un documento come la Dum levamus studiato da anni. E inoltre possiamo considerare quanto sia stata difficile la vita dei Servi di Maria alle origini. Ma alterne vicende, crisi e fortune hanno caratterizzato la storia dell’Ordine in tutti i secoli. E in questi fatti rientra l’«inconsueto» ripristino di Montesenario nel 1404, che ricordiamo basandoci sul nostro libro appena edito: Vita quotidiana e storia della SS. Annunziata di Firenze nella prima metà del ‘400 … (1).
Prima di iniziare a ricordare le strette relazioni tra i due conventi nel 1404 è bene portare di nuovo alla luce alcuni concetti generali per entrare un po’ più dentro la religiosità del Medioevo e quindi del periodo che ci interessa. E per capire un poco la mentalità del tempo ci dobbiamo porre una domanda: – Che cosa era un Ordine religioso allora? Non staremo qui a dare la risposta dei dizionari (2).
Non ci interessa la definizione. Definire è un’ossessione della modernità: definire la terra, il cielo, l’anima, la mente. Definire e circoscrivere, ovviamente per controllare … forse per non avere paura che poi è la medesima cosa. Diremo piuttosto che nel Medioevo un Ordine nella sua perfezione ideale era ordinato tra virgolette: un insieme di persone separate dal mondo, silenziose e dignitose, finalizzate alle più alte esperienze: alla preghiera, al discorrere delle cose di Dio, a far penitenza e a pensare come ottenere il premio ultraterreno della resurrezione delle anime e dei corpi. L’ideale del tempo poteva essere più o meno seguito secondo le contingenze o gli imprevisti. Ma era l’ideale. E in una società di rigide forme ed espressioni come quella del Medioevo si cercava di stare dietro il più possibile all’ideale. Ordine era anche gerarchia. Per i Servi l’autorità più alta era il padre Generale. Seguivano i priori dei conventi che però potevano essere scavalcati da un tipo particolare di frati: i teologi professori reggenti degli Studi generali di teologia. I priori provinciali invece non entravano nelle decisioni conventuali se non dal punto di vista delle elezioni dei priori e dei Generali ai capitoli. Soprattutto avevano una funzione ordinaria ispettiva, con la cosiddetta visitatione periodica. L’autorità nella sua migliore espressione non era sciocca e tirannica come a volte oggi si può pensare sull’influsso di romanzi, televisione e finzioni varie, ma responsabile e accorta, non servile o azzardata, ma prudente … La concezione di allora era quella di migliorare se stessi in ogni cosa, e quindi sia nell’autorità che nella vita di ciascun frate. Questo perchè si comprendeva che gli uomini erano uomini e che il peccato, gli errori sarebbero sempre esistiti. Tale atteggiamento di estrema carità si ritrovava nelle Costituzioni dei Servi, allora lette di frequente e commentate. Si ascolti quale era la colpa massima. Colpa gravissima è l’incorreggibilità di colui che non teme di ammettere le proprie colpe, ma rifiuta di portare le pene conseguenti … sia rigettato dalla nostra convivenza … nessuno poi possa tornare indietro, affinchè l’Ordine e la disciplina canonica non vengano irrisi quando l’abito religioso, portato da persone indegne, viene disprezzato … (3).
