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18 avril, 2015

Omelia di Monsignor Antonio Riboldi 19 aprille 2015 Terza Domenica di Pasqua

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Omelia del giorno 19 Aprile 2015

 III Domenica di Pasqua

 Sono proprio Io!

 

Quello che colpisce tutti, credo, è il pessimismo dilagante, che si nota nelle parole e sul volto di troppi, e vicino al pessimismo si respira tanta paura, di cui non si sa nemmeno spiegare le ragioni.

Una paura che mette addosso tanta, ma tanta, insicurezza in quanto facciamo e viviamo.

Pare che tutte le speranze che, nel tempo, ci eravamo costruite, lentamente si sciolgano come neve al sole. Ed abbiamo ragione, perché di nulla possiamo essere certi qui sulla terra, a volte neppure di quelli in cui si era forse posta tutta la nostra fiducia, perchè li si riteneva amici o persone care, magari familiari … Dichiara il salmista: ‘Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e felice l’uomo che confida nel Signore’, sì, perché Lui non delude. Gesù non era e non è uno che ti lascia per strada, abbandonandoti al tuo destino.

Se ti chiama e tu lo segui, Lui non ti lascia mai. Sono gli uomini che ‘scompaiono’, dandoci l’impressione di avere riposto il nostro amore nel ‘nulla’: sono i momenti del buio della vita, della speranza che pare andare in frantumi, in cui ci ritroviamo ad essere,come gli apostoli, sorpresi anche dalla Sua apparente assenza nelle nostre difficoltà, come se fosse solo ‘un fantasma’ o come se Cristo non fosse mai risorto, ma fosse rimasto sempre là, immobile e senza vita, nel sepolcro … un ‘fantasma’, appunto, senza consistenza.

È quella stessa speranza e fede che sono mancate per un momento agli Apostoli, impauriti dalla morte di Gesù. Hanno vissuto quell’incertezza che è davvero l’oscurità dell’anima, che anche noi possiamo provare, quando per qualche dura prova della vita perdiamo la serenità o viviamo il dubbio che tutto sia illusione, amareggiati dalle delusioni e dai tradimenti: una sofferenza che tutti, credo, seppur in forme forse diverse, abbiamo sperimentato.

È la prova della nostra fede ed è in quei momenti che, a volte, si spalanca poi all’improvviso il Cielo di una gioia inattesa, come narra il Vangelo di oggi.

“In quel tempo di due discepoli che erano ritornati da Emmaus narravano agli Undici ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: ‘Pace a voi!’. Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: ‘Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate: un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che ho io.’

Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: ‘Avete qui qualche cosa da mangiare?’. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: ‘Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi’. Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: ‘Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni’”. (Lc. 24, 35-48)

VederseLo lì davanti, Glorioso, Lui, che credevano sepolto per sempre, certamente deve averli sconvolti. Quell’irrompere improvvisamente nella loro vita, Risorto, ha ‘cambiato’ la loro esistenza!

Niente è stato più come prima! Gesù li ha portati in ‘un altro mondo’, dove non esistono il tradimento, la finzione, il male: la morte non ha più posto, c’è posto solo per la Gioia, la Vita.

Viene da chiederci se anche noi crediamo davvero nell’inaspettato e atteso Dio che vuole ogni giorno farci rinascere a questa vita nuova: ‘Pace a voi!’, camminando con noi, nella nostra quotidianità.

È vero che il vivere è a volte un viaggio duro, pericoloso, insidiato da difficoltà e delusioni di ogni genere, ma non lo è più, se siamo sorretti dalla fede di chi cammina con e verso Gesù Risorto.

Per questo stupisce e disorienta il rendersi conto di quanti, troppi, vivano come se il Cielo non ci fosse e, quindi, neppure una vita nuova dopo la morte. Viviamo un tempo di tale consumismo, che lascia poco posto al desiderio del divino….come se fossimo ben ‘sepolti’ alla gioia, preferendo il buio delle creature senza vita: successo, potere, denaro, che diventano davvero il veleno della vita, magari ingannando e tradendo persino gli affetti più cari!

Eppure non possiamo non sentire la nostalgia di un amore più grande, che non può avere casa quaggiù, dove, se siamo fortunati, possiamo al massimo godere di qualche sprazzo, che è come un raggio di sole, che si affaccia al mattino e scompare al tramonto. Basta un briciolo di verità nella nostra coscienza spesso sopita, se non ottenebrata, un barlume di desiderio … Se in noi, come negli Apostoli, c’è almeno una ricerca, una voglia di seguirLo, un vago desiderio di vederLo e quindi di stare con Lui, allora Lui fa il primo passo verso di noi.

Certamente non è cosa da poco saper accogliere Cristo, che cerca in tutti i modi di ‘apparire a noi’. Ma Lui ci sorprende, se solo glielo permettiamo, viene, toglie la pericolosa ‘nube’ che lo nascondeva, come non ci fosse, ‘apre la nostra mente’ e Lo ‘vediamo’… Lui c’è, è vivo!

