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15 septembre, 2011

15 settembre Beata Vergine Maria Addolorata . I Sette Dolori di Maria .

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15 Settembre Beata Vergine Maria Addolorata. I Sette Dolori di Maria

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La Vergine Maria viene venerata nel mondo cristiano con il culto di iperdulia, cioè una venerazione maggiore rispetto a tutti i Santi; nel calendario della Chiesa Cattolica ci sono ben ventiquattro celebrazioni mariane, partendo dal 1° Gennaio, in cui si ricorda la Beata Vergine Maria Madre di Dio, arrivando fino al 10 Dicembre, dedicato alla Beata Vergine Maria di Loreto. Inoltre l’intero mese di Maggio è tradizionalmente dedicato alla Madonna, l’Immacolata è preceduta da una devota novena e il mese di Settembre vede ben cinque festività mariane; insomma il culto della Madonna è così diffuso nella Chiesa che non esiste un mese dell’anno senza una festività dedicata alla Madre di Dio. Ma una delle celebrazioni più sentite è sicuramente quella odierna, dedicata alla Beata Vergine Maria Addolorata; i fedeli si sono sempre sentiti vicini alla figura dolente della Madre di Dio, condividendo con Lei i dolori quotidiani. Difatti al contrario di altre prerogative …

… mariane, che ne celebrano la Santità, come l’Immacolata Concezione, l’Annunciazione, la Maternità Divina ecc. questa figura dell’Addolorata è la più umana tra tutte le qualità della Santa Vergine e quindi la più vicina a tutti noi; veder morire un figlio è un dolore inconsolabile e tutti i fedeli si sentono vicini alla Santa Madre che ha subito questa grave perdita, condividendo con Lei i propri dolori. Maria però, si distingue per la dignità con cui affronta il terribile lutto, soffre in silenzio e vede avverarsi la profezia di Simeone, pronunciata oltre trent’anni prima:

“E anche a te una spada trapasserà l’anima”; per questo Maria diventa la consolatrice degli afflitti e a Lei si rivolgono i sofferenti di questo mondo, certi di un suo sguardo amoroso e di un abbraccio ricolmo d’amore. Ma la Madonna è anche corredentrice della Grazia del genere umano, così come si è offerta a condividere il tragico destino del Figlio, allo stesso modo condivide la trionfale Resurrezione e rimane con noi per indicarci la via della salvezza e della gioia.

La devozione alla Beata Vergine Addolorata, prende spunto dai passi del Vangelo che raccontano della presenza di Maria sul Monte Calvario, ma solo a partire dall’XI secolo si cominciò a celebrare insistentemente questa festa; testimonianza di questa venerazione è lo “Stabat Mater”, attribuito a Jacopone da Todi e da questa devozione ebbe origine la festa dei “Sette dolori di Maria”. A metà del XIII secolo nacque a Firenze l’Ordine dei “Servi di Maria”, fondato dai Ss. Sette fondatori ed ispirato dalla Vergine. L’Ordine che si distinse nei secoli per la forte venerazione mariana e la diffusione del culto dell’Addolorata, ebbe il permesso dalla Congregazione dei Riti, di celebrare la Messa votiva dei sette dolori di Maria, era il 9 Giugno del 1668; i frati di quest’Ordine portavano sempre l’abito nero, in segno del dolore provato da Maria. Il 9 Agosto 1692 Papa Innocenzo XII autorizzò la celebrazione dei sette dolori di Maria alla terza Domenica di Settembre; successivamente il 18 Agosto 1714 la Sacra Congregazione approvò la celebrazione dei Sette Dolori di Maria, il Venerdì precedente la Domenica delle Palme, più recentemente Papa Pio VII, il 18 Settembre 1814 estese la festa a tutta la Chiesa, inserendola nel Calendario Romano alla terza Domenica di Settembre ed infine Papa Pio X nei primi anni del Novecento fissò la celebrazione dell’Addolorata al 15 Settembre, il giorno successivo dell’Esaltazione della Santa Croce.

I Sette Dolori di Maria corrispondono ad episodi narrati nel Vangelo:

1) La profezia dell’anziano Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

2) La Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto “Giuseppe destatosi, prese con sé il Bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto”.

3) Il ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme “Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo”.

4) Maria addolorata, incontra Gesù che porta la croce sulla via del Calvario.