Il significato è chiaro. Nell’Ordine si comprendevano i motivi che conducevano al peccato, le cattive inclinazioni, le debolezze, le cospirazioni, le vanità, le menzogne ecc. Si aveva misericordia degli errori ma di ciascuno di essi, piccolo o grande, sciocco o elaborato che fosse, occorreva accettare la pena. Nei capitoli o davanti al priore bisognava dolersi dei peccati propri e per quelli degli altri, compresi i benefattori e i potenti. Atteggiamento di pensiero importante, conduceva alla comune armonia e alla pace verso il mondo, mentre debolezze e rancori erano come bruciati dall’aspirazione alle cose più alte … Dunque anche nel 1404 a S. Maria dei Servi di Firenze (cioè la SS. Annunziata), leggendo i documenti rimasti, troviamo questo ideale di portare avanti la vita comune nel suo ideale più perfetto. Gran parte di tale sentire aveva come ambito il servizio divino e la preghiera, sia come liturgia nel Santuario che come studio e commento dei testi sacri. In più si desiderava di ingrandire l’Ordine, con dei progetti di nuovi conventi e con l’umiltà che era caratteristica: non chiese doviziose e ricche, con grandi prebende e rendite … ma chiese piccole e piccole comunità, con il sostentamento necessario e poco di più perché ciò che contava non era l’abbondanza di beni, la ricchezza della mensa, ma la ricchezza dello spirito, la refezione spirituale. La ricchezza dello spirito si cerca meglio se non si è appesantiti dagli ingombranti beni o desideri terreni. In questo periodo vivevano nel convento di Firenze circa una trentina di frati divisi gerarchicamente in maestro teologo reggente dello Studio, socio del p. Generale, priore, ufficiali superiori, semplici sacerdoti, chierici studenti, novizi e frati laici. Ciascun frate aveva la sua occupazione: maestri teologi, reggente, baccellieri e i lettori (titolari dei cosiddetti gradi accademici) si occupavano dello Studio generale, insegnavano la Bibbia e le Sentenze dei Padri della Chiesa agli studenti originari di vari conventi dell’Ordine, facevano dispute e onoravano il convento con le prediche in varie città dove erano chiamati specialmente per la Quaresima, feste patronali o altro. I frati sacerdoti invece servivano il Santuario con la celebrazione delle feste della Madonna, delle messe d’obbligo e con varie orazioni, con le confessioni di Quaresima, il culto alla gratiosa (miracolosa) Madonna Annunziata, la preghiera comune nelle ore canoniche. Nel convento erano anche ufficiali superiori: procuratore o camarlingo sotto il diretto comando del priore, soppriore (si occupava del necessario per i frati), sindaco (relazioni con gli enti pubblici), maestro dei novizi, predicatore del convento, bibliotecario e altri. C’erano nella comunità anche un buon numero di giovani frati chierici. Venivano indirizzati al sacerdozio o se intelligenti ai gradi accademici e alla laurea in teologia o incoraggiati verso certe attività a loro congeniali, come ad esempio la poesia (fra Domenico poeta), o altro. Infine i frati laici erano addetti ai lavori materiali e avevano particolari qualità gestionali soprattutto nel far rendere un podere, nel trattare con i lavoratori della terra. La disposizione dei giovani si vedeva nei primi anni di vita comunitaria. I novizi ragazzi vivevano separatamente dal resto dei frati, con vari maestri secolari (per la grammatica, la musica) e un maestro dell’Ordine che insegnava loro a sviluppare le buone qualità del carattere. Se avevano disposizione allo studio e al canto erano fatti proseguire verso il sacerdozio perché per essere sacerdoti era indispensabile il sapere cantare gli uffici divini (4).
Questa era la gerarchia alla SS. Annunziata nel 1404. In generale veniva rispettata con tranquilla abitudine. La vita comune era sorvegliata dai frati d’autorità che erano nati nella seconda metà del Trecento. Uno di essi era il beato maestro Niccolò d’Arezzo professore reggente responsabile dello Studio di teologia. Nato ad Arezzo circa nel 1362, si era laureato a Bologna e durante la sua lunga vita di religioso (morì pare centenario nel 1462) ebbe incarichi importanti nell’Ordine. A Firenze fu noto per le sue predicazioni in cattedrale. Ad Arezzo, dove si ritirò in vecchiaia, preferendo la vita di preghiera e contemplazione, risanò miracolosamente una donna malata. La Vergine apparve sogno a questa donna di fede e le disse: Va da un uomo perfetto chiamato Niccolò, stella fulgida nell’Ordine dei Servi, e pregalo che ti guarisca. La donna fece quanto dettole e guarì. Da qui l’appellativo di beato per il nostro religioso (5).
Nel 1404 maestro Niccolò era ancora nel pieno vigore dell’età e dirigeva, come abbiamo detto, lo Studio, il cui lettore era fra Filippo degli Adimari che insegnava il corso della Bibbia. Forse anche quest’ultimo religioso era portato alla meditazione e aveva bene in mente Montesenario poiché fu qui che pare si ritirasse e concludesse la sua vita qualche tempo dopo (6).