E la nostra spesso spiritualmente povera vita, cambia, perché scopriamo che nella Resurrezione di Gesù, non c’è solo una conferma della nostra fede, ma vi è qualcosa di infinitamente più grande: l’aver ritrovato ‘la vera Via, Verità e Vita’. Quella Via che non solo non porta ad una negazione del domani, che è la nostra resurrezione con Cristo, ma dà senso di futuro anche al presente! Vivere è così avere un piede su questa esperienza terrena ed un piede nell’eternità. E vivere con gli occhi fissi al Paradiso, credetemi, è il motivo della Gioia che è in tanti, che sono con noi e tra di noi.

È quello che prego per tutti voi, miei amici, sempre e voi chiedetelo per me.

 

Antonio Riboldi – Vescovo

www.vescovoriboldi.itRiboldi terza domenica di pasqua

29 mars, 2015

Profession de Foi de Sa Sainteté Paul VI Pape de Rome

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PROFESSION DE FOI DE PAUL VI

Credo

 

 

Profession de Foi du Pape Paul VI- 30 juin 1968

A la gloire du Dieu très saint et de Notre-Seigneur Jésus-Christ, confiant en l’aide de la Très Sainte Vierge Marie et des bienheureux apôtres Pierre et Paul, pour l’utilité et l’édification de l’Église, au nom de tous les pasteurs et de tous les fidèles, Nous prononçons maintenant cette profession de foi, dans la pleine communion spirituelle avec vous tous, chers frères et fils.
UN SEUL DIEU, PÈRE, FILS ET SAINT-ESPRIT.

Nous croyons en un seul Dieu, Père, Fils et Saint-Esprit, Créateur des choses visibles comme ce monde où s’écoule notre vie passagère, des choses invisibles comme les purs esprits qu’on nomme aussi les anges, et Créateur en chaque homme de son âme spirituelle et immortelle. Nous croyons que ce Dieu unique est absolument un dans son essence infiniment sainte comme dans toutes ses perfections, dans sa toute-puissance, dans sa science infinie, dans sa providence, dans sa volonté et dans son amour. Il est Celui qui est, comme il l’a révélé à Moïse ; et il est Amour, comme l’apôtre Jean nous l’enseigne : en sorte que ces deux noms, Etre et Amour, expriment ineffablement la même divine réalité de Celui qui a voulu se faire connaître à nous, et qui, « habitant une lumière inaccessible », est en lui-même au-dessus de tout nom, de toutes choses et de toute intelligence créée. Dieu seul peut nous en donner la connaissance juste et plénière en se révélant comme Père, Fils et Esprit Saint, dont nous sommes par grâce appelés à partager, ici-bas dans l’obscurité de la foi et au-delà de la mort dans la lumière éternelle, l’éternelle vie.

Les liens mutuels constituant éternellement les trois personnes, qui sont chacune le seul et même Être divin, sont la bienheureuse vie intime du Dieu trois fois saint, infiniment au-delà de ce que nous pouvons concevoir à la mesure humaine. Nous rendons grâce cependant à la bonté divine du fait que de très nombreux croyants puissent attester avec Nous devant les hommes l’unité de Dieu, bien qu’ils ne connaissent pas le mystère de la Très Sainte Trinité. Nous croyons donc au Père qui engendre éternellement le Fils, au Fils, Verbe de Dieu, qui est éternellement engendré, au Saint-Esprit, personne incréée qui procède du Père et du Fils comme leur éternel amour. Ainsi en les trois personnes divines, coaeternae sibi et coaequales, surabondent et se consomment, dans la surexcellence et la gloire propres à l’être incréé, la vie et la béatitude de Dieu parfaitement un, et toujours « doit être vénérée l’unité dans la trinité et la trinité dans l’unité ».
LE CHRIST, DIEU FAIT HOMME

Nous croyons en Notre Seigneur Jésus-Christ, qui est le Fils de Dieu. Il est le Verbe éternel, né du Père avant tous les siècles et consubstantiel au Père, homoousios to Patri, et par lui tout a été fait. Il s’est incarné par l’œuvre du Saint-Esprit dans le sein de la Vierge Marie et s’est fait homme : égal donc au Père selon la divinité, et inférieur au Père selon l’humanité et un lui-même, non par quelque impossible confusion des natures mais par l’unité de la personne. Il a habité parmi nous, plein de grâce et de vérité. Il a annoncé et instauré le Royaume de Dieu et nous a fait en lui connaître le Père. Il nous a donné son commandement nouveau de nous aimer les uns les autres comme il nous a aimés. Il nous a enseigné la voie des béatitudes de l’Evangile : pauvreté en esprit, douleur supportée dans la patience, soif de la justice, miséricorde, pureté du cœur, volonté de paix, persécution endurée pour la justice. Il a souffert sous Ponce Pilate, Agneau de Dieu portant sur lui les péchés du monde, et il est mort pour nous sur la croix, nous sauvant par son sang rédempteur. Il a été enseveli et, de son propre pouvoir, il est ressuscité le troisième jour, nous élevant par sa résurrection à ce partage de la vie divine qu’est la vie de la grâce. Il est monté au ciel et il viendra de nouveau, en gloire cette fois, pour juger les vivants et les morts : chacun selon ses mérites – ceux qui ont répondu à l’amour et à la pitié de Dieu allant à la vie éternelle, ceux qui les ont refusés jusqu’au bout allant au feu qui ne s’éteint pas. Et son règne n’aura pas de fin.
L’ESPRIT SAINT ET LA VIERGE MARIE.