5) La Madonna ai piedi della Croce in piena adesione alla volontà di Dio, partecipa alle sofferenze del Figlio crocifisso e morente.

6) Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto deposto dalla Croce.

7) Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione.

La Liturgia ha composto anche le Litanie dell’Addolorata, mentre la devozione popolare ha creato la “Via Matris”, che come la “Via Crucis” ripercorre le sofferenze di Maria. Al celebre testo “Stabat Mater” si sono ispirati anche i più celebri musicisti della storia, tra loro Rossini, Pergolesi e Verdi; inoltre nel mondo dell’arte, la Vergine Addolorata è stata più volte raffigurata nel corso dei secoli, tra le opere d’arte più celebri ricordiamo la “Pietà” di Michelangelo, custodita in San Pietro ed il dipinto “Compianto del Cristo Morto” di Giotto. In virtù di quest’ampia devozione, molte città hanno una cappella o una Chiesa dedicata all’Addolorata, inoltre nel sud Italia, fino a qualche decennio fa, il nome Addolorata è stato abbastanza in uso; anche in Spagna e nei paesi dell’America latina troviamo ancora oggi, nomi femminili come Dolores.

Emanuele

Fonte: www.santiebeati.it

Nota :

sin dal Medioevo i Servi di Maria celebravano il 21 settembre la Festa della Dedicazione della chiesa del Monte Senario, dove la Madonna Addolorata nel 1240 apparve ai Santi Sette Fondatori; di conseguenza, molte chiese e santuari dedicati all’Addolorata venivano consacrati volutamente in quel giorno. Inoltre sempre sin dal Medioevo il 21 settembre si ricordano, in molte località, diverse apparizioni mariane, in alcune delle quali la Madonna si è manifestata come l’Addolorata. La festa liturgica al 15 settembre fu fissata da Pio X nel 1913, sostituendo l’antica data che fissava la festa liturgica della Madonna Addolorata alla III domenica di settembre. Un rescritto del 1924 della Sacra Congregazione dei Riti confermava che nelle chiese in cui è eretta canonicamente la Confraternita dei Sette Dolori aggregata all’Ordine dei Servi di Maria e nelle chiese proprie dell’Ordine è possibile “celebrare solennemente la festa dell’Addolorata nella III domenica di settembre o in qualunque altro giorno di settembre secondo la consuetudine dei luoghi”. Con la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II la Memoria della B. V. M. Addolorata (15 settembre) fu assegnata all’Ordine dei Servi di Maria , al Terz’Ordine e alle Confraternite dell’Addolorata aggregate alle Comunità dell’ Ordine dei Frati Servi di Maria con il grado di Solennità, essendo Patrona Principale e Fondatrice dell’Ordine; inoltre fu confermata la possibilità di celebrare la processione dell’Addolorata nella III domenica di settembre o in qualunque altro giorno di settembre secondo la consuetudine dei luoghi.

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30 juillet, 2011

Beata Vergine Maria Addolorata

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Beata Vergine Maria Addolorata

15 settembre

La memoria della Vergine Addolorata ci chiama a rivivere il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla passione del figlio e vicina a lui innalzato sulla croce. La sua maternità assume sul calvario dimensioni universali. Questa memoria di origine devozionale fu introdotta nel calendario romano dal papa Pio VII (1814). (Mess. Rom.)

Etimologia: Maria = amata da Dio, dall’egiziano; signora, dall’ebraico

Martirologio Romano: Memoria della beata Maria Vergine Addolorata, che, ai piedi della croce di Gesù, fu associata intimamente e fedelmente alla passione salvifica del Figlio e si presentò come la nuova Eva, perché, come la disobbedienza della prima donna portò alla morte, così la sua mirabile obbedienza porti alla vita.