E sempre nel 1404, prima del capitolo di Ferrara, priore del convento era fra Antonio di Giovanni detto Cancelliere perché aveva ricoperto questo incarico nella curia dell’Ordine. La sagrestia era affidata a fra Sebastiano di Ambrogio, mentre confessori e predicatori erano i frati Bartolomeo Lapini, Niccolò Bettini (quasi a riposo nel 1404) e fra Andrea di Bartolo già priore e ufficiale della cappella della Madonna. Era a S. Maria dei Servi anche un organista: fra Andrea di Giovanni che aveva raggiunto i gradi più alti nel convento e nella Provincia Toscana e nel 1379 aveva costruito l’organo di chiesa. Tra i frati laici grande capacità aveva fra Francesco Bizi che seguiva la produzione dei poderi; tra i novizi emergevano i frati Michele Pucci, Iacopo Rosso e Filippo di Gino … Ma soprattutto era fra gli studenti di teologia quasi trentenni che si trovavano due persone notevoli per intelligenza e capacità. Uno era fra Piero Silvestri, ricordato novizio nel 1390. Persona brillante e generosa – citiamo i prestiti a fondo perduto che fece al convento nei momenti di bisogno -, seguì tutti i gradi della carriera accademica fino a diventare maestro teologo nel 1405 in un tempo molto breve per l’epoca. Conobbe Coluccio Salutati, cancelliere della Repubblica fiorentina e trascorse tutta la vita nel convento di Firenze, eccetto i viaggi che fece per i capitoli e per varie dispute, prediche e incarichi nell’Ordine. Fu per molti anni reggente dello Studio e morì il 22 luglio 1434 (7).
L’altro frate notevole fu Matteo di Piero. Novizio assieme al Silvestri, forse ebbe meno appoggi del compagno, ma fu preso sotto la protezione del p. Generale dopo il capitolo di Firenze del 1402 e condotto a Venezia dove consegui il grado di lettore. Dal 1409 circa però il suo corso accademico subi un’interruzione per la crisi della Chiesa e del convento fiorentino che ne pagava gli studi. Si laureò pertanto solo nel 1423, quasi cinquantenne, e l’anno dopo fu eletto procuratore dell’Ordine nella corte Papale, incarico che lasciò nel 1426 per diventare vescovo di Cortona. Deposto dalla carica nel 1439 da Eugenio IV, pare a seguito dello scisma operato dal concilio di Basilea (l’antipapa Felice V), riprese il vescovado nel 1449, alcuni anni dopo la morte del papa. Dette le dimissioni definitive nel 1455, generosamente facendo spazio a un altro frate dei Servi, Mariano Salvini. Morì nel 1458, sempre affezionato al Santuario di Firenze al quale fece degli importanti lasciti (8).
Queste figure di frati appena delineate ci fanno capire che cosa fosse la SS. Annunziata di allora: un convento di prestigio con uomini di prestigio. E, possiamo aggiungere, dopo il 1402 la comunità sembrò voler realizzare nuove e antiche aspirazioni. Ma non fu solo per questo desiderio che nell’Ordine nel 1404 si decise di riaprire Montesenario e un altro convento del quale si parla poco: Pisa (9).
Ci furono altri fattori pratici determinanti … Uno di questi fattori fu la pace politica raggiunta in Italia e Toscana. Il p. Rossi si domanda perché la riapertura di Montesenario non fosse stata effettuata nel febbraio 1402, a seguito del capitolo generale di Firenze (10).