Nous croyons en l’Esprit Saint, qui est Seigneur et qui donne la vie, qui est adoré et glorifié avec le Père et le Fils. Il nous a parlé par les Prophètes, il nous a été envoyé par le Christ après sa Résurrection et son Ascension auprès du Père ; il illumine, vivifie, protège et conduit l’Église ; il en purifie les membres s’ils ne se dérobent pas à la grâce. Son action qui pénètre au plus intime de l’âme, rend l’homme capable de répondre à l’appel de Jésus : « Soyez parfaits comme votre Père céleste est parfait » (Mt 5, 48). Nous croyons que Marie est la Mère demeurée toujours vierge du Verbe incarné, notre Dieu et Sauveur Jésus-Christ, et qu’en raison de cette élection singulière elle a été, en considération des mérites de son Fils, rachetée d’une manière plus éminente, préservée de toute souillure du péché originel et comblée du don de la grâce plus que toutes les autres créatures. Associée par un lien étroit et indissoluble aux mystères de l’Incarnation et de la Rédemption, la Très Sainte Vierge, l’Immaculée, a été, au terme de sa vie terrestre, élevée en corps et en âme à la gloire céleste et configurée à son Fils ressuscité en anticipation du sort futur de tous les justes ; et Nous croyons que la Très Sainte Mère de Dieu, nouvelle Ève, mère de l’Église, continue au ciel son rôle maternel à l’égard des membres du Christ, en coopérant à la naissance et au développement de la vie divine dans les âmes des rachetés.
LE PÉCHÉ, LA CROIX ET LE BAPTÊME.

Nous croyons qu’en Adam tous ont péché, ce qui signifie que la faute originelle commise par lui a fait tomber la nature humaine, commune à tous les hommes, dans un état où elle porte les conséquences de cette faute et qui n’est pas celui où elle se trouvait d’abord dans nos premiers parents, constitués dans la sainteté et la justice, et où l’homme ne connaissait ni le mal ni la mort. C’est la nature humaine ainsi tombée, dépouillée de la grâce qui la revêtait, blessée dans ses propres forces naturelles et soumise à l’empire de la mort, qui est transmise à tous les hommes et c’est en ce sens que chaque homme naît dans le péché. Nous tenons donc, avec le Concile de Trente, que le péché originel est transmis avec la nature humaine, « non par imitation, mais par propagation », et qu’il est ainsi « propre à chacun ». Nous croyons que Notre-Seigneur Jésus-Christ, par le sacrifice de la croix, nous a rachetés du péché originel et de tous les péchés personnels commis par chacun de nous, en sorte que, selon la parole de l’Apôtre, « là où le péché avait abondé, la grâce a surabondé ». Nous croyons à un seul baptême institué par Notre-Seigneur Jésus-Christ pour la rémission des péchés. Le baptême doit être administré même aux petits enfants qui n’ont pu encore se rendre coupables d’aucun péché personnel, afin que, nés privés de la grâce surnaturelle, ils renaissent « de l’eau et de l’Esprit Saint » à la vie divine dans le Christ Jésus.

 