La Madonna è venerata nel mondo cristiano con un culto di iperdulia, che si estrinseca in vari titoli, quanti le sono stati attribuiti nei millenni per le sue virtù, il suo patrocinio, la sua posizione di creatura prediletta da Dio, per il posto primario occupato nel piano della Redenzione, per la sua continua presenza accanto all’uomo evidenziata anche dalle tante apparizioni.
Nel calendario delle celebrazioni mariane vi sono: 1° gennaio la B.V.M. Madre di Dio; 23 gennaio lo Sposalizio della B.V.M.; 2 febbraio la Presentazione al Tempio di Gesù e la Purificazione di Maria; 11 febbraio Beata Vergine di Lourdes; 25 marzo l’Annunciazione; 26 aprile B.V.M. del Buon Consiglio; 13 maggio Beata Vergine di Fatima; 24 maggio Madonna Ausiliatrice; 31 maggio Visitazione di M.V.; a giugno Cuore Immacolato di Maria; 2 luglio Madonna delle Grazie; 16 luglio B.V. del Carmelo; 5 agosto Madonna della Neve; 15 agosto Assunzione della Vergine; 22 agosto B.V.M. Regina; 8 settembre Natività di Maria; 12 settembre SS Nome di Maria; 15 settembre B. V. Addolorata; 19 settembre B. V. de La Salette; 24 settembre B.V. della Mercede; 7 ottobre B.V. del Rosario, 21 novembre Presentazione della B.V.M.; 8 dicembre Immacolata Concezione, 10 dicembre B. V. M. di Loreto.
Inoltre l’intero mese di Maggio è dedicato alla Madonna, senza dimenticare la suggestiva e devota Novena dell’Immacolata, poi vi sono le celebrazioni locali per i tantissimi Santuari Mariani esistenti; come si vede la Vergine ha un culto così diffuso, che non c’è mese dell’anno in cui non la si ricordi e veneri.
A mio parere però, fra i tanti titoli e celebrazioni, il più sentito perché più vicino alla realtà umana, è quello di Beata Vergine Maria Addolorata; il dolore è presente nella nostra vita sin dalla nascita, con il primo angosciato grido del neonato, che lascia il sicuro del grembo materno per proiettarsi in un mondo sconosciuto, non più legato alla madre e in preda alla paura e spavento; poi il dolore ci segue più o meno intenso, più o meno costante, nei suoi vari aspetti, fisici, morali, spirituali, lungo il corso della vita, per ritrovarlo comunque al termine del nostro cammino, per l’ultimo e definitivo distacco da questo mondo.
E il dolore di Maria, creatura privilegiata sì, ma sempre creatura come noi, è più facile comprenderlo, perché lo subiamo anche noi, seppure in condizioni e gradi diversi, al contrario delle altre prerogative che sono solo sue, Annunciazione, Maternità divina, Immacolata Concezione, Assunzione al Cielo, Apparizioni, ecc. le quali da parte nostra richiedono un atto di fede per considerarle.
Veder morire un figlio è per una madre il dolore più grande che ci sia, non vi sono parole che possano consolare, chi naturalmente aspettando di poter morire dopo aver generato, allevato ed educato, l’erede e il continuatore della sua umanità, vede invece morire il figlio mentre lei resta ancora in vita, quel figlio al quale avrebbe voluto ridare altre cento volte la vita e magari sostituirsi ad esso nel morire.
I milioni di madri che nel tempo hanno subito questo immenso dolore, a lei si sono rivolte per trovare sostegno e consolazione, perché Maria ha visto morire il Figlio in modo atroce, consapevole della sua innocenza, soffrendo per la cattiveria, incomprensione, malvagità, scatenate contro di lui, personificazione della Bontà infinita.
Ma non fu solo per la repentina condanna a morte, il dolore provato da Maria fu l’epilogo di un lungo soffrire, in silenzio e senza sfogo, conservato nel suo cuore, iniziato da quella profezia del vecchio Simeone pronunziata durante la Presentazione di Gesù al Tempio: “E anche a te una spada trapasserà l’anima”.
Quindi anche tutti coloro che soffrono nella propria carne e nel proprio animo, le pene derivanti da malattie, disabilità, ingiustizia, povertà, persecuzione, violenza fisica e mentale, perdita di persone care, tradimenti, mancanza di sicurezza, solitudine, ecc. guardano a Maria, consolatrice di tutti i dolori; perché avendo sofferto tanto già prima della Passione di Cristo, può essere il faro a cui guardare nel sopportare le nostre sofferenze ed essere comprensivi di quelle dei nostri fratelli, compagni di viaggio in questo nostro pellegrinare terreno.
Ma la Madonna è anche corredentrice per Grazia del genere umano, perché partecipe dell’umanità sofferente ed offerta del Cristo, per questo lei non si è ribellata come madre alla sorte tragica del Figlio, l’ha sofferta indicibilmente ma l’ha anche offerta a Dio per la Redenzione dell’umanità.
E come dalla Passione, Morte e Sepoltura di Gesù, si è passato alla trionfale e salvifica Resurrezione, anche Maria, cooperatrice nella Redenzione, ha gioito di questa immensa consolazione e quindi maggiormente è la più adatta ad indicarci la via della salvezza e della gioia, attraversando il crogiolo della sofferenza in tutte le sue espressioni, della quale comunque non potremo liberarci perché retaggio del peccato originale.