Alla domanda dà una risposta ‘incauta’ che rimanda alla partigianeria ‘pro Firenze’ del p. Giani degli Annali. In realtà non fu così. Contarono assai di più i significativi avvenimenti politici di quell’anno. Infatti nel 1402 la democratica e libera Firenze passò dalla grande disperazione alla salvezza. Nella prima metà dell’anno la città fu senza scampo, circondata com’era dalle truppe del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, che dal 1399 aveva occupato Pisa e Siena, Perugia, ottenuta l’alleanza di Lucca e il 30 giugno 1402 espugnato Bologna. Era pericoloso dimorare nell’Italia centrale e anche il p. Generale dei Servi di Maria era partito da Bologna per Venezia. Il Visconti, nella sua splendida estate, ordinò una corona nuova di re d’Italia. Ma alla fine della stagione il destino ebbe un colpo d’ala. Il 3 settembre 1402 Gian Galeazzo morì improvvisamente a Melegnano per la peste. La sua morte salvò Firenze. Gli altri Visconti, la moglie e i molti figli, furono incapaci a proseguire le ostilità. Ma ne ricevettero i domini in eredità. Giovanni Maria ebbe Bologna, Siena e Perugia, e Gabriele Maria Sarzana e Pisa … Moglie e figli erano stati affidati anche a un consiglio di reggenza composto dai migliori capitani di ventura che – Gian Galeazzo pensava – li avrebbe protetti dai nemici. Non fu così. In breve Firenze riprese le terre e i domini che le erano stati tolti. Siena si ribellò il 26 novembre 1403 e nel marzo 1404 mandò via il governatore dei Visconti, concludendo la pace con Firenze e riprendendo quasi tutte le sue terre. La stessa Firenze tentò la conquista di Pisa, e dopo varie vicende ne trattò l’acquisto con Gabriele Maria. Era il luglio 1405. I pisani orgogliosi si ribellarono desiderando l’indipendenza. Furono costretti alla resa il 9 ottobre 1406, festa di S. Dionigi. Già dal 1404 quindi Siena e Pisa non erano più città ostili a Firenze …
Un secondo fattore che contribui al ripristino dei due conventi dei Servi di Maria a parere nostro riguarda il numero dei frati. Nel 1403 troviamo ricordata da una breve nota la professione di 14 giovani (11), il cui nome però non è citato. Il loro numero era alto. Certamente furono avviati alla carriera ecclesiastica e forse accademica, ma non erano gestibili assieme nella maniera migliore. Infatti i conventi dei Servi di allora preferivano avere un numero limitato di religiosi, ma tutti con un incarico o ufficio assegnato. C’erano varie ragioni che giustificavano la scelta: per esempio gli uomini dovevano essere mantenuti in vitto e alloggio e su trenta religiosi una metà erano a carico (studenti, novizi, malati) senza contare i molti forestieri provenienti da altri conventi dell’Ordine (12).
Il patrimonio e le rendite al contrario erano di modesta entità. Ma anche se il convento fosse stato ricchissimo – cosa di per sé scoraggiata dalle Costituzioni – non si desideravano persone in soprannumero e in ozio poiché avrebbero potuto sentirsi frustrate o covare dei risentimenti ed essere un pericolo per la vita fraterna, la comune serenità, i rapporti con lo Stato e la società che non tollerava gli scandali, questo genere di scandali. Il problema di S. Maria dei Servi e nell’Ordine fu dunque quello di che cosa fare dei giovani, senza che nessuno di loro stesse in ozio o avesse dei compiti inferiori al grado e alle licenze e facoltà concesse. Si rispose al dilemma facendo quello che si era sempre fatto: aprire nuovi conventi. Dapprima piccoli e poi, se c’erano vocazioni, ingranditi. O meglio, nel 1404 si decise, invece che di aprirne dei nuovi, di ripristinarne due gloriosi. Uno era in una città nota, decaduta dopo la battaglia della Meloria, ma ancora attiva per il suo grande scalo marittimo che la collegava con il Mediterraneo e con l’Oriente: Pisa. Il convento era quello di S. Andrea a Chinzica e Gabriele Maria Visconti, che voleva vendere la città a Firenze, era d’accordo (13).