L’ÉGLISE, ÉDIFIÉE PAR JÉSUS-CHRIST

Nous croyons à l’Eglise une, sainte, catholique et apostolique, édifiée par Jésus-Christ sur cette pierre qui est Pierre. Elle est le corps mystique du Christ, à la fois société visible instituée avec des organes hiérarchiques et communauté spirituelle, l’Eglise terrestre ; elle est le peuple de Dieu pérégrinant ici-bas et l’Eglise comblée des biens célestes ; elle est le germe et les prémices du Royaume de Dieu, par lequel se continuent, au long de l’histoire humaine, l’œuvre et les douleurs de la Rédemption et qui aspire à son accomplissement parfait au-delà du temps dans la gloire. Au cours du temps, le Seigneur Jésus forme son Eglise par les sacrements qui émanent de sa plénitude. C’est par eux qu’elle rend ses membres participants au mystère de la mort et de la résurrection du Christ, dans la grâce du Saint-Esprit qui lui donne vie et action. Elle est donc sainte tout en comprenant en son sein des pécheurs, parce qu’elle n’a elle-même d’autre vie que celle de la grâce : c’est en vivant de sa vie que ses membres se sanctifient ; c’est en se soustrayant à sa vie qu’ils tombent dans les péchés et les désordres qui empêchent le rayonnement de sa sainteté. C’est pourquoi elle souffre et fait pénitence pour ses fautes, dont elle a le pouvoir de guérir ses enfants par le sang du Christ et le don de l’Esprit Saint. Héritière des divines promesses et fille d’Abraham selon l’Esprit, par cet Israël dont elle garde avec amour les Écritures et dont elle vénère les patriarches et les prophètes ; fondée sur les apôtres et transmettant de siècle en siècle leur parole toujours vivante et leurs pouvoirs de pasteur dans le successeur de Pierre et les évêques en communion avec lui ; perpétuellement assistée par le Saint-Esprit, elle a charge de garder, enseigner, expliquer et répandre la vérité que Dieu a révélée d’une manière encore voilée par les prophètes et pleinement par le Seigneur Jésus. Nous croyons tout ce qui est contenu dans la parole de Dieu, écrite ou transmise, et que l’Eglise propose à croire comme divinement révélé, soit par un jugement solennel, soit par le magistère ordinaire et universel. Nous croyons à l’infaillibilité dont jouit le successeur de Pierre quand il enseigne ex cathedra comme pasteur et docteur de tous les fidèles, et dont est assuré aussi le corps des évêques lorsqu’il exerce avec lui le magistère suprême.
L’UNITÉ ET LA CATHOLICITÉ DE L’ÉGLISE

Nous croyons que l’Église, fondée par Jésus-Christ et pour laquelle il a prié, est indéfectiblement une dans la foi, le culte et le lien de la communion hiérarchique. Au sein de cette Église, la riche variété des rites liturgiques et la légitime diversité des patrimoines théologiques et spirituels et des disciplines particulières, loin de nuire à son unité, la manifestent davantage. Reconnaissant aussi l’existence, en dehors de l’organisme de l’Église du Christ, de nombreux éléments de vérité et de sanctification qui lui appartiennent en propre et tendent à l’unité catholique, et croyant à l’action du Saint-Esprit qui suscite au cœur des disciples du Christ l’amour de cette unité, Nous avons l’espérance que les chrétiens qui ne sont pas encore dans la pleine communion de l’unique Église se réuniront un jour en un seul troupeau avec un seul pasteur. Nous croyons que l’Église est nécessaire au salut, car le Christ qui est seul médiateur et voie de salut se rend présent pour nous dans son Corps qui est l’Église. Mais le dessein divin du salut embrasse tous les hommes ; et ceux qui, sans faute de leur part, ignorent l’Evangile du Christ et son Église mais cherchent Dieu sincèrement et, sous l’influence de la grâce, s’efforcent d’accomplir sa volonté reconnue par les injonctions de leur conscience, ceux-là, en un nombre que Dieu seul connaît, peuvent obtenir le salut.
LE CORPS ET LE SANG DU SEIGNEUR

Nous croyons que la messe célébrée par le prêtre représentant la personne du Christ en vertu du pouvoir reçu par le sacrement de l’ordre, et offerte par lui au nom du Christ et des membres de son Corps mystique, est le sacrifice du calvaire rendu sacramentellement présent sur nos autels. Nous croyons que, comme le pain et le vin consacrés par le Seigneur à la Sainte Cène ont été changés en son Corps et son Sang qui allaient être offerts pour nous sur la croix, de même le pain et le vin consacrés par le prêtre sont changés au corps et au sang du Christ glorieux siégeant au ciel, et Nous croyons que la mystérieuse présence du Seigneur, sous ce qui continue d’apparaître à nos sens de la même façon qu’auparavant, est une présence vraie, réelle et substantielle. Le Christ ne peut être ainsi présent en ce sacrement autrement que par le changement en son corps de la réalité elle-même du pain et par le changement en son sang de la réalité elle-même du vin, seules demeurant inchangées les propriétés du pain et du vin que nos sens perçoivent. Ce changement mystérieux, l’Église l’appelle d’une manière très appropriée transsubstantiation. Toute explication théologique, cherchant quelque intelligence de ce mystère, doit pour être en accord avec la foi catholique, maintenir que, dans la réalité elle-même, indépendante de notre esprit, le pain et le vin ont cessé d’exister après la consécration, en sorte que c’est le corps et le sang adorables du Seigneur Jésus qui dès lors sont réellement devant nous sous les espèces sacramentelles du pain et du vin, comme le Seigneur l’a voulu, pour se donner à nous en nourriture et pour nous associer à l’unité de son Corps mystique. L’unique et indivisible existence du Seigneur glorieux au ciel n’est pas multipliée, elle est rendue présente par le sacrement dans les multiples lieux de la terre où la messe est célébrée. Et elle demeure présente, après le sacrifice, dans le Saint Sacrement, qui est, au tabernacle, le cœur vivant de chacune de nos églises. Et c’est pour nous un devoir très doux d’honorer et d’adorer dans la sainte hostie, que nos yeux voient, le Verbe incarné qu’ils ne peuvent pas voir et qui, sans quitter le ciel, s’est rendu présent devant nous.
ROYAUME DE DIEU ET CIVILISATION.