CULTO

La devozione alla Madonna Addolorata, che trae origine dai passi del Vangelo, dove si parla della presenza di Maria Vergine sul Calvario, prese particolare consistenza a partire dalla fine dell’XI secolo e fu anticipatrice della celebrazione liturgica, istituita più tardi.
Il “Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius” di ignoto (erroneamente attribuito a s. Bernardo), costituisce l’inizio di una letteratura, che porta alla composizione in varie lingue del “Pianto della Vergine”.
Testimonianza di questa devozione è il popolarissimo ‘Stabat Mater’ in latino, attribuito a Jacopone da Todi, il quale compose in lingua volgare anche le famose ‘Laudi’; da questa devozione ebbe origine la festa dei “Sette Dolori di Maria SS.” Nel secolo XV si ebbero le prime celebrazioni liturgiche sulla “compassione di Maria” ai piedi della Croce, collocate nel tempo di Passione.
A metà del secolo XIII, nel 1233, sorse a Firenze l’Ordine dei frati “Servi di Maria”, fondato dai Ss. Sette Fondatori e ispirato dalla Vergine. L’Ordine che già nel nome si qualificava per la devozione alla Madre di Dio, si distinse nei secoli per l’intensa venerazione e la diffusione del culto dell’Addolorata; il 9 giugno del 1668, la S. Congregazione dei Riti permetteva all’Ordine di celebrare la Messa votiva dei sette Dolori della Beata Vergine, facendo menzione nel decreto che i Frati dei Servi, portavano l’abito nero in memoria della vedovanza di Maria e dei dolori che essa sostenne nella passione del Figlio.
Successivamente, papa Innocenzo XII, il 9 agosto 1692 autorizzò la celebrazione dei Sette Dolori della Beata Vergine la terza domenica di settembre.
Ma la celebrazione ebbe ancora delle tappe, man mano che il culto si diffondeva; il 18 agosto 1714 la Sacra Congregazione approvò una celebrazione dei Sette Dolori di Maria, il venerdì precedente la Domenica delle Palme e papa Pio VII, il 18 settembre 1814 estese la festa liturgica della terza domenica di settembre a tutta la Chiesa, con inserimento nel calendario romano.
Infine papa Pio X (1904-1914), fissò la data definitiva del 15 settembre, subito dopo la celebrazione dell’Esaltazione della Croce (14 settembre), con memoria non più dei “Sette Dolori”, ma più opportunamente come “Beata Vergine Maria Addolorata”.

Le devozioni
I Sette Dolori di Maria, corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo: 1) La profezia dell’anziano Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio “E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. – 2) La Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto “Giuseppe destatosi, prese con sé il Bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto”. – 3) Il ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme “Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo”. – 4) Maria addolorata, incontra Gesù che porta la croce sulla via del Calvario. – 5) La Madonna ai piedi della Croce in piena adesione alla volontà di Dio, partecipa alle sofferenze del Figlio crocifisso e morente. – 6) Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto deposto dalla Croce. – 7) Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione.
La liturgia e la devozione hanno compilato anche le Litanie dell’Addolorata, ove la Vergine è implorata in tutte le necessità, riconoscendole tutti i titoli e meriti della sua personale sofferenza.
La tradizione popolare ha identificato la meditazione dei Sette Dolori, nella pia pratica della ‘Via Matris’, che al pari della Via Crucis, ripercorre le tappe storiche delle sofferenze di Maria e sempre più numerosi sorgono questi itinerari penitenziali, specie in prossimità di Santuari Mariani, rappresentati con sculture, ceramiche, gruppi lignei, affreschi.
Le processioni penitenziali, tipiche del periodo della Passione di Cristo, comprendono anche la figura della Madre dolorosa che segue il Figlio morto, l’incontro sulla salita del Calvario, Maria posta ai piedi del Crocifisso; in certi Comuni le processioni devozionali, assumono l’aspetto di vere e proprie rappresentazioni altamente suggestive, specie quelle dell’incontro tra il simulacro di Maria vestita a lutto e addolorata e quello di Gesù che trasporta la Croce tutto insanguinato e sofferente.
In certe località queste processioni, che nel Medioevo diedero luogo anche a rappresentazioni sacre dette “Misteri”, assumono un’imponenza di partecipazione popolare, da costituire oggi un’attrattiva oltre che devozionale e penitenziale, anche turistica e folcloristica, cito per tutte la grande processione barocca di Siviglia.