L’altro convento era Montesenario che faceva parte delle origini dell’Ordine. Pisa era estremamente utile dal punto di vista logistico, per i viaggi, e gli affari che potevano interessare l’Ordine. Montesenario era un dolce ricordo, una piccola spina nel cuore dei padri Generali che si erano alternati nel corso dell’abbandono, e un luogo dove qualche spirito più contemplativo degli altri avrebbe potuto stabilirsi. Tutti avevano aspettato il ritorno. Il momento arrivò. E fu il Capitolo generale di Ferrara, indetto nel 1404 anche proprio per le mutate condizioni politiche. Al capitolo di Ferrara per S. Maria dei Servi di Firenze parteciparono di diritto il priore e due discreti più altri frati in varie vesti: provinciale e compagno del p. Generale, lettori e predicatori, laici accompagnatori, chierici che forse intendevano chiedere una qualche grazia o un indirizzo di studio. Vi si recarono dunque il priore fiorentino p. Antonio di Giovanni Cancelliere, fra Andrea di Giovanni organista perchè compagno del p. Generale, maestro Angelo da Siena provinciale; poi maestro Niccolò d’Arezzo reggente dello Studio, fra Giovanni di Giovanni, fra Andrea di Bartolo, fra Gabriello, fra Angelo di Iacopo predicatore e fra Filippo degli Adimari lettore, fra Donato laico che li accompagnava, fra Girolamo, il baccelliere fra Piero Silvestri e il lettore fra Matteo di Piero che seguiva il p. Generale da Venezia. Per l’Ordine parteciparono al capitolo maestro Antonio d’Alessandria, maestro Piero da Roma, maestro Gregorio da Pistoia e il procuratore maestro Stefano da Borgo. Maestro Stefano da Borgo e maestro Piero da Roma sarebbero diventati a loro volta dei priori Generali (14).
Negli ultimi decenni del Trecento avevano studiato a Firenze, protetti dal celebre maestro Antonio Mannucci. E forse fu proprio quest’ultimo notevole frate che indusse o confermò nei due giovani teologi e anche in maestro Niccolò d’Arezzo il desiderio del ripristino di Montesenario. Il Mannucci era nato nel 1314, aveva studiato a Parigi, nel 1363 aveva dato al convento fiorentino il rango di Studio generale, nel 1371 era stato nominato priore Generale. Solo in tarda età si era ritirato alla SS. Annunziata, incaricato della reggenza dello Studio. Ma durante la sua lunga e itinerante vita attraverso un secolo importante, aveva avuto dei contatti con frati particolari, che si avvicinavano alle Origini e avevano inciso nell’Ordine. Aveva conosciuto il teologo fra Clemente († 1343) protetto e incoraggiato agli studi a Parigi da S. Alessio († 1310) e fra Pietro da Todi a cui è attribuita La Legenda de Origine († 1344). Dalla sua morte (1385) alla riapertura di Montesenario trascorsero meno di vent’anni (15).
Il ripristino di Pisa e di Montesenario comportò una piccola rivoluzione all’interno di S. Maria a Firenze. Partì maestro Niccolò d’Arezzo verso Siena e poi il priorato di Bologna e condusse con sé fra Filippo degli Adimari. Fu priore della SS. Annunziata il giovane fra Piero Silvestri, baccelliere non ancora maestro, segno della grandissima stima che si aveva di lui e fu procuratore e lettore fra Matteo di Piero. Fra Antonio Salvani da Siena divenne priore di Montesenario (16).