Nous confessons que le royaume de Dieu commencé ici-bas en l’Église du Christ n’est pas de ce monde, dont la figure passe, et que sa croissance propre ne peut se confondre avec le progrès de la civilisation, de la science ou de la technique humaines, mais qu’elle consiste à connaître toujours plus profondément les insondables richesses du Christ, à espérer toujours plus fortement les biens éternels, à répondre toujours plus ardemment à l’amour de Dieu, à dispenser toujours plus largement la grâce et la sainteté parmi les hommes. Mais c’est ce même amour qui porte l’Église à se soucier constamment du vrai bien temporel des hommes. Ne cessant de rappeler à ses enfants qu’ils n’ont pas ici-bas de demeure permanente, elle les presse aussi de contribuer, chacun selon sa vocation et ses moyens, au bien de leur cité terrestre, de promouvoir la justice, la paix et la fraternité entre les hommes, de prodiguer leur aide à leurs frères, surtout aux plus pauvres et aux plus malheureux. L’intense sollicitude de l’Église, épouse du Christ, pour les nécessités des hommes, leurs joies et leurs espoirs, leurs peines et leurs efforts, n’est donc rien d’autre que son grand désir de leur être présente pour les illuminer de la lumière du Christ et les rassembler tous en lui, leur unique Sauveur. Elle ne peut signifier jamais que l’Eglise se conforme elle-même aux choses de ce monde, ni que diminue l’ardeur de l’attente de son Seigneur et du royaume éternel.
LES VIVANTS ET LES MORTS

Nous croyons à la vie éternelle. Nous croyons que les âmes de tous ceux qui meurent dans la grâce du Christ, soit qu’elles aient encore à être purifiées au purgatoire, soit que dès l’instant où elles quittent leur corps, Jésus les prenne au paradis comme il a fait pour le bon larron, sont le peuple de Dieu dans l’au-delà de la mort, laquelle sera définitivement vaincue le jour de la résurrection où ces âmes seront réunies à leur corps. Nous croyons que la multitude de celles qui sont rassemblées autour de Jésus et de Marie au paradis forme l’Église du ciel, où dans l’éternelle béatitude elles voient Dieu tel qu’il est et où elles sont aussi, à des degrés divers, associées avec les saints anges au gouvernement divin exercé par le Christ en gloire, en intercédant pour nous et en aidant notre faiblesse par leur sollicitude fraternelle.

Nous croyons à la communion de tous les fidèles du Christ, de ceux qui sont pèlerins sur la terre, des défunts qui achèvent leur purification, des bienheureux du ciel, tous ensemble formant une seule Église, et Nous croyons que dans cette communion l’amour miséricordieux de Dieu et de ses saints est toujours à l’écoute de nos prières, comme Jésus nous l’a dit : Demandez et vous recevrez. Aussi est-ce avec foi et dans l’espérance que Nous attendons la résurrection des morts et la vie du monde à venir.
Béni soit le Dieu trois fois saint . Amen Papa Paolo VI

 

4 mars, 2015

Colmar Collégiale Saint Martin 15 mars 2015 Divine Liturgie pour les chrétiens martyrisés en Syrie et Irak

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Prions pour nos frères et sœurs chrétiens martyrisés en Syrie et en Irak

Prions pour nos frères et soeurs chrétiens martirisés en Syrie et en Irak

1 janvier, 2015

De l’Hypocrisie des vœux de nouvel an

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 20:14

De l’ hypocrisie des voeux de nouvel an

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 8:16 Modifier

De l’hypocrisie des voeux de nouvelle année

le 2 janvier 2011 par Dark Genma

Rq : Article publié le 7 Janvier 2010, un an plus tard, je pense toujours pareil. D’où sa remise en avant.

Avec le mois de janvier, il y a les traditionnels voeux de nouvelle année. Et les « Bonne année – Meilleurs voeux » qui fusent de partout, dès que l’on rencontre quelqu’un.

Je trouve qu’il y a une certaine hypocrisie dans ces voeux. Un peu comme quand on demande si « Ca va » à quelqu’un en lui disant bonjour le matin, alors qu’on se moque bien de la réponse. Pour s’en convaincre, il suffit de répondre « Non », de façon neutre, à quelqu’un qui nous pose cette question. Le fait d’utiliser une voix neutre ne va pas trahir que ça ne va pas, et l’interlocuteur n’écoutant qu’à peine la réponse, il ne verra pas la différence avec un « oui et toi ».