Le espressioni artistiche
Al testo del celebre “Stabat Mater”, si sono ispirati musicisti di ogni epoca; tra i più illustri figurano Palestrina, Pergolesi, Rossini, Verdi, Dvorak.
La Vergine Addolorata è stata raffigurata lungo i secoli in tante espressioni dell’arte, specie pittura e scultura, frutto dell’opera dei più grandi artisti che secondo il proprio estro, hanno voluto esprimere in primo luogo la grande sofferenza di Maria.
La vergine Addolorata è di solito vestita di nero per la perdita del Figlio, con una spada o con sette spade che le trafiggono il cuore.
Altro soggetto molto rappresentato è la Pietà, penultimo atto della Passione, che sta fra la deposizione e la sepoltura di Gesù. Il termine ‘Pietà’ sta ad indicare nell’arte, la raffigurazione dei due personaggi principali Maria e Gesù, la madre e il figlio; Maria lo sorregge adagiato sulle sue ginocchia, oppure sul bordo del sepolcro insieme a s. Giovanni apostolo (Michelangelo e Giovanni Bellini). Capolavoro dell’intensità del dolore dei presenti, è il ‘Compianto sul Cristo morto’ di Giotto.
Nel Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso (Isernia), secondo l’apparizione del 1888, Gesù è adagiato a terra e Maria sta in ginocchio accanto a lui e con le braccia aperte lo piange e lo offre nello stesso tempo.

In virtù del culto così diffuso all’Addolorata, ogni città e ogni paese ha una chiesa o cappella a lei dedicata; varie Confraternite assistenziali e penitenziali, come pure numerose Congregazioni religiose femminili e alcune maschili, sono poste sotto il nome dell’Addolorata, specie se collegate all’antico Ordine dei Servi di Maria.
L’amore e la venerazione per la Consolatrice degli afflitti e per la sua ‘compassione’, ha prodotto, specie nell’Ordine dei Servi splendide figure di santi, ne citiamo alcuni: I Santi Sette Fondatori, s. Giuliana Falconieri, s. Filippo Benizi, s. Pellegrino Laziosi, s. Antonio Maria Pucci, s. Gabriele dell’Addolorata (passionista), senza dimenticare, primo fra tutti, s. Giovanni apostolo ed evangelista, sempre accanto a lei per confortarla e condividerne l’indicibile dolore, accompagnandola fino al termine della sua vita.

Il nome Addolorata ebbe larga diffusione nell’Italia Meridionale, ma per l’evidente significato, ora c’è la tendenza a sostituirlo con il suo derivato spagnolo Dolores.

Autore: Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2005-06-04
Letto da 15169 persone

1 janvier, 2011

Calendrier liturgique de l´Ordre des Pères Servites de Marie Calendario liturgico dell´Ordine Frati Servi di Maria

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glisephotocalendrierliturgique.jpgL´Istituto Ordine di Sant´Andrea di Caffa anche se appartenente al Patriarcato Ortodosso Siro Antiocheno Sinodo di Lannion ha adottato il Calendario Liturgico dell´Ordine dei Frati Servi di Maria .

 

Calendrier liturgique de l´Ordre des Pères Servites de Marie Calendario liturgico dell´Ordine Frati Servi di Maria pdf glisecalendariumliturgicumordreservitesdemarie20102011.pdf

L´Istituto Ordine di Sant´Andrea di Caffa de l´Église Orthodoxe Syro Antiochienne Synode de Lannion a adopté le Calendrier Liturgique de l´Ordre des Frères Servites de Marie.

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