Le notizie sul Monte nei registri dell’Annunziata appaiono nel giugno del 1404 con due frati, Girolamo e Allegrino che vennero spesati (si compra la carne) nel loro viaggio al Monte. Fra Allegrino sostituì fra Ventura che tornò a Firenze qualche giorno dopo. Ventura e Allegrino però non erano frati di Firenze; e non ne conosciamo la provenienza. Non furono stabili al Monte, come invece lo furono quelli che giunsero qualche mese dopo: fra Onesto, fra Lanfranchino, fra Piero da Montepulciano. Anche dei primi due non sappiamo la provenienza. Però si noti come alcuni di essi, compreso il priore, fossero senesi o delle terre senesi. Più tardi si unì alla comunità il fiorentino fra Giovanni degli Strozzi come compagno di fra Antonio Salvani. Assistiamo in questo periodo anche ad un frequente via vai da Firenze: fra Stefano, fra Francesco Bizi, fra Salvestro, tutti per vari motivi si recarono al Monte. Nonostante le note di spesa per gli spostamenti, la vita comunitaria però è poco documentata nel suo insieme. In che modo dunque i frati di Montesenario si mantennero? C’erano già allora alcuni poderi da cui ricavare grano, vino, legna, carne, o tutto, proprio tutto, fu a carico della SS. Annunziata? Per i primi tempi avvenne in quest’ultimo modo. Anche Pisa fu dipendente per un anno dal convento fiorentino. Ma da subito al Monte ebbero importanza la chiesa e la liturgia. Le feste principali furono le stesse dell’Ordine e della SS. Annunziata che per l’occasione mandò in aiuto sacerdoti e generi alimentari per ‘onorare’ la celebrazione anche in refettorio, come d’usanza: si festeggiò la Natività di Maria di settembre, il carnevale a fine febbraio e la Quaresima con il pesce, l’Ascensione con la carne, Ognissanti con le lasagne. Fu il sagrestano dell’Annunziata fra Sebastiano di Ambrogio che contribuì a dare un aiuto dal punto di vista liturgico e materiale. I documenti ci parlano anche di piccole spese per varie necessità: chiavi, toppe, scuri per disboscare … Per la festa della Purificazione del 1405 invece fu il priore del Monte che venne a Firenze. E quasi obbligatoria fu per molti anni la partecipazione dei frati del Monte alle feste patronali di S. Giovanni e alla processione solenne. Ma anche quando mori Vieri Guadagni (1426) i frati vennero a fare la veglia funebre. Allora le relazioni si era allentate perché Montesenario aveva raggiunto indipendenza e stabilità economica … Un ultimo ricordo. Un nome esce dai nostri registri ed è quello Michele di Barone da Bivigliano. Nell’agosto 1405 si ammala e fra Salvestro viene mandato dall’Annunziata a casa sua a portargli per conforto cocomeri, melarance, acqua di rose. Anche maestro Piero Silvestri gli porta a casa delle candele arsicciate, in parte consumate. Perché? Certamente aveva bisogno. Ma non ci sembra vivesse in una situazione di indigenza. Perché dunque tanta sollecitudine se non fosse stato importante per il Monte? Infatti ebbe gli stessi riguardi che all’Annunziata si avevano verso i benefattori laici e i conversi. Ma forse era anche un pronipote di Giuliano da Bivigliano che nel 1241 cedette al vescovo di Firenze una parte dei suoi diritti su Montesenario (alcuni lo considerano l’inizio del convento) o un discendente di quei conti cattani di Cercina, signori di Bivigliano, di cui parla il Repetti quando ricorda la fondazione del castello di Montesenario nel secolo XI (17).
Non sempre il nome è un destino, ma non possiamo sottovalutare il fatto che Barone è un nome che indica pur sempre una casata nobile. Il Giani afferma chiaramente che Michele di Barone fu un commesso, una pia persona vicina al convento del Monte. Ma noi lo pensiamo qualcosa di più e lo collochiamo tra i promotori del rinato convento, perché il suo ricordo è del 1405. Forse fece una preziosa donazione, come allora usavano fare i conversi: un immobile, un podere, della terra con una piccola rendita necessaria al convento … o forse era stato il ‘custode’ degli edifici temporaneamente abbandonati … Un’altra famiglia benefattrice di Montesenario si trova citata nei documenti in epoca più tarda: i Della Stufa del quartiere di S. Lorenzo (18).
Ma tra i della Stufa e la SS. Annunziata non appare nulla nelle note del 1404. Nei primissimi anni le spese per la riapertura di Montesenario furono solo a carico del convento fiorentino che considerò i frati come se fossero della propria comunità e corrispose loro anche l’usuale denaro delle vestimenta. Notevole fu lo sviluppo di Montesenario nel ventennio successivo: ingrandì le proprietà, aumentò il numero dei religiosi, si pose sotto la giurisdizione del p. Generale, fondò un piccolo convento dipendente del quale un giorno forse avremo occasione di scrivere (19).