Certes, on peut être sincère quand on souhaite de passer une bonne année à quelqu’un. Mais quand on envoie un lot de mails ou de SMS à tout son carnet d’adresse, l’est-on vraiment ? Car c’est impersonnel au possible. On écrit à des personnes dont n’a pas pris de nouvelles depuis des mois, mais comme elles figurent dans le carnet d’adresse, on leur écrit.

De l' hypocrisie des voeux de nouvel an DarkGenma

Il y a de l’hypocrisie dans ces souhaits car rien ne change du jour au lendemain. Les problèmes de l’année précédente sont encore là, et semblent même plus encore présents cette année. Durant les quelques secondes où la personne souhaite ces voeux, peut-être est-elle sincère. Mais la véritable sincérité serait d’être là jour après jour, d’apporter du soutien… Et pour ça, il n’y a personne. Du moins, 99% des personnes qui nous auront souhaitées bonne année ne seront pas là.

Oui, j’ai moi-même céder à la tradition en souhaitant mes voeux sur ce blog et j’étais sincère sur le moment. Mais la réalité rattrape très vite le moment d’euphorie du nouvel an….

Et je ne parle pas des bonnes résolutions… On se dit que l’on va faire des efforts, changer les choses. Mais combien d’années de suite a-ton fait de bonnes résolutions et combien a-t-on vraiment tenues ? Peut-être faut-il un évènement déclencheur et la nouvelle année peut en être un. Mais si l’on n’a pas commencé dans l’année, pourquoi est-ce que l’on commencerait d’un seul coup ? On se dit que l’on va faire du sport, ou un régime. On ne mange rien pendant une semaine, on court une heure trois fois par semaine et au bout de deux semaines, on arrête tout, car on n’y est pas allé progressivement. Et la bonne résolution est de suite oubliée. Ce qu’il faut, c’est prendre des décisions réalisables, les noter et régulièrement y revenir pour voir où on en est. Il faut se définir un plan d’actions, des étapes. Et le mieux, c’est de commencer n’importe quand, progressivement. Encore une belle hypocrisie de chaque nouvel an, que sont les bonnes résolutions.

Je suis peut-être un peu aigri en ce moment. Désolé. Je devrais peut-être créer un Dark Genma, pour ce genre d’articles…

28 décembre, 2014

Padre Girolamo Maria Russo dell’ Ordine dei Frati Servi di Maria due foto scattate quasi cinquant’anni fà.

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servi di maria padre girolamo russo foto con bambini prima comunione servi di maria padre girolamo russo foto con bambini prima comunione 02

Ringraziamo di cuore il cavaliere Mimmo Vecchione di Saviano che ha avuto il dono di aver conosciuto il Padre Girolamo Maria Russo.

Ancora oggi, e la conservazione di queste foto ne sono una prova vivissima, rimane nei cuori di chi ha conosciuto Padre Girolamo Russo la testimonianza di frate e devoto della Santissima Vergine Maria Addolorata .Padre Girolamo Maria Russo ha saputo assicurare un fecondo apostolato impregnato della plurisecolare spiritualità servitana e praticato a beneficio delle anime assetate di Dio nostro Padre e Creatore.

25 décembre, 2014

Joyeux Noël: comment le souhaite-t-on dans toutes les langues européennes Le HuffPost

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 1:49

« Joyeux Noël »: comment le souhaite-t-on dans toutes les langues européennes
Le HuffPost
Publication: 24/12/2014 08h33 CET Mis à jour: 24/12/2014 09h08 CET

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LANGUES – Souhaiter « Joyeux Noël », c’est bien. Mais sauriez vous le faire dans toute l’Europe? Pour ceux qui auront l’occasion de passer les fêtes à l’étranger ou bien de recevoir de la famille éloignée à Noël, la carte réalisée par Jakub Marian pourrait s’avérer bien pratique.

De l’Islande à la Turquie en passant par le Portugal et la Russie, voici comment dire « joyeux Noël » dans toutes les langues d’Europe (quant à la façon de prononcer ces vœux, la carte ne le précise pas):

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Noel 2014

3 octobre, 2014

gert van hoef organiste et sa biographie

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 0:15

gert van hoef organiste

29 août, 2014

In Ricordo ha pubblicato un pensiero sui Frati Servi di Maria sepolti nel Cimitero di Palma Campania (Na)