Lo faremo. Ora fermiamo la nostra esposizione al ripristino del 1404 e agli anni immediatamente seguenti. Aggiungiamo che la maggior parte delle notizie che abbiamo esposto sono inedite. Fanno parte di un quotidiano che ci parla anche di storia, liturgia, costume, vita fraterna. Le notizie si trovano nel libro che la Biblioteca Toscana dei Servi di Maria diretta dal p. Eugenio Casalini ha pubblicato alla fine del mese di giugno, anche se le notizie su Montesenario non sono in questa forma. Il convento del Monte però vi appare ugualmente vivido di luce. A conclusione possiamo affermare ancora una volta che nel 1404, quasi incredibilmente e per una serie di circostanze favorevoli, Montesenario ritornò a vivere alla pari nel suo Ordine. Lo fece con dignità e a ‘bassa voce’, per i primi anni sorretto da un convento fratello maggiore e da un gruppo di frati fiorentini di grande spessore culturale e religioso.

Note.
(1) Il libro Vita quotidiana e storia della SS. Annunziata nella prima metà del Quattrocento è stato edito a Firenze nel giugno 2004. Le notizie su Montesenario di trovano, oltre che nel testo, nella Documentazione n. 4, pp. 107 ss.; cfr. Arcangelo M. Giani, osm, Annalium sacri Ordinis fratrum Servorum B. Mariae Virginis a suae institutionis exordio centuriae quatuor, 2 volumi, Firenze 1618 e 1622, I, pp. 369, 379, 381, 416, 426; Policarpo M. Armadori, osm, Intorno al Monte Senario, in «Studi Storici osm», I, Roma 1933, pp. 7, 8; Franco Andrea Dal Pino, Elementi storici e regesti, in «Fonti storico-spirituali dei Servi di Santa Maria», II, 1349-1495, Bergamo 2002, pp. 55, 56, 112.
(2) v. p. es. La religione cristiana, a cura di Oskar Simmel, sj, e Rudolf Staehlin, Milano 1963; Alessandro Barbero, Chiara Frugoni, Dizionario del Medioevo, Bari 1994, p. 183. Ordine: È un concetto chiave della cultura cristiana medievale, che può assumere forme diverse. Fin dai primi tempi le comunità cristiane cominciarono a distinguere dai semplici fedeli coloro che avevano ricevuto, per mano dei vescovi, cioè dei capi delle comunità, particolari responsabilità … Si costituì così la gerarchia ecclesiastica, suddivisa in ordini minori (ostiario, lettore, esorcista, accolito) e in ordini maggiori (suddiacono, diacono, sacerdote) … Col diffondersi del monachesimo … si cominciò a parlare di ordine per indicare un insieme di comunità che vivevano tutte secondo la stessa regola, e di solito, obbedivano ad un’unica autorità …
(3) Constitutiones Antiquae fratrum Servorum sanctae Mariae a S. Philippo Benitio Anno circiter 1280 editae, in «Monumenta Ordinis Servorum», I-XVI (da qui in poi M.O.S.), I, XXIII; Fonti Legislative, in «Fonti storico-spirituali dei Servi di Maria», I, 1245-1348, Bergamo 1998, p. 139, La colpa gravissima.
(4) Ircani, Vita Quotidiana …, o.c., pp. 82 e ss; documentazione, pp. 160 e ss.
(5) Ivi, pp. 14, 85 e nota 108; Alessandro Filippo M. Piermei, osm, Memorabilium sacri Ordinis Servorum Beatae Mariae Virginis breviarium, Roma 1927-1934, II, p. 51; Gabriele M. Roschini, osm, Nel giardino di Maria, Roma 1945, p. 288 (10 settembre); Galleria Servitana, Roma 1976, pp. 100, 101; citiamo anche Cesare Cenci, ofm, Il Quaresimale delle scuole di fr. Ruggero da Eraclea, dove a pp. 283, 284 e a nota 53, si fa una piccola e importante biografia di fra Niccolò d’Arezzo anche se lo si dice erroneamente futuro priore generale.
(6) Filippo degli Adimari a Montesenario, v. Elementi …, o.c., p. 90.
(7) Maestro Piero Silvestri, v. Ircani, Vita Quotidiana …, o.c., pp. 86, passim e documentazione.