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 23:50

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Titolo Frase
Frati Servi di Maria alcuni sepolti nell
Autore: efrem
Frati Servi di Maria Santi Sconosciuti dell\’ Italia Meridionale Un Ricordo, Una Preghiera ?Un\’ Azione di Ringraziamento ! Non siamo in grado di riunire tutte le prove riguardanti la vita eroicamente vissuta ,l\’ esistenza e la consistenza di una vera fama di santit? di molti Frati dell\’ Ordine dei Servi di Maria che dal 1946 hanno vissuto il loro ministero sacerdotale in diversi conventi presenti nell\’ Italia meridionale. Ancora oggi il ricordo di questi Frati rimane inalterato nei cuori di alcuni membri dell\’ Istituto Ordine di Sant\’ Andrea di Caffa. Questi indimenticabili Frati e Santi sconosciuti possono sembrare degli alberi piantati nel mare . Avete mai visto degli alberi piantati in mezzo al mare ? L\’ albero non si sposta , non ? un nomade, ancora meno un essere marino. Questo stuolo di Frati erano come degli alberi piantati nei conventi di Palma Campania (Na) Saviano(Na) Napoli,Benevento,Prata Sannita (Ce) ,Alvignano (Ce), Manduria (Ta) ,Taranto,Siracusa ..ecc?. per dare ombra e frutti ai cristiani che facevano parte della comunit? parrocchiali annesse a questi conventi. Questi Frati di Santa Maria incarnavano l\’ insegnamento della Chiesa Una e Indivisa ,la loro vita era regolata dai Dettami Evangelici e dalle Costituzioni dell\’ Ordine. La loro vita un paradosso! Allo stesso modo, la loro fede non si ? misurata,non era n? grande e n? piccola ,n? grossa e n? magra! CREDERE E NON AVERE ! N? granello di senape,n? albero piantato nel mare ,la fede di questi frati ? andata sempre oltre le parole umane,i piani,progetti,schemi e calcoli meramente freddi. Essi non potevano misurare la fede come si misurava la convinzione . La loro fede era un inizio di cui solo Dio ne era l\’ artefice. Questa fede ha scombussolato cio\’ che sembrava immutabile , come per esempio l\’ ordine delle cose che vuole che gli alberi siano piantati nella terra e non nel mare . Se si potesse scrivere tutto quello che questi frati hanno dovuto sopportare e quantificare quante lacrime hanno dovuto versare per amore alla Santissima Vergine Maria dei Sette Dolori. Circa ai servi inutili,essi stessi ci hanno rivelato l\’ iniziativa di Dio. La Fede non ha fatto di questi Frati dei servitori riveriti,adulati,acclamati,dei servitori con contratto che attribuisce uno statuto di quadri dirigenti,colletti bianchi ecc? Questi Frati Servi di Maria nel servizio della fede non hanno fatto carriera! Nessuno di loro ha avuto delle pretese per la sua fede, come si avanzano delle pretese per gli studi compiuti o per i diplomi acquisiti. Per questi Frati di Santa Maria la fede ? stata gratuita. ?Servitori Inutili!?e Servi di Maria per l\’ eternit? ! L\’ Eterno riposo dona loro Signore! Requiem aeternam dona eis Domine ! Elenco Frati Servi di Maria Defunti . Fra Bonfiglio Maria Mautone morto il 7 gennaio 2003 a Maddaloni (CE) anni 81 e 63 anni di vita religiosa; Fra Eugenio Maria Pantano morto a Siracusa l 11 gennaio 1997 anni 72 e 53 anni di vita religiosa ; Fra Fedele Maria Ciarci? morto a Saviano (Na) il 14 gennaio 2009 anni 96 e 80 anni di vita religiosa; Fra Angelo Maria Di Giuseppe morto a Napoli il 16 gennaio 1990 anni 66 e 49 anni di vita religiosa; Fra Pio Maria D\’ Alessandro morto a Napoli il 22 gennaio 1994 anni 80 e 63 anni di vita religiosa; Fra Daniele Maria Santoro morto a Roma il 27 gennaio 1978 anni 26 e 4 mesi di vita religiosa ; Fra Andrea Maria D\’ Andrea morto a Napoli il 1 febbraio 2001 anni 79 e 59 anni di vita religiosa; Fra Giuseppe Maria Portesine morto a Saviano (Na) il 14 febbraio 1985 anni 81 e 49 anni di vita religiosa; Fra Gioacchino Maria Romano morto a Napoli il 16 febbraio 1970 anni 60 e 3? anni di vita religiosa; Fra Pio Maria Casciello morto a Nola il 12 marzo 2001 anni 66 e 45 anni di vita religiosa; Fra Giovanni Maria Colello morto il 12 marzo 2004 a Taurano (Av) anni 74 e 51 anni di vita religiosa; Fra Tommaso Maria Bartolomei morto a Napoli il 1 aprile 1967 anni 77 e 61 anni di vita religiosa; Fra Angelo Maria Pantano morto a Siracusa il 2 aprile 1993 anni 72 e 61 anni di vita religiosa; Fra Carmelo Maria Padalino morto a Manduria (Ta) il 20 aprile 1999 anni 75 e 56 anni di vita religiosa; Fra Enrico Maria Gilibisco morto a Saviano il 30 maggio 2006 anni 87 e 70 anni di vita religiosa; Fra Gerardo Maria Caligiore morto a Siracus ail 24 giugno 1981 anni 68 e 50 anni di vita religiosa; Fra Salvatore Maria Mazzocca morto a Alvignano (Ce) il 10 giugno 1988 anni 55 e 37 anni di vita religiosa; Fra Paolo Maria Pasqua morto a Siracusa il 28 giugno 1999 anni 75 e 56 anni di vita religiosa; Fra Raffaele Maria Montanino morto a Saviano(Na) il 21 giugno 2005 anni 81 e 53 anni di vita religiosa ; Fra Carlo Maria Ramondetta morto a Siracusa il 28 giugno 2007 anni 77 e 55 anni di vita religiosa; Fra Amadio Maria Arcopinto morto a Prata Sannita (Ce) il 26 luglio 1990 anni 72 e 53 anni di vita religiosa; Fra Antonino Maria Mautone morto a Saviano (Na) il 4 agosto 1999 anni 67 e 49 anni di vita religiosa; Fra Antonio Maria Fedele morto a Napoli il 15 agosto 2000 anni 79 e 46 anni di vita religiosa; Fra Carmelo Maria Abbate morto a saviano (Na) il 21 agosto 1993 anni 80 e 61 anni di vita religiosa; Fra Agostino Maria Pappalardo morto il 29 agosto 1975 anni 63 e 47 anni di vita religiosa; Fra Tarcisio Maria Mascagni morto il 3 settembre 1995 anni 74 e 56 anni di vita religiosa ; Fra Fortunato Maria Frattin morto a Palma Campania (Na) l\’ 11 settembre 1979 anni 83 e 49 anni di vita religiosa ; Fra Tommaso Maria Chianese morto a Napoli il 15 settembre 2000 anni 79 e 61 anni di vita religiosa; Fra Carlo Maria Ruocco morto a Saviano l\’ 11 ottobre 1996 anni 70 e 53 anni di vita religiosa; Fra Filippo Maria Arianna morto a Saviano(Na) il 12 ottobre 2004 anni 81 e 62 anni di vita religiosa; Fra Luigi Maria Coluzzi morto a Napoli il 20 ottobre 1983 anni 73 e 56 anni di vita religiosa; Fra Mariano Maria Casoria morto a Napoli il 9 novembre 1988 anni 73 e 55 anni di vita religiosa; Fra Alessio Maria Crispo morto a Avellino il 18 novembre 1993 anni 79 e 63 anni di vita religiosa; Fra Girolamo Maria Russo Fondatore della Provincia dell\’ Italia Meridionale morto a Saviano (Na) il 30 novembre 1970 anni 85 e 67 anni di vita religiosa; Fra Cirillo Maria Perucatti morto a Napoli il 29 dicembre 1983 anni 66 e 42 anni di vita religiosa; fra Luigi Maria Mercolino morto a Piedimonte Matese (Ce)il 30 dicembre 2001 anni 79 e 60 anni di vita religiosa. Fra Agostino Maria Sommese morto a Napoli l\’ 8 giugno 2009 anni 95 e 77 anni di vita religiosa;
Glossary V2.0