(8) Maestro Matteo, v. Ivi, pp. 71, 72 e documentazione; Appendice, Eugenio M. Casalini, Il Servita Maestro Leale.
(9) Ircani, Vita Quotidiana …, o.c., documentazione 3.
(10) Alessio M. Rossi, osm, Le vicende del Protocenobio dei Servi di Maria a Montesenario, 1241-1964, Roma 1964, p. 27: Scrivono gli Annali che la decisione fu presa principalmente in seguito alle insistenze del p. Pietro Silvestri, priore del convento di Firenze: può anche essere, ma dubitiamo che il Giani, ripetiamolo, da buon fiorentino tirò un po’ l’acqua al suo mulino: perché è strano che, proprio queste insistenze abbiano avuto luogo nel Capitolo Generale di Ferrara e non in quello tenutosi poco prima a Firenze.
(11) Ircani, Vita Quotidiana …, o.c., p. 15.
(12) Constitutiones Novae sive ordinationes factae in capitulis generalibus 1295-1473, in M.O.S., II, , pp. 45-46, Pistoia 1356; Fonti Legislative, in «Fonti…», oc., II, pp. 362-363.
(13) L’atto di Gabriele Maria Visconti è riportato in Ubaldo M. Forconi, Pisa, in «Chiese e conventi dell’Ordine dei Servi di Maria. Quaderni di notizie», n. 10; Elementi…, o.c., p. 91.
(14) Ircani, Vita Quotidiana …, o.c., documentazione 2.
(15) v. nota 2 della ‘Presentazione di Vita Quotidiana …’, in questo libro.
(16) Ircani, Vita Quotidiana …, o.c., documentazione 4, 5, 166, 169.
(17) Rossi, Le vicende, pp. 5 e ss.; Emanuele Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, Firenze 1833-1843 I, p. 157, p. 330 (S. Romolo a Bivigliano; Montesenario fondato sui possessi dei cattani di Cercina già signori di Bivigliano; nel 1080, investitura di terreno a favore della cattedrale di Firenze); Annales osm, p. 417.
(18) Sui Della Stufa e le loro relazioni con Montesenario, v. Annales osm, I, p. 394, 395; Armadori, Intorno…, o.c., p. 12 n. 2; Elementi…, o.c., pp. 111. Nel 1418 Ugo di Andrea della Stufa aggiunse un codicillo al suo testamento, ordinando agli eredi Lorenzo e Lottaringo suoi fratelli di compiere il luogo di Montesenario da lui principiato e di dare al convento per ciascun frate, sacerdote o converso che fosse, ogni anno sei staia di grano e quattro barili di vino vermiglio per il numero massimo di 10 frati. Qualche anno più tardi anche la moglie Niccolosa Baroncelli destinò la dote che le spettava dopo la morte del marito alla compera di un podere per il convento di Montesenario con la condizione che i frati dovessero vivere secondo la regola di S. Agostino. Qualora vi fossero stati degli inconvenienti e non si sarebbe potuto vivere secondo detta Regola il podere sarebbe passato al monastero di S. Pietro Martire dei Padri Predicatori in Firenze; ma se la Regola veniva ripristinata di nuovo il podere tornava a Montesenario. Questo immobile si trovava alla Torricella di S. Lucia a Trespiano; ma nel 1421, a seguito di controversie con i cognati, gli esecutori del testamento di Niccolosa comprarono per i frati del Monte un podere ai Carpini della Pila. Al catasto del 1427 Lorenzo dichiarava: Abbiamo anche promesso a Montesenario per testamento d’Ugho nostro fratello, Lotteringo et io, anchora più di fiorini 150 et ora abiamo chomenzato a ffare la tavola d’altare et già n’abiamo paghato f. 10.
(19) Facciamo solo un accenno alla fondazione di almeno un convento dipendente di Montesenario. Il documento è ancora da trascrivere e confrontare.
Paola Ircani Menichini

MONTESENARIO, 21 LUGLIO 2004. – Il sito della SS. Annunziata www.ssannunziatadifirenze.it
Tutti i diritti sono riservati all’autore

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