In Ricordo ha pubblicato un pensiero sui Frati Servi di Maria sepolti nel Cimitero di Palma Campania (Na) led_green

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E’ DEDICATO :A tutti quelli che hanno significato qualcosa per te…A quelli che hanno segnato la tua vita in un modo o nell’altro…A quelli che ti hanno fatto sorridere quando più ne avevi bisogno…A quelli che quando eri triste, ti fecero vedere il lato buono delle cose…

Ed A tutti quelli a cui desideri dire quanto hai apprezzato la loro amicizia o il loro amore.

per l’Associazione

                                    Giovanni De Pietro


 

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19 août, 2014

padre Girolamo Russo (Cimitile, 1885 – Saviano 1970), maestro nello studentato istituito durante la Prima Guerra Mondiale nel convento di San Francesco dei Servi di Maria; è in corso la sua causa di beatificazione.

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 15:44
 Le torri di Prata
Sulle Portelle dove tira il forte vento,
le torri sembrano cadere ed
eternamente hanno l’edera attaccata;
dal corto gambo di verde carica
è la foglia.
Tu non possiedi campane né orologi,
negli anni remoti dall’alto dominavi.
Il passero solitario su te ci fa il nido,
nelle tue grandi bocche
i pipistrelli salgono e scendono,
nelle interne pareti restano di giorno attaccati;
sembra l’inferno a che dall’alto
guarda giù,
pur tu stai su una roccia e non crolli
mai,
in giro sulle cartoline vai,
porti all’emigrante il ricordo
della sua Prata.
servi di maria padre girolamo russo

  padre Girolamo Russo (Cimitile, 1885 – Saviano 1970), maestro nello studentato istituito durante la Prima Guerra Mondiale nel convento dei Servi di Maria; è in corso la sua causa di beatificazione.

11 août, 2014

Icône de la Très Sainte Vierge Marie des Sept Douleurs Icona della Santissima Vergine Addolorata donata da monsignor Basilio Bertoglio

Classé dans : Non classé — andreadicaffa02 @ 11:21

Icona Addolorata mons basilio bertoglio.02